✕

Nucleare, Bonelli: “Radical chic? A me Cingolani non può dirlo. Raccoglievo pomodori per pagare gli studi”

Il leader dei Verdi: " Il ministro è in difficoltà. Attacca per nascondere la sua debolezza. Usa il linguaggio della paura, come prima di lui Salvini"
1 minuti di lettura

ROMA - Angelo Bonelli, il ministro Cingolani ha attaccato gli ambientalisti radical chic. Si sente chiamato in causa?
"Sono cresciuto a Casal Bernocchi, un quartiere popolare. Papà appuntato, mamma casalinga. Per pagarmi l'università andavo a raccogliere i pomodori nella pianura pontina e l'uva ai Castelli romani. A me radical chic non lo dice nessuno".

Come spiega l'uscita?
"È in difficoltà. Attacca per nascondere la sua debolezza. È il ministro della Transizione ecologica, ma usa il linguaggio della paura, come prima di lui Salvini. Tempo fa aveva detto che il cambiamento ambientale sarebbe stato un bagno di sangue".

Cingolani apre al nucleare di nuova generazione, perché siete contrari?
"Perché questi impianti saranno pronti chissà quando, non possiamo aspettare 40 anni. In Francia quelli di terza generazione non vengono ultimati, figuriamoci quelli di quarta. In Italia due referendum, ne…

ROMA - Angelo Bonelli, il ministro Cingolani ha attaccato gli ambientalisti radical chic. Si sente chiamato in causa?
"Sono cresciuto a Casal Bernocchi, un quartiere popolare. Papà appuntato, mamma casalinga. Per pagarmi l'università andavo a raccogliere i pomodori nella pianura pontina e l'uva ai Castelli romani. A me radical chic non lo dice nessuno".

Come spiega l'uscita?
"È in difficoltà. Attacca per nascondere la sua debolezza. È il ministro della Transizione ecologica, ma usa il linguaggio della paura, come prima di lui Salvini. Tempo fa aveva detto che il cambiamento ambientale sarebbe stato un bagno di sangue".

Cingolani apre al nucleare di nuova generazione, perché siete contrari?
"Perché questi impianti saranno pronti chissà quando, non possiamo aspettare 40 anni. In Francia quelli di terza generazione non vengono ultimati, figuriamoci quelli di quarta. In Italia due referendum, nell'87 e nel 2011, hanno bocciato un ritorno al nucleare".

Ma quando Cingolani dice che la transizione deve essere sostenibile da un punto di vista del costo sociale non pone una questione cruciale?
"La transizione porta posti di lavoro se governata. Non dà l'impressione di esserne capace. È più facile dire che facciamo paura".

Intendeva un certo radicalismo ecologico...
"Ma la paura sono i cinquanta gradi di Siracusa o gli ambientalisti che denunciano il riscaldamento globale?".

Come valuta il suo Pnrr?
"Inadeguato. Solo il 10 per cento degli autobus e dei treni regionali saranno sostituiti. È nemico dell'auto elettrica. Nulla è previsto contro il congestionamento delle città: a Madrid hanno più chilometri di metro che in tutta Italia. È impensabile che l'Eni abbia una strategia industriale che preveda di estrarre idrocarburi oltre il 2050 quando dovremmo costruire un piano energetico cento per cento rinnovabile. Il Sud è dimenticato".

Cioè?
"Per i depuratori delle acque sono previsti appena 600milioni di euro, dopo che la Corte di giustizia ha condannato l'Italia a pagare 80mila euro al giorno per le continue violazioni di legge, soprattutto nel Mezzogiorno".

Chiedete le dimissioni?
"Il problema non sono le dimissioni, tuttavia penso che oggi il ministro sia il problema che ferma la transizione ecologica".

Quindi niente dialogo?
"Veramente gli ho scritto più volte e non mi ha mai risposto".