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Il grande flop della protesta No Vax. Ma la Lega vota contro il Green Pass

(siano)
Deserte in tutte le città le manifestazioni nelle stazioni per bloccare i treni. Il problema per la maggioranza si apre alla Camera, in commissione il Carroccio prova a far saltare il decreto sui certificati verdi. Letta: "Si sono messi fuori dal governo"
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La protesta No Vax nelle stazioni è un clamoroso flop, ma per il governo le cattive notizie arrivano dalla Camera. La Lega di lotta e di governo si manifesta in commissione Affari sociali, quando la conversione del decreto sul Green Pass arriva alla conta dei voti. I deputati del Carroccio votano contro il provvedimento varato appena un mese fa dal Consiglio dei ministri, quello che prevede l'obbligo di presentare il certificato per accedere in luoghi come bar e ristoranti al chiuso. Una misura contestata dalla Lega, da Claudio Borghi in primis: animatore delle piazze contro il passaporto vaccinale e presente alla votazione di ieri. Ma nessuno si aspettava che la Lega, astenuta in Cdm, finisse per fare ostruzionismo in Parlamento.

La protesta No Vax nelle stazioni è un clamoroso flop, ma per il governo le cattive notizie arrivano dalla Camera. La Lega di lotta e di governo si manifesta in commissione Affari sociali, quando la conversione del decreto sul Green Pass arriva alla conta dei voti. I deputati del Carroccio votano contro il provvedimento varato appena un mese fa dal Consiglio dei ministri, quello che prevede l'obbligo di presentare il certificato per accedere in luoghi come bar e ristoranti al chiuso. Una misura contestata dalla Lega, da Claudio Borghi in primis: animatore delle piazze contro il passaporto vaccinale e presente alla votazione di ieri. Ma nessuno si aspettava che la Lega, astenuta in Cdm, finisse per fare ostruzionismo in Parlamento.

La notizia si diffonde a fine giornata, quando Enrico Letta dalla Festa dell'Unità di Bologna chiede "un chiarimento politico" sul comportamento di Borghi. "La Lega col voto di oggi alla Camera contro il Green Pass si pone di fatto contro e fuori dalla maggioranza", dice il segretario del Pd. Non è l'unico a pensarlo. Dopo le parole di Letta, anche il Movimento 5 Stelle prende posizione contro il voto espresso in Parlamento. Il capogruppo Davide Crippa parla di "atteggiamento schizofrenico".

E aggiunge: "Dica la Lega una volta per tutta da che parte sta, se con la maggioranza che sostiene il governo Draghi o se all'opposizione". Borghi non ha mai nascosto la sua contrarietà all'obbligo, ma l'ipotesi di un'iniziativa personale del deputato viene subito scartata da una nota fatta diffondere poco dopo l'affondo di Letta. "Il voto espresso in commissione Affari sociali alla Camera da Claudio Borghi è in linea con quello della Lega". Il Carroccio prova anche a rassicurare il premier: "Pd e 5 Stelle ragionano come se al governo ci fosse ancora Conte ma, per fortuna, adesso c'è Draghi". A spiegare la linea ci pensa Matteo Salvini in persona che, rinnovato l'asse No Green Pass con Fratelli d'Italia, ora decide di puntare sui tamponi gratuiti. "Se lo Stato impone il Green Pass per lavorare, viaggiare, studiare, fare sport, volontariato e cultura, deve anche garantire tamponi, rapidi e gratuiti, per tutti", è la linea del segretario.

Una strategia che ricalca alcune della posizioni espresse dai No Green Pass che ieri si erano dati appuntamento in 54 stazioni italiane. Obbiettivo: bloccare i treni nel giorno in cui entrava in vigore l'obbligo di esibire la certificazione per le tratte a lunga percorrenza. Niente da fare: la protesta va deserta. Sono una quindicina i manifestanti a Bologna, venti a Firenze e solo due a Napoli. Anche a Roma e Milano la protesta fallisce. È fine giornata e il governo può tirare un sospiro di sollievo dopo l'allarme sui disordini diffuso dal ministero degli Interni alla vigilia delle manifestazioni. A guastare la giornata arriva appunto il voto della Lega in commissione. Il ministro M5S Stefano Patuanelli attacca: "Nessun problema sul governo, ma un problema per la Lega, che di fatto si è scissa".