Casaleggio lancia Camelot, dopo Rousseau è la nuova sfida ai 5 Stelle di Conte
di Gabriele Bartoloni , di Gabriele BartoloniLo aveva annunciato nei mesi scorsi, dopo la rottura definitiva con il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte. Davide Casaleggio ora è pronto a mettere in gioco una nuova creatura che al suo interno contenga gli ideali utopistici del padre. Ma non lo farà attraverso un nuovo un nuovo partito. Perchè per portare avanti le idee del Movimento che fu, Casaleggio sceglie un nuova azienda. Una “società benefit”, per l’esattezza. Il suo nome è Camelot ed è stata fondata 19 luglio, un mese dopo il divorzio definitivo tra Casaleggio e la creatura fondata dal padre.
L’obiettivo è sempre lo stesso: portare avanti la democrazia diretta attraverso lo sviluppo piattaforma specifica. Per questo la Camelot sarà destinata a rottamare definitivamente Rousseau, il software che faceva da anello di congiunzione tra gli iscritti e il Movimento. Tra gli obiettivi della nuova creatura, infatti, c’è quello di por…
Lo aveva annunciato nei mesi scorsi, dopo la rottura definitiva con il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte. Davide Casaleggio ora è pronto a mettere in gioco una nuova creatura che al suo interno contenga gli ideali utopistici del padre. Ma non lo farà attraverso un nuovo un nuovo partito. Perchè per portare avanti le idee del Movimento che fu, Casaleggio sceglie un nuova azienda. Una “società benefit”, per l’esattezza. Il suo nome è Camelot ed è stata fondata 19 luglio, un mese dopo il divorzio definitivo tra Casaleggio e la creatura fondata dal padre.
L’obiettivo è sempre lo stesso: portare avanti la democrazia diretta attraverso lo sviluppo piattaforma specifica. Per questo la Camelot sarà destinata a rottamare definitivamente Rousseau, il software che faceva da anello di congiunzione tra gli iscritti e il Movimento. Tra gli obiettivi della nuova creatura, infatti, c’è quello di portare avanti “lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di un innovativo sistema di sistemi (sic) di votazione e partecipazione digitale”, è quanto prevede lo statuto pubblicato da La Stampa. "Il nostro principale dovere fiduciario - si legge - è nei confronti dell'umanità. I protagonisti, oltre a Casaleggio (che possiede l’85%), sarà il ì braccio destro Enrica Sabatini (10 per cento) e Cristian Laurini (5 per cento), responsabile tecnico della piattaforma Rousseau.
Non solo democrazia diretta, però. Perché il fine della nuova azienda sarà anche quello di “abilitare le persone ad esprimere a pieno le proprie potenzialità, connettendo i temi di interesse delle comunità alle competenze dei singoli e amplificando la propria capacità di azione”. Concetti fumosi e utopistici, paragonabili più a quelli di un’organizzazione no profit che ai principi su cui si fonda l’azione di un’impresa privata. Casaleggio dunque punta sul capitalismo buono per dare vita alla nuova creatura. La Camelot srl, infatti, sarà una “società benefit”: un modo di fare impresa previsto dalla legge numero 208 del 2015, secondo cui “oltre allo scopo di dividerne gli utili” questo genere di società “perseguono una o più' finalità' di beneficio comune e operano in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente”.