Sul dopo Durigon Salvini prende tempo. Draghi blinda Lamorgese
di Emanuele Lauria , di Emanuele LauriaROMA - Lo sbocco del caso Durigon sarà un incontro riservato fra Mario Draghi, Matteo Salvini e Luciana Lamorgese. Un vertice per spegnere le incomprensioni e soprattutto gli attacchi del leader leghista al ministro dell’Interno, ripresi dopo le dimissioni del sottosegretario che aveva proposto di intitolare ad Arnaldo Mussolini, fratello del Duce, il parco di Latina che oggi porta i nomi di Falcone e Borsellino. Sarà, quella riunione a tre, il massimo risultato che il segretario del Carroccio potrà ottenere: chiederà, anche come capo di una rilevante forza di maggioranza, di rivedere la linea sull’immigrazione. Ma non potrà ottenere la richiesta di sostituzione della titolare del Viminale cui Draghi non ha intenzione di rinunciare. «Lamorgese non è minimamente in discussione, non c’è alcun legame con la vicenda di Durigon. È solo Salvini che lo costruisce a suo uso e consumo», dice il segretario del…
ROMA - Lo sbocco del caso Durigon sarà un incontro riservato fra Mario Draghi, Matteo Salvini e Luciana Lamorgese. Un vertice per spegnere le incomprensioni e soprattutto gli attacchi del leader leghista al ministro dell’Interno, ripresi dopo le dimissioni del sottosegretario che aveva proposto di intitolare ad Arnaldo Mussolini, fratello del Duce, il parco di Latina che oggi porta i nomi di Falcone e Borsellino. Sarà, quella riunione a tre, il massimo risultato che il segretario del Carroccio potrà ottenere: chiederà, anche come capo di una rilevante forza di maggioranza, di rivedere la linea sull’immigrazione. Ma non potrà ottenere la richiesta di sostituzione della titolare del Viminale cui Draghi non ha intenzione di rinunciare. «Lamorgese non è minimamente in discussione, non c’è alcun legame con la vicenda di Durigon. È solo Salvini che lo costruisce a suo uso e consumo», dice il segretario del Pd Enrico Letta.
L’esito, in ogni caso, non è alle porte, perché tocca al premier convocare il vertice e ciò non è ancora stato fatto. Se ne parlerà, con ogni probabilità, non prima della fine della prossima settimana. Salvini, dopo la serata convulsa di giovedì che ha portato all’addio di Durigon, si è preso ventiquattr’ore ore per riflettere e trovare un nome da presentare a Draghi come nuovo sottosegretario all’Economia. Perché nella Lega si considera “normale” che quella poltrona spetti ad un altro esponente del partito. E in attesa che oggi parli il segretario, nessuno si sbilancia: i papabili per l’incarico sono il deputato Massimo Bitonci, che già aveva ricoperto il ruolo nel primo governo Conte ma che sconta un rapporto non ottimo con il governatore Zaia, oppure il collega Edoardo Rixi, viceministro ai Trasporti nello stesso esecutivo, assolto in appello dopo una condanna in primo grado a 3 anni e 5 mesi per falso e peculato.
Entrambi, nel partito di via Bellerio, vengono considerati esperti in materia e quindi arruolabili per il post Durigon. Altre ipotesi che conducono a cultori della materia come Claudio Borghi o Alberto Bagnai vengono messe in secondo piano dopo le frizioni per la loro partecipazione alla manifestazione dei no Pass a Roma. «Rixi, Bitonci, sono tutti nomi validi - dice all’Adnkronos il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari - ma non so nulla, non so cosa si siano detti Draghi e Salvini, sta seguendo tutto Matteo».
Durigon, intanto, saluta con una lettera inviata al direttore di Affari Italiani in cui comunica l’impossibilità di partecipare alla festa di Ceglie Messapica: «Senza l’onore e l’onere di essere sottosegretario al Mef - scrive l’ormai ex sottosegretario - sono pronto ad investire tempo ed energie anche per Latina, Roma e altre battaglie. Non solo quella delle pensioni per evitare il ritorno alla legge Fornero, ma anche quella sulle cartelle esattoriali».
La parola, dunque, torna a Salvini che ieri ha fatto notizia per un inconsueto silenzio: dopo settimane di tour de force tra referendum sulla giustizia e campagna elettorale, il segretario del Carroccio non aveva in programma alcun impegno pubblico.