Legge anti-aborto, da Gandolfini a Binetti ecco chi sono i "texani" d'Italia
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioI "talebani texani", come sono stati soprannominati via social, e la loro legge sull'aborto - che vieta l'interruzione di gravidanza dopo le prime sei settimane e impone alla donna di ascoltare il battito del cuore del feto - hanno anche in Italia i loro adepti. Non ne fanno di nuovi. Ma il mondo dei cattolici integralisti torna alla carica. Tra i "texani d'Italia", c'è Massimo Gandolfini, il medico che guida il Movimento del Family Day - impegnato in queste ore nella lotta contro la legge sull'eutanasia e contro la proposta dell'Associazione Coscioni - sostiene che "la legge del Texas sull'interruzione di gravidanza alza il velo su una questione di carattere civile e umano, e cioè che un bambino viene eliminato a ogni aborto".
I "talebani texani", come sono stati soprannominati via social, e la loro legge sull'aborto - che vieta l'interruzione di gravidanza dopo le prime sei settimane e impone alla donna di ascoltare il battito del cuore del feto - hanno anche in Italia i loro adepti. Non ne fanno di nuovi. Ma il mondo dei cattolici integralisti torna alla carica. Tra i "texani d'Italia", c'è Massimo Gandolfini, il medico che guida il Movimento del Family Day - impegnato in queste ore nella lotta contro la legge sull'eutanasia e contro la proposta dell'Associazione Coscioni - sostiene che "la legge del Texas sull'interruzione di gravidanza alza il velo su una questione di carattere civile e umano, e cioè che un bambino viene eliminato a ogni aborto".
Per Gandolfini non è una novità neppure il ricorso allo strumento dell'ecografia per dissuadere le donne dall'aborto proprio all'ultimo momento. Ricorda: "Noi da tempo stiamo chiedendo esattamente quel che avviene in Texas, che cioè prima che le donne firmino la richiesta definitiva di aborto, siano sottoposte a una ecografia così da avere piena consapevolezza del gesto che stanno per compiere".
Commenta: "Alcuni amici medici hanno provato a introdurre questo passaggio, ma sono stati accusati di intimidazione e minacce". Quindi si sono fermati. Tuttavia, secondo Gandolfini, "la legge texana ci conforta e ci dà speranza di procedere su questa strada". Con buona pace del dissenso del presidente Usa, il cattolico Joe Biden? "Mi dà amarezza proprio la sua posizione, perché Biden si dichiara cattolico", replica il leader del Family Day.
Tuttavia che in Italia a qualcuno venga in mente di mettere mano alla "194", la legge sull'interruzione di gravidanza frutto della lotta delle femministe e delle battaglie radicali, è pressocché escluso anche dai più convinti anti abortisti. Paola Binetti, medico, cattolica ex Margherita e teodem, ora senatrice forzista, pur essendo fermamente contro l'aborto, ritiene che vada tutelata la vita del bambino e della donna. "La revisione della "194" da noi è impossibile. Ci provammo nel 2008, a trent'anni dall'approvazione della legge sull'aborto che è del 1978, cercando di fare leva sugli aiuti alle donne affinché scegliessero la maternità. Si arenò subito. Sulla legge del Texas? "Vediamo cosa penseranno alla fine i texani, sono modelli non esportabili in Italia".
Sui social la discussione su Texas e aborto prende piede. Simone Pillon, il senatore leghista, anti ddl Zan e anti "194", su Twitter scrive: "In Texas passa una legge di buonsenso: no aborto se il cuore del bambino ha già cominciato a battere. La vita è sacra sin dal suo inizio, ma è un passo importante nella giusta direzione. Ogni bambino ha il diritto di nascere, lo hanno fatto in Texas, lo possiamo fare anche noi". E su Facebook posta la storia personale, l'esperienza della nascita del primo figlio per dire che "se il cuore batte, il bambino è vivo. La politica e le ideologie non c'entrano. E' un semplice dato di fatto". E sempre social il Movimento ProVita e Famiglia parla di "grande vittoria della vita in Texas che vieta l'aborto che ferma un cuore che batte".