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Il caso del neodirettore dell’Archivio di Stato. “Inadatto, lodò Rauti”

L'anniversario della strage 
Le associazioni dei parenti delle vittime delle stragi contrarie all’arrivo di Andrea De Pasquale che acquisì le carte del fondatore di Ordine nuovo
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Avevano scritto a Draghi e poi a Mattarella contestando la sua nomina alla direzione dell’Archivio centrale di Stato: «Non può assumere quel ruolo uno che ha fatto l’elogio di Rauti», che fu segretario dell’Msi e fondatore di Ordine Nuovo. Ma ora che Andrea De Pasquale in una lettera di precisazioni pubblicata sul sito del ministero dei Beni culturali si presenta come se l’incarico fosse cosa fatta, assicurando che lo porterà avanti con «disciplina ed onore», lo sdegno dei familiari delle vittime di stragi del terrorismo nero e neofascista si risolleva. «Di male in peggio, ora questo signore firma con un titolo che non è suo. Ma Franceschini dov’é?» twitta Eugenio Occorsio, il cui padre magistrato su freddato da un commando di Ordine Nuovo nel 1976. E incalza Paolo Bolognesi, a nome dell’ associazione vittime delle stragi Piazza Fontana, Brescia e 2 agosto 1980: «Il suo comportame…

Avevano scritto a Draghi e poi a Mattarella contestando la sua nomina alla direzione dell’Archivio centrale di Stato: «Non può assumere quel ruolo uno che ha fatto l’elogio di Rauti», che fu segretario dell’Msi e fondatore di Ordine Nuovo. Ma ora che Andrea De Pasquale in una lettera di precisazioni pubblicata sul sito del ministero dei Beni culturali si presenta come se l’incarico fosse cosa fatta, assicurando che lo porterà avanti con «disciplina ed onore», lo sdegno dei familiari delle vittime di stragi del terrorismo nero e neofascista si risolleva. «Di male in peggio, ora questo signore firma con un titolo che non è suo. Ma Franceschini dov’é?» twitta Eugenio Occorsio, il cui padre magistrato su freddato da un commando di Ordine Nuovo nel 1976. E incalza Paolo Bolognesi, a nome dell’ associazione vittime delle stragi Piazza Fontana, Brescia e 2 agosto 1980: «Il suo comportamento è scandaloso, a tutti gli effetti non è ancora nominato. Il fatto che il ministero mandi fuori un suo comunicato è scorretto, il ministro deve vietarlo, se non lo fa è connivente». L’incarico ha già ottenuto il placet del ministro Dario Franceschini e il via libera dalla Funzione pubblica sul contratto. Ma manca l’ultimo passaggio alla presidenza del consiglio. Insomma, è di nuovo bufera su questa nomina.


Un passo indietro. Il caso è stato sollevato da Bolognesi alcuni giorni fa. Nel giudizio su De Pasquale, già direttore della Biblioteca nazionale centrale di Roma, pesa l’enfasi con cui in quella sede fu presentata l’acquisizione dell’archivio Rauti: «Ha mostrato o comunque avallato un atteggiamento di scarsa autonomia scientifica e di compiacenza nei confronti della famiglia Rauti e della parte politica sua e dei suoi eredi» scrive Bolognesi al premier e al presidente della Repubblica. Inoltre si rilevano alcune criticità nei titoli, tra cui il fatto che l’incarico dovrebbe essere affidato a un dirigente archivista e non bibliotecario. Una partita delicata anche alla luce della recente direttiva Draghi (dopo quella Renzi del 2014 e Prodi del 2008) che declassifica e rende disponibili all’Archivio dello Stato la documentazione su Gladio e la Loggia P2. L’iniziativa è stata annunciata nel giorno del 41esimo anniversario della strage alla stazione di Bologna il 2 agosto scorso. «Molti non se ne rendono conto — spiega Bolognesi — ma questa cosa è gravissima e pericolosissima: è un tentativo ulteriore di bloccare la verità che si sta faticosamente delineando dopo 41 anni» sulla bomba alla stazione che provocò 85 morti e oltre 200 feriti. Il velo su depistaggi e coperture istituzionali si sta sollevando al processo sui mandanti in corso a Bologna e per il quale la ministra Marta Cartabia ha promesso un rinforzo di magistrati. Diventa dunque ancora più fondamentale avere una figura indipendente e competente per garantire trasparenza e terzietà sul rilascio di tutti gli atti e i documenti che riguardano gli intrecci occulti tra la storia politica e criminale del paese tra gli anni ‘70 e ‘80. Andrea De Pasquale lo assicura nella lettera di precisazione: «Apprendo con dolore di contestazioni in merito alla mia nomina.

Nelle mie passate direzioni mi sono sempre adoperato, con massimo rigore scientifico nel potenziare e accrescere l’attività di ricerca, agevolando gli studiosi nella fruizione del materiale documentario e bibliografico». Ebbene, scrive, «la stessa cosa farò anche in riferimento alla documentazione declassificata ai sensi delle direttive Prodi, Renzi e ora Draghi, e assicuro il massimo impegno nell’incrementarne lo studio attraverso la realizzazione di progetti di inventariazioni e digitalizzazioni». Parole che non bastano ai familiari delle vittime, ma nemmeno alla politica. Esponenti Pd, M5S e Leu chiedono al governo di ascoltare le loro preoccupazioni, uguale richiesta è arrivata dal Consiglio superiore beni culturali. «Noi ci ricordiamo le parole orribili che De Pasquale pronunciò in occasione del fondo Rauti; non si può far passare come un grande statista di destra senza dire che fu tra i fondatori di Ordine Nuovo — dice Carlo Arnoldi, presidente dell’associazione Piazza Fontana 12 dicembre 1969 — E non si è mai scusato». </MC>[/AUTORE][COPYRIGHT]©RIPRODUZIONE RISERVATA