Nucleare, Dodaro: “Avere più sicurezza è possibile. Ma per vedere gli impianti servono quindici anni”
di Elena Dusi , di Elena DusiIl nucleare di quarta generazione promette meno scorie e più sicurezza. Ma quando vedremo la prima centrale è ancora una domanda senza risposta. "Tutti gli impianti in funzione oggi sono di seconda generazione. Per vedere una quarta produrre energia ci vorranno forse 10-15 anni" spiega Alessandro Dodaro, l'ingegnere che dirige il dipartimento fusione e tecnologie per la sicurezza nucleare dell'Enea.
Cos'è la quarta generazione?
"Gli impianti di seconda generazione sfruttano il 5% del combustibile, il 95% è scoria. La quarta ribalta la proporzione. Le scorie sono solo il 5%. In più può essere usato uranio naturale, senza bisogno di ar…
Il nucleare di quarta generazione promette meno scorie e più sicurezza. Ma quando vedremo la prima centrale è ancora una domanda senza risposta. "Tutti gli impianti in funzione oggi sono di seconda generazione. Per vedere una quarta produrre energia ci vorranno forse 10-15 anni" spiega Alessandro Dodaro, l'ingegnere che dirige il dipartimento fusione e tecnologie per la sicurezza nucleare dell'Enea.
Cos'è la quarta generazione?
"Gli impianti di seconda generazione sfruttano il 5% del combustibile, il 95% è scoria. La quarta ribalta la proporzione. Le scorie sono solo il 5%. In più può essere usato uranio naturale, senza bisogno di arricchimento né centrifughe. Il combustibile consumato, infine, non può essere sfruttato per le bombe".
Sono davvero reattori sicuri?
"Il nocciolo, la parte in cui avviene la reazione, è costruito in modo che il processo si fermi da solo se la temperatura supera un certo livello. Si chiama sicurezza passiva: per far arrestare il reattore non è necessario alcun intervento".
Perché non abbiamo ancora impianti?
"Il calore prodotto dalla reazione, nella seconda generazione, viene raccolto dall'acqua. Ma è quasi impossibile realizzare impianti intrinsecamente sicuri usando l'acqua. Il piombo lo consente, però parliamo di un metallo pesante fuso, a parecchie centinaia di gradi, che va mantenuto sempre in movimento per restare liquido. Trovare un contenitore adatto non è banale".
Chi lavora alla quarta generazione?
"Gli Usa preparano un prototipo, in Europa ce ne sono tre allo studio, la Cina progetta reattori di terza generazione che strizzano gli occhi alla quarta. Nel nostro continente è difficile che un paese lavori da solo. A fare ricerca sono consorzi internazionali, cui collaboriamo anche noi scienziati italiani".
L'Europa investe molto nella fusione nucleare, in particolare nel reattore Iter. Perché dovremmo puntare ancora sulla fissione?
"La fusione è una grande promessa, ci contiamo molto. Ma parliamo di fine secolo".
Le rinnovabili hanno prezzi sempre più bassi. Non sarebbe meglio puntare su di loro?
"Certo, ma in Italia coprono solo metà del fabbisogno di elettricità. La gran parte dell'energia rinnovabile poi viene dall'idroelettrico, dove non ci sono molti margini di incremento. L'estensione delle rinnovabili rischia di essere più lenta di quanto desideriamo".
Quali sono i costi del nucleare?
"L'uranio, non essendo arricchito, nella quarta generazione costa un centesimo rispetto alla seconda. Per gli impianti non abbiamo dati: non ci sono ancora prototipi. Sappiamo che la terza si aggira sui 6 miliardi di dollari, per un impianto nuovo. La quarta generazione però prevede dimensioni più piccole. Parliamo di 400 megawatt, un quinto rispetto ai 2 gigawatt medi degli impianti odierni. Un sottomarino arriva a 50 megawatt. Reattori di questo tipo sono come una palazzina a tre piani".
Le scorie saranno ridotte, ma non resteranno un problema?
"Anche qui è necessario che più paesi collaborino. Realizzare un deposito geologico, cioè sotterraneo, è un'impresa enorme. Non ha senso che un paese lo faccia da solo. In Europa ci stanno già lavorando Francia e Finlandia. L'Italia invece ha 80mila metri cubi di scorie, di cui solo 10-12 mila da stoccare in un deposito geologico. Ma il nostro è un paese sismico e costruire un sito per così poco sarebbe come costruire un aeroporto per farci volare solo un drone".