Amministrative, miss, attivisti, comici e "sardine": la carica dei candidati nei Comuni
di Conchita SanninoMulticolor, più civico, e tardivamente sensibile ai profili delle donne. Eccolo, l'esercito dei candidati consiglieri che sta per scendere in campo per le amministrative del 3 e 4 ottobre. Nell'Italia del governissimo Draghi, è il primo appuntamento elettorale in grado di lanciare segnali, o vibrazioni, al Palazzo. Meno sei giorni alla chiusura delle liste. Ma nomi e firme, che si depositeranno formalmente sabato prossimo, raccontano già di tendenze e trasversalismi, colpi a effetto e aperture ai Movimenti, al tempo della pandemia e della politica liquida. In qualche caso, con diffusi innesti "arcobaleno", per le battaglie della comunità Lgbt.
È foltissima la carica degli aspiranti consiglieri: per Comuni e municipalità di Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna e centri minori. Diecimila solo nel capoluogo campano: che segnerà verosimilmente il record delle liste, 32 o 33. Ben 10 in più di quelle di Milano, 13 i…
Multicolor, più civico, e tardivamente sensibile ai profili delle donne. Eccolo, l'esercito dei candidati consiglieri che sta per scendere in campo per le amministrative del 3 e 4 ottobre. Nell'Italia del governissimo Draghi, è il primo appuntamento elettorale in grado di lanciare segnali, o vibrazioni, al Palazzo. Meno sei giorni alla chiusura delle liste. Ma nomi e firme, che si depositeranno formalmente sabato prossimo, raccontano già di tendenze e trasversalismi, colpi a effetto e aperture ai Movimenti, al tempo della pandemia e della politica liquida. In qualche caso, con diffusi innesti "arcobaleno", per le battaglie della comunità Lgbt.
È foltissima la carica degli aspiranti consiglieri: per Comuni e municipalità di Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna e centri minori. Diecimila solo nel capoluogo campano: che segnerà verosimilmente il record delle liste, 32 o 33. Ben 10 in più di quelle di Milano, 13 in più che a Roma. Il doppio di Bologna.
Roma, ex ministri e reginette
Avvocati, sportivi, e anche una Miss Italia. Con 5 civiche più la lista firmata 5S, Virginia Raggi prova la corsa bis. Si affida a un vecchio suggeritore del Movimento, l'ex ministro Pecoraro Scanio, che mette in lista Alessandro Bianchi, ex ministro dei Trasporti con Prodi. E poi tante figure esterne: dall'ex reginetta di bellezza Nadia Bengala, a un regista e scenografo, Massimo Spano. Il volto noto delle ultime ore è quello di Pippo Franco, che si candida con il centrodestra di Enrico Michetti. E nell'assortito parterre spettacolo figura anche Manuela Villa, figlia del fu "reuccio" della melodia.
Milano, Bugno
Il Pd, per la riconferma di Beppe Sala sindaco, che può contare su 8 liste, offre con nettezza la maggioranza femminile: 25 donne contro 23. E nella compagine guidata dall'assessore all'Urbanistica Pierfrancesco Maran e dalla vice sindaca Anna Scavuzzo, emergono le figure della società civile: la leader dei Fridays For Future milanesi Sarah Brizzolara, la portavoce della comunità rom e sinti Dijana Pavlovic, la donna transgender Monica Romano. Tra i volti noti, c'è il campione mondiale del ciclismo Gianni Bugno per i "Riformisti - Lavoriamo per Milano" (che sono i centristi di sinistra, da Iv a Azione e + Europa), e i radicali candidano Luigi Pagano, l'ex direttore di San Vittore, un "volto" di Mani Pulite. Il centrodestra, con 5 liste a sostegno di Luca Bernardo, schiera la presidente di Federfarma Lombardia Annarosa Racca. Ma per il resto annaspa e divide: il candidato Massimiliano Bastoni che ha insediato il suo comitato nella sede di estrema destra Lealtà Azione. Fdi punta su Vittorio Feltri. Ma è la prima volta che l'elezione farà a meno dei big: non ci sarà Matteo Salvini, non c'è Berlusconi e Fi fa pressing su Adriano Galliani.
Napoli, ingorgo di transfughi
Il Pd, con l'ex ministro Gaetano Manfredi, forte di 13 liste e dell'alleanza con Conte e Leu, firma la facile campagna acquisti tra i transfughi di Dema. Al tramonto della fu "rivoluzione arancione" dell'ex pm Luigi de Magistris - il sindaco uscente che ora corra come governatore in Calabria - 17 su 25 dei suoi consiglieri, vanno (o tornano) coi dem. E solo in 5 restano a sostenere la candidata sindaca, ex assessora uscente Alessandra Clemente, l'avvocatessa che da bambina ha assistito all'omicidio di sua madre, Silvia Ruotolo, vittima innocente di camorra. Sensibilità che ha coltivato: è riuscita a convincere e a portare in lista con lei Antonio Piccirillo, il figlio di un capoclan di un rione cittadino. Neanche le spoglie del povero Maradona si salvano dall'agone: il rivale numero uno di Manfredi, l'ex pm Catello Maresca candidato col centrodestra, arruola suo fratello Hugo. E i dem rispondono con la candidatura di Antonio Carannante, ex difensore del Napoli del primo scudetto. Coerenti: anche all'epoca Tonino il terzino, giocava a sinistra. Mentre crea imbarazza e provoca fratture la lista "Azzurri", sempre per Manfredi, la cui regia sarebbe affidata a Stanislao Lanzotti, in Fi fino a ieri, e indagato per voto di scambio.
A Bologna la prof di Zaki
È capolista per il Pd, a Bologna, con Matteo Lepore, Rita Monticelli, docente di letteratura inglese, titolare del master Gemma, esperta di Gender studies e professoressa di Patrick Zaki. In campo c'è anche Mattia Santori, la "sardina" che aveva attaccato il marcio del Pd solo 7 mesi fa.
A Torino il volto dei Righeira
Otto i candidati sindaci, con la Valentina Sganga che per i 5S cercherà di riprendersi la poltrona contro Stefano Lo Russo (centrosinistra) e Paolo Damilano (centrodestra). Liste cariche di farmacisti e medici. Ma a cambiare musica c'è Stefano Righi, alias Johnson del duo musicale Righeira, che corre per la candidata sindaca Greta Di Cristina e il partito comunista di Rizzo.