Covid, sì di Draghi a terza dose e vaccino obbligatorio: “Il governo va avanti”
di Tommaso Ciriaco , di Tommaso CiriacoLo schiaffo a Matteo Salvini è condensato in una frase. "Il governo va avanti". Va avanti sulla terza dose. Sul Green Pass, che sarà esteso agli statali e alle aziende. E sull'obbligo vaccinale. Il premier si presenta in conferenza stampa affiancato da quattro ministri. Accetta l'idea di una cabina di regia, ma non quella dei leader che reclama il Carroccio: decideranno, come sempre, i capi delegazione dell'esecutivo.
Sì all'obbligo e alla terza dose
Con un monosillabo, Draghi apre a uno scenario clamoroso, osteggiato da Salvini: l'obbligo vaccinale in Italia. "Sì", risponde a chi gli chiede se è una strada da percorrere quando Ema ed Aifa - dopo l'Fda americana - approveranno il vaccino in via definitiva, andando oltre la fase emergenziale. Una posizione forte che andrà certamente concordata anche con i partner europei. Draghi si dice favorevole anche alla somministrazione della terza dose. Il …
Lo schiaffo a Matteo Salvini è condensato in una frase. "Il governo va avanti". Va avanti sulla terza dose. Sul Green Pass, che sarà esteso agli statali e alle aziende. E sull'obbligo vaccinale. Il premier si presenta in conferenza stampa affiancato da quattro ministri. Accetta l'idea di una cabina di regia, ma non quella dei leader che reclama il Carroccio: decideranno, come sempre, i capi delegazione dell'esecutivo.
Sì all'obbligo e alla terza dose
Con un monosillabo, Draghi apre a uno scenario clamoroso, osteggiato da Salvini: l'obbligo vaccinale in Italia. "Sì", risponde a chi gli chiede se è una strada da percorrere quando Ema ed Aifa - dopo l'Fda americana - approveranno il vaccino in via definitiva, andando oltre la fase emergenziale. Una posizione forte che andrà certamente concordata anche con i partner europei. Draghi si dice favorevole anche alla somministrazione della terza dose. Il "quando" lo annuncia Roberto Speranza: "Si inizierà a fine settembre partendo dai fragili".
Arriva il super Green Pass
Prima dell'obbligo, il governo allargherà ancora la platea del Green Pass. "È il nostro orientamento, decideremo in quali settori", sostiene il presidente del Consiglio, spiegando che sarà convocata una cabina di regia che stabilirà "non "se" estendere il certificato verde, ma "a chi"".
"No Vax vigliacchi"
Draghi si schiera con giornalisti e sanitari "oggetto di violenza da parte dei No Vax". Una violenza "particolarmente odiosa e vigliacca".
La Lega? Il governo va avanti
Lo strappo del Carroccio assorbe diverse domande. Draghi è assai netto: "Primo: la cabina di regia ci sarà. Secondo: il chiarimento politico lo fanno le forze politiche. Terzo: è auspicabile una convergenza e una maggiore disciplina nelle deliberazioni politiche. Quarto: il governo va avanti". Come a dire: va avanti comunque con chi lo sostiene e non ne rimette in discussione l'agenda.
C'è una sola Lega e decide Salvini
Non si schiera con la Lega di lotta o con quella di governo, perché "ogni partito ha cinque o sei anime". Ma in ogni caso "la Lega è una - ricorda Draghi - e ha un capo che è Salvini".
L'incontro Lamorgese-Salvini si farà (se la ministra ne ha voglia)
La premessa è che la ministra "lavora molto bene". Detto questo, Draghi dice sì a un incontro con Lamorgese e Salvini, a patto che la responsabile dell'Interno "lo voglia". "Potrebbe essere un chiarimento interessante. E Salvini potrà dire cosa a suo dire non va", a patto che il paragone non sia con l'era della pandemia - dove le partenze erano congelate - ma "con i dati di cinque o tre anni fa...". Infine la battuta: "Magari non lo faremo in streaming...".
Governo? Non vedo la fine
Il premier scorge l'orizzonte del 2023: "Il governo? Non vedo la fine. Vedo una coalizione con le sue divergenze, ma il governo va molto d'accordo nei suoi membri". Il riconoscimento è prima di tutto a Giorgetti, in "freddo" con Salvini. Poi, ovvio, l'esecutivo sta in piedi "fin quando lo decide il Parlamento".
Al Colle? Offensivo discuterne
Quando gli domandano di una sua eventuale elezione al Colle, Draghi perde il sorriso. Non esclude nulla, però taglia la questione alla radice: "Trovo un po' offensivo pensare al Quirinale come altra possibilità, anche nei confronti del presidente della Repubblica". In ogni caso, "non mi preoccupo per il mio futuro".
Afghanistan, è stallo
"Non è ancora il momento in cui si hanno strategie chiare" sulla crisi, sostiene il premier. "L'Ue è stata abbastanza assente. Ma perché - domanda - c'è qualcuno che è stato concludente? Nessuno ha la mappa". La linea dell'Italia, comunque, resta multilaterale: "Io non credo all'abbandono e all'isolazionismo".
"Come si fa a dire no ai rifugiati?"
Il dossier dei profughi ha mostrato "ancora una volta la povertà dell'Ue nella gestione dell'immigrazione". In particolare, ce l'ha con l'approccio di alcuni Stati membri: "Davanti a quella tragedia immane ci sono Paesi che hanno detto: non vogliamo rifugiati. Ma come si fa?".
Il G20 si farà, ma dopo l'Onu
Draghi continua a credere all'ipotesi di un G20 straordinario sull'Afghanistan. L'Italia, come presidente di turno, ci lavora. "Continuo a pensare che si farà. Ma in ogni caso dopo le Nazioni Unite". I tempi, però, sembrano molto stretti.
Vaccinatevi tutti
È la priorità di Draghi. "Ribadisco l'invito a vaccinarsi, per se stessi e gli altri". Scommette sull'80% di copertura tra gli over 12 entro settembre. E Maria Stella Gelmini rilancia: "Puntiamo all'85%".
Col vaccino senza mascherine
A scuola non serviranno mascherine, a una condizione: "Dove ci sono classi di vaccinati - ricorda il ministro Patrizio Bianchi - si possono togliere". Le lezioni riprenderanno in sicurezza, promette Draghi. Che poi stempera: "Insomma, qualcosa andrà sicuramente storto, ma ce l'abbiamo messa tutta...".
L'agenda dell'esecutivo
L'agenda di governo è fitta, giura Draghi: concorrenza e fisco, politiche attive del lavoro e ammortizzatori sociali, pensioni e quota cento, giustizia. Quanto alla norma sulle delocalizzazioni, "ci sono varie posizioni, ci stiamo lavorando".