Covid, Fedriga: "No all'obbligo vaccinale per tutti, sì per alcune categorie. La Lega al governo? Nessun opportunismo, la scelta sarà premiata"
di Matteo Pucciarelli , di Matteo PucciarelliIl Friuli Venezia Giulia guidato dal leghista Massimiliano Fedriga ha raggiunto il 70 per cento di vaccinati. Un filo sopra la media nazionale.
I cinque punti della Lega su Green pass e vaccinazione, stilati assieme a voi governatori del Carroccio, sono un compromesso tra le due anime del partito? Una che è stata in trincea contro l'emergenza e l'altra scettica sui vaccini e che va in piazza con i No Green Pass e i No Vax?
"Non è stato fatto questo ragionamento ma si è pensato ad una proposta di equilibrio per il Paese. Ho sempre espresso chiaramente la mia posizione a favore dei vaccini, sono per portare più gente possibile a farlo ma non possiamo imbastire una guerra di religione con i contrari, perché radicalizzare le posizioni non aiuta e anzi sortisce l'effetto opposto. Infatti l'obbligo per gli operatori sanitari purtroppo non ha portato il 100 per cento di loro a vaccinarsi. Dico: come istituzioni alleiamoci coi cittadini…
Il Friuli Venezia Giulia guidato dal leghista Massimiliano Fedriga ha raggiunto il 70 per cento di vaccinati. Un filo sopra la media nazionale.
I cinque punti della Lega su Green pass e vaccinazione, stilati assieme a voi governatori del Carroccio, sono un compromesso tra le due anime del partito? Una che è stata in trincea contro l'emergenza e l'altra scettica sui vaccini e che va in piazza con i No Green Pass e i No Vax?
"Non è stato fatto questo ragionamento ma si è pensato ad una proposta di equilibrio per il Paese. Ho sempre espresso chiaramente la mia posizione a favore dei vaccini, sono per portare più gente possibile a farlo ma non possiamo imbastire una guerra di religione con i contrari, perché radicalizzare le posizioni non aiuta e anzi sortisce l'effetto opposto. Infatti l'obbligo per gli operatori sanitari purtroppo non ha portato il 100 per cento di loro a vaccinarsi. Dico: come istituzioni alleiamoci coi cittadini, smascheriamo le fake news, facciamo partecipare i medici di base in questo processo".
L'incursione capitanata da Borghi martedì scorso per depotenziare il Green Pass le era piaciuta?
"Guardi, so che là c'erano stati più di 900 emendamenti della Lega, ridotti a 40. Non sono dentro le dinamiche parlamentari ma siccome non c'è stata la volontà di accogliere delle proposte migliorative allora si è passati a una posizione più rigida, però non siamo contro il Green Pass che anzi, deve essere visto come qualcosa di positivo e migliorativo per la vita di tutti".
Lei come si spiega le diffuse e rumorose contrarietà e perplessità sul vaccino?
"Penso siano all'interno di un movimento sommerso che esiste ed è contrario a tutto, basti pensare all'inizio della pandemia che gli stessi spesso protestavano contro il distanziamento, le chiusure e le mascherine. All'interno dei No Vax vedo una incoerenza di fondo, come facevano a dire no alle chiusure e ora no al vaccino? Comunque, credo che la risposta giusta non sia censurare ma informare correttamente, attraverso operazioni di verità condotte dalle istituzioni assieme alla comunità scientifica, sull’importanza del vaccino".
Non ha l'impressione di una Lega di lotta e di governo che dà una sponda o comunque non vuol perdere il consenso di questa minoranza?
"Al netto degli errori che posso aver fatto, da inizio pandemia mai un solo giorno ho pensato al fatto che una mia decisione portasse consenso o meno, ma solo se fosse servita a uscire dall'emergenza".
Da uomo di governo, le piace il decisionismo di Draghi?
"Ho una grande stima nei suoi confronti, tende ad affrontare i problemi invece di nasconderli o rimandarli come fanno in molti, gli riconosco questa capacità".
Se si arrivasse davvero all'obbligo vaccinale, la Lega dovrebbe opporsi?
"Penso che Draghi sia una persona che decide ma con razionalità. La nostra proposta di, eventualmente, limitare l'obbligo solo ad alcune categorie può aiutare a non esacerbare il clima, aumentando al contempo il numero di vaccinati".
Sono passati sei mesi dall'avvio del governo Draghi, quali luci e quali ombre vede?
"Si è segnato un netto cambiamento di passo rispetto al precedente governo, l'Italia ha un maggior peso internazionale ed è fondamentale specie in relazione al Pnrr. Poi ci sono preoccupazioni su alcuni temi, penso alla patrimoniale che per noi è inaccettabile, alla riforma delle pensioni, all'immigrazione, argomenti sui quali la visione del centrodestra, che è maggioritaria nel Paese, deve trovare ascolto".
Anche per lei, come per Salvini, Lamorgese all'Interno è inadeguata?
"Sto sempre lontano da giudizi personali sui singoli, sicuramente credo occorra maggiore attenzione, lo dico anche dal mio territorio che si trova sulla rotta balcanica: deve essere chiaro l'obiettivo di fermare gli ingressi irregolari, ancor più difficili da gestire se c'è una pandemia in corso. Negli ultimi giorni il ministero dell’Interno ha inviato rinforzi proprio qui da noi, come già fatto dal Viminale stesso quando c’era Salvini".
Per la Lega ne è valsa la pena di sostenere questo governo? Fdi, rimasta all'opposizione, ormai sembra avervi superato.
"Anche questa scelta Salvini non l'ha fatta pensando al consenso facile, ma mettendo al primo posto gli interessi complessivi ed è una scelta che gli va riconosciuta. La politica non può essere guidata dal sondaggio del giorno e poi sono convinto che nel medio-lungo periodo questa scelta verrà premiata".
Le prossime amministrative sono un test politico vero?
"Mi auguro di no, né per noi né per gli altri. Non possiamo umiliare comuni e regioni trasformandoli in un nuovo sondaggio dell'ultima ora, occorre dare dignità alle scelte per le amministrazioni, senza strumentalizzare il voto dei territori".
Però il centrodestra unito, avanti di parecchio sulla carta, non sembra troppo competitivo nelle grandi città. Colpa delle divisioni interne?
"In realtà confido che saremo competitivi e i candidati saranno votati in base al territorio e alle rispettive peculiarità, non certo pensando alle divisioni di uno schieramento. Poi se guardo al Pd e ai 5 Stelle, non mi pare vadano insieme ovunque".
Ultima cosa: ce lo vedrebbe bene Draghi al Quirinale?
"Sarà una scelta sua, farà le valutazioni del caso, non tiriamolo per la giacca. Certo ha tutte le carte in regola e sta lavorando bene da premier".