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Mattarella al Meeting di Rimini: "L'Europa sia più forte di ogni arroccamento"

Mattarella al Meeting di Rimini: "L'Europa sia più forte di ogni arroccamento"
"Vaccinarsi è un dovere", dice il presidente della Repubblica alla kermesse di Comunione e Liberazione. "La perdita di libertà di alcuni incide sul mondo". E critica i Paesi europei che, come l'Ungheria, si rifiutano di ospitare i migranti, scagliandosi "contro ogni grettezza e le mortificanti ottusità miste a ipocrisia che si manifestano anche in questi giorni"
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“Si vince insieme, o si perde insieme”. Vale per l’Europa in cui resistono “mortificanti ottusità” anche verso l’apertura al dramma dei profughi afghani. E vale, guardando all’Italia e alla perdurante lotta contro la pandemia, per la ripresa del Paese dopo “il dolore e la solitudine” sperimentati con il Covid.  

Il presidente Sergio Mattarella apre il Meeting di Comunione e Liberazione, collegato dal Quirinale con Rimini, e punta sull’appello per rafforzamento della “comunità solidale” dentro e soprattutto fuori dei nostri confini. Guarda come sempre all’Europa e ai giovani, il Presidente che si avvia al termine del suo settennato.  

Meeting Rimini, Mattarella: "Vaccinarsi è un dovere, è l'unico strumento efficace"

"L'Unione si fa motore di un nuovo sviluppo dei nostri Paesi, uno sviluppo più equilibrato e sostenibile. E’  un'occasione storica che dobbiamo saper cogliere e trasformare in un nuovo, migliore e stabile equilibrio". E partendo dalla frase del Diario di Soren Kierkegaard, “Il coraggio di dire io”, che guida questa edizione numero 42 del Meeting aperta dal discorso del presidente Bernhard Scholz e dal messaggio di affettuoso saluto indirizzato a Mattarella da Papa Francesco, il presidente ammonisce, con parole che si fanno severe : “C’è un io, un tu e un noi anche per l'Europa e per le sue responsabilità, contro ogni grettezza, contro mortificanti ottusità miste a ipocrisia, che si manifestano anche in questi giorni che sono frutto di arroccamenti antistorici e, in realtà, autolesionisti".  

Nessun riferimento ovviamente diretto, non una citazione su singole posizioni assunte dalle nazioni sovraniste e dalla destra più estrema dei Paesi membri, ma la parola di Mattarella di fronte agli interrogativi drammatici e al grido di aiuto che viene da Kabul caduta in mano ai talebani, non può che tornare ai valori capisaldo della comunità europea. “Vi sono tanti aspetti che la società  globale propone. Accanto a straordinarie opportunità, incrementate dallo sviluppo delle tecno-scienze, emergono anche nuovi rischi di omologazione, di esclusione, di smarrimento, di sfiducia", dice. "Anche di un io che si annulla nell'omologazione dell'uso improprio di quella grande risorsa positiva che offerta dal web”. Ma libertà e democrazia richiedono, per rafforzarsi – puntualizza il Presidente – di un retroterra vivo di partecipazione, autonomia di organizzazione sociale, conoscenze diffuse in modo da alimentare una cultura ricca di creatività,, trama di coesione, rispettosa delle reciproche differenze" 

Nel mondo globale, quindi, "si vince insieme, si perde insieme. La crisi del virus lo conferma”. Prepara però anche le basi di una ripartenza. E adesso tocca “immaginare il domani. Sentiamo che cresce la voglia di ripartire: il motore è la fiducia che sapremo migliorarci, che riusciremo a condurre in avanti il nostro Paese". 

Centrale è la responsabilità: individuale e collettiva. Dai medici ai settori produttivi ai governi. Ma sempre partendo da noi, aggiunge ancora Mattarella: per esempio , ricorrendo al vaccino. 

 “Per scegliere il proprio destino, è necessario che la persona conquisti piena coscienza del proprio valore, del proprio essere originale e irripetibile. Così da comprendere di doversi mettere in gioco”. Il coraggio di dire io  per Mattarella diventa quindi “indispensabile per dare concretezza, realtà umana, a principi che altrimenti resterebbero inerti, o peggio verrebbero traditi dalla rinuncia o dal nascondimento.  La pandemia ci ha dimostrato quanto ci sia bisogno del coraggio della responsabilità. Nell'opera dei medici e del personale sanitario. Nel lavoro di chi svolge mansioni sociali. Nell'impegno di chi opera nel tessuto economico. Nell'azione dei governi e degli organismi internazionali. Ma anche nei comportamenti di ciascuno di noi".  

L'esplosione del Covid, ci ha fatto scoprire "piu' fragili di quanto credevamo”, continua il Capo dello Stato. “Abbiamo fatto esperienza del dolore, della paura, della solitudine. Abbiamo compreso con maggiore chiarezza di aver bisogno del sostegno degli altri, ma nella comunità abbiamo trovato risorse preziose, decisive per far sì  che le nostre speranze, le nostre aspirazioni non venissero sradicate e potessero ancora trovare conferma e sviluppo”. Ecco perché bisogna andare avanti senza cedimenti, o illusioni. “La battaglia contro il virus non è vinta, dovremo ancora combattere la pandemia”, ricorda il Capo dello Stato, ma serve fiducia: "Possiamo farcela - conclude il Presidente della Repubblica - dipende anche da noi. Ciascuno viene - e deve sentirsi - interpellato: il coraggio dipende dalla capacità  di ciascuno di essere responsabilmente se stesso. Del resto, è questa la condizione dell'esercizio della libertà”. Scroscianti applausi dai padiglioni della Fiera che quest’anno torna a riempirsi di centinaia di persone in presenza, filtrati da rigidi ma scorrevoli protocolli anti Covid, per una edizione che ospita un parterre di 11 ministri del governo e tutti i leader di partiti (da Salvini a Letta, da Tajani a Meloni, da Conte a Rosato), per un dibattito molto atteso, martedì prossimo. Con 75 eventi, 15 spettacoli, 12 mostre e 2mila volontari, spicca il numero dei giovani – 600. E sono stati loro l’ultimo riferimento del presidente Mattarella al popolo del Meeting. “Ai giovani, ai volontari, a quanti animeranno gli incontri e i dialoghi. Il vostro contributo all'impresa in corso per il rinnovamento della società italiana ed europea sarà prezioso”.