La staffetta genitori-figli nel popolo fedele di Cl :“Qui incontriamo il mondo”
di Conchita Sannino«Io rispondo alle domande. Ma lei poi mi compra un biglietto della lotteria del Meeting? Solo 5 euro, su, ma sono due tagliandi in uno. Però la politica no, davvero. Ne sono un po’ lontana».
L’empatia pragmatica di Rita, 19 anni fiorentina, studentessa di Lettere alla Statale di Milano, è una chiave per leggere la platea di Rimini che ha attraversato Repubbliche e fasti, ex leader e intuizioni. Un pezzo d’Italia che — Covid o non Covid, padiglioni gremiti come un tempo o più lenti come oggi, addirittura dai nonni ai nipoti nell’arco di alcune famiglie — continua a rispondere alle domande e ai temi lanciati dal Meeting dell’amicizia tra popoli. E forse la novità imprevedibile è che se ieri erano solo i giovani a mostrarsi scettici rispetto alla politica, stavolta il disincanto è assai diffuso. «A me interessa la politica, però accidenti nessuno ci convince», dicono le amic…
«Io rispondo alle domande. Ma lei poi mi compra un biglietto della lotteria del Meeting? Solo 5 euro, su, ma sono due tagliandi in uno. Però la politica no, davvero. Ne sono un po’ lontana».
L’empatia pragmatica di Rita, 19 anni fiorentina, studentessa di Lettere alla Statale di Milano, è una chiave per leggere la platea di Rimini che ha attraversato Repubbliche e fasti, ex leader e intuizioni. Un pezzo d’Italia che — Covid o non Covid, padiglioni gremiti come un tempo o più lenti come oggi, addirittura dai nonni ai nipoti nell’arco di alcune famiglie — continua a rispondere alle domande e ai temi lanciati dal Meeting dell’amicizia tra popoli. E forse la novità imprevedibile è che se ieri erano solo i giovani a mostrarsi scettici rispetto alla politica, stavolta il disincanto è assai diffuso. «A me interessa la politica, però accidenti nessuno ci convince», dicono le amiche di Rita, Elena e Benedetta, anche loro universitarie. E la disillusione guida le famiglie. «Torniamo qui per le mostre, per la voglia di scoprire persone e storie diverse, certo non per applaudire un leader», scuote la testa Elena, 45 anni, di Bergamo, il marito Giampaolo, operaio, coi figli, Davide e Pietro, di 11 e 13 anni.
«Siamo innamorati di Tolkien, qui ritroviamo passioni e spunti di riflessione, e un mondo di riferimento dei credenti certo — aggiunge Elena — ma se dovessi dire che mi riconosco in un orientamento politico, no. Specie dopo il Covid, ci siamo sentiti soli, abbandonati». In cosa, particolarmente? «Questo lungo folle anno di didattica a distanza: io sono assistente di disabili, lui lavora, lo sa che i nostri ragazzi sono stati quasi totalmente in casa da soli, con enormi responsabilità di noi genitori, anche penali?». E Giampaolo: «Non parliamo di come sono considerati gli operai, numeri e basta». Non è populismo, è non è neanche rabbia. Ma cronaca dal basso. Fa eccezione il presidente Mattarella, la sensibilità che lo lega ai cittadini, «sì, oltre la barriera dei Palazzi». E ora che c’è Draghi, «l’Italia è senz’altro al sicuro con i conti», ma insomma «non fa battere il cuore».
Lo dice anche Franca Sisti, docente di Storia e filosofia, che di anni ne ha sessanta e viene con suo marito Francesco Roggi, al Meeting, da oltre trenta. «La politica è più preoccupata dei posizionamenti e del consenso immediato. Difficile riconoscersi. È come se la classe dirigente non riuscisse né a occuparsi né a trasmetterti la complessità delle questioni, dall’uscita della pandemia alle crisi internazionali». E Francesco: «Tutto è ridotto a conflitto, a polemica del giorno».
Anche Luca Mondellini, under 30 che ha studiato cinema e ama il giornalismo d’inchiesta, appartiene di diritto alla categoria — più o meno sommariamente narrata o etichettata — del popolo del Meeting. «Ho 27 anni e vengo qui da quando sono nato. Magari dicendo che barba da piccolo, ma poi divertendomi perché qui incontravo ogni volta gli amici, i figli degli altri. Lo vede il padiglione in fondo? C’era una cosa che si chiamava il Villaggio dei ragazzi, ora per il Covid non c’è. Crescendo, ho capito che questo era un posto interessante da cui incontrare pezzi vari di mondo». Così ci è tornato da volontario, per scelta ogni estate dal 2014. In cuffia prima c’erano Dalla, Springsteen, ora è cresciuto col cinema degli outsider fratelli Cohen, ama anche Anderson e Sorrentino.
«Politicamente facco fatica a riconoscermi. Se mi chiede un leader politico, sa chi mi viene in mente? De Gasperi. Quanto ci servirebbe nel 2021», sorride. Il Capo dello Stato però lo ha applaudito, in padiglione: «Ci vuole coraggio a essere Presidente in questo passaggio così dissestato». Il futuro non si presenta così roseo, ma Luca è stato sconvolto da un fatto. «Si sposano ben sette coppie di amici: oh, tutti nel 2021. Vedere loro mi dà molto speranza. Oddio, non ho la fidanzata in questo momento. Ma per me è una lezione di coraggio». Avere fiducia è rivoluzionario. «Ecco, se capitasse anche l’amore: me la gioco questa partita, fino in fondo».