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Centrodestra, la tregua tra Meloni e la Lega: "Governeremo insieme il Paese"

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CERNOBBIO - Giorgia Meloni arriva a Cernobbio con una giacca rosa shocking in tinta con la mascherina e l'aria di chi sa di avere un biglietto vincente alla lotteria. "Fatemi passare", intima ai cronisti assembrati a spiare da lontano un faccia a faccia appartato tra Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti. Che interrompe, con l'aria di chi non può attendere, per fare dei selfie sul lago di Como con il segretario della Lega e dire a favore di telecamere: "Governeremo insieme". È tregua? Disgelo? Competizione mascherata?

Gli ospiti del Forum Ambrosetti assistono alla scena un po' attoniti: i tre non sono lì per loro, anche se hanno pazientemente intas…

CERNOBBIO - Giorgia Meloni arriva a Cernobbio con una giacca rosa shocking in tinta con la mascherina e l'aria di chi sa di avere un biglietto vincente alla lotteria. "Fatemi passare", intima ai cronisti assembrati a spiare da lontano un faccia a faccia appartato tra Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti. Che interrompe, con l'aria di chi non può attendere, per fare dei selfie sul lago di Como con il segretario della Lega e dire a favore di telecamere: "Governeremo insieme". È tregua? Disgelo? Competizione mascherata?

Gli ospiti del Forum Ambrosetti assistono alla scena un po' attoniti: i tre non sono lì per loro, anche se hanno pazientemente intascato biglietti da visita e ascoltato istanze di ogni tipo (l'ultima arrivata a Salvini, durante il caffè, veniva dai centri commerciali del nord preoccupati di eventuali nuove restrizioni). E anche se la leader di Fratelli d'Italia - accompagnata dall'europarlamentare Carlo Fidanza - ne ha approfittato per bocciare senza appello il reddito di cittadinanza definendolo, davanti a una platea in questo senso amica e plaudente, "metadone di Stato".

Non sembravano lì per loro, però, perché il ritrovo sul muretto e la battuta sui "Promessi sposi del centrodestra" erano studiati ad arte per dire ai nemici: se pensate che la competizione interna finirà per dividerci, scordatevelo. Si abbracciano e si sorridono Meloni e Salvini. Lei fa autoironia sulla scelta del rosa sussurrandogli una battuta: "Così sembro Peppa Pig". Ognuno pensa alla sua campagna e al suo consenso, l'incontro durerà in tutto dieci minuti, ma i simboli contano e presentarsi al mondo della finanza e dell'impresa come felici e pronti a una sfida comune è un messaggio voluto, non un capriccio del momento.

Anche perché, ai sorrisi sul lago si accompagnano le voci tese del dialogo tenuto nascosto da un brusco apparato di sicurezza: quello sulle amministrative, sui candidati, sul rischio di perdere clamorosamente a Napoli, Milano, Bologna. E di restare indietro al ballottaggio anche a Roma e Torino. Se così fosse, non sarà facile, e quindi è a questo che si preparano forti dei consensi elettorali a livello nazionale e di chi qui li guarda con interesse se non, nel caso di Giorgetti, con benevolenza.

Ma non è Cernobbio la sfida. La sfida sono appunto le comunali, e infatti Meloni si precipita a sostenere il candidato del centrodestra Bernardo a Milano. Ci sarà un punto nei prossimi giorni a Roma, dove parleranno più a lungo. Nel frattempo, si comincia a girare per quest'ultimo serrato mese di campagna elettorale. Cercando di mettere da parte le divergenze: "Niente di male se alcuni di noi hanno scelto di essere al governo e altri no - dice la leader di Fratelli d'Italia - io capisco, semmai saranno gli elettori a valutare le scelte di ognuno". Un modo garbato per ricordare, anche nel giorno in cui prevale il messaggio di tregua, che la leadership della coalizione è ufficialmente in palio e che saranno gli elettori a decidere chi sarà l'inquilino di Palazzo Chigi in caso di vittoria del centrodestra. Una sfida che non può certo lasciare tranquillo Salvini, fino a pochi mesi fa garantito da un vantaggio, quello della Lega su Fratelli d'Italia, che stando ai sondaggi è del tutto evaporato.

E infatti è il leader leghista, che più di tutti cerca di barcamenarsi: attaccando il Pd sul Monte dei Paschi, i 5 stelle sul reddito di cittadinanza, dicendo no e poi no all'obbligo vaccinale, "ce l'hanno solo in Turkmenistan! Siamo forse il Turkmenistan?".