No Vax, antisemiti e complottisti: la carica degli ex 5 Stelle candidati alle comunali
di Matteo Pucciarelli , di Matteo PucciarelliIl M5S degli esordi, nella versione più antisistema, li accoglieva tutti: ora per loro non c'è più spazio e alla spicciolata, delusi, se ne sono andati (quasi) tutti. Antivaccinisti e cultori di medicine alternative, complottisti, contro-informatori a cui i media ufficiali non gliela raccontano mica, una galleria di attivisti spericolati a volte solo un po' fricchettoni e altre finiti nella spirale del QAnon all'amatriciana.
Non è famosa solo Francesca Benevento, consigliera del dodicesimo municipio a Roma e oggi candidata in una civica con il centrodestra Enrico Michetti, per spararle grosse: suo…
Il M5S degli esordi, nella versione più antisistema, li accoglieva tutti: ora per loro non c'è più spazio e alla spicciolata, delusi, se ne sono andati (quasi) tutti. Antivaccinisti e cultori di medicine alternative, complottisti, contro-informatori a cui i media ufficiali non gliela raccontano mica, una galleria di attivisti spericolati a volte solo un po' fricchettoni e altre finiti nella spirale del QAnon all'amatriciana.
Non è famosa solo Francesca Benevento, consigliera del dodicesimo municipio a Roma e oggi candidata in una civica con il centrodestra Enrico Michetti, per spararle grosse: suo collega 5 Stelle nella stessa aula c'era Massimiliano Quaresima, un masterclass del settore. Capace di dire cose tipo: "In israele, dove non hanno capito nulla dell'Olocausto, stanno facendo con i vaccini le stesse cose che i nazisti hanno fatto loro". Oppure: "L'aumento dei casi di omosessualità è anche dovuto alle vaccinazioni e agli abusi subiti da molti bambini". I 5 Stelle invece li ha ribattezzati "5 siringhe". Almeno lui però non si è ri-candidato. A differenza del napoletano Roberto Ionta, avvocato, il quale anche lui oggi è in corsa con il centrodestra di Catello Maresca. Fu espulso dal Movimento nel 2018 per delle beghe locali. "Viviamo in una dittatura vaccinale", dice adesso. Come Quaresima, in storia ha qualche problema col senso delle proporzioni, se non del ridicolo: "6 agosto 1945: bomba atomica Hiroshima. 6 agosto 2021: Green pass. Corsi e ricorsi storici". Emanuele Panizza invece è candidato sindaco a Ravenna: rimasto nel M5S fino a quando poi non si alleò con il Pd nel Conte-bis (invece farlo con la Lega andava bene), guida la lista 'Libertà e verità': nella vaccinazione contro il Covid-19 "ci sono troppi punti oscuri". Il principio da seguire - ragiona - è quello "di massima precauzione sempre e comunque. Sull'inquinamento elettromagnetico (cioè il 5G, ndr) sulle terapie geniche sperimentali, ovvero i 'cosiddetti' vaccini, sulle tematiche ambientali".
Autentico beniamino della galassia dei critici che vanno in piazza, troviamo il giornalista 'indipendente' Matteo Gracis, per quattro anni collaboratore dell'attuale ministro Federico D'Incà, per altri due, fino al 2019, del blog di Beppe Grillo. Sul palco della manifestazione 'Primum non nocere' di Roma, due giorni fa, parla di "pandemia di asintomatici"; gli ospedali erano pieni, sì, ma "per colpa di anni di tagli alla sanità". I media e i giornalisti ovviamente sono colpevoli: "Fanno propaganda e non informazione". Tutti tranne Gracis evidentemente, al quale piace infiammare le platea: "La violenza (dei No Vax, ndr) per quanto mi riguarda si chiama legittima difesa, non si lamentino se ci saranno delle azioni, chi semina vento raccoglie tempesta". Per fortuna "rimaniamo umani nel frattempo". Un altro guru è Maurizio Romani, omeopata fiorentino e senatore del Movimento nella scorsa legislatura, secondo il quale il vaccino non è sperimentato - infatti non lo ha fatto - e che poi a un presidio di Non Vax ha assicurato: "Sicuramente non ho avuto pazienti che sono finiti in ospedale" per il coronavirus.
L'ex deputato del M5S Ivan Catalano, oltranzista No Vax, su Facebook si presenta come "tecnico e politico che lavora fuori dalle istituzioni. Domani pronto a ritornare a lavorare per il Paese". Si era candidato alle regionali dello scorso anno in Emilia-Romagna, fu un flop, ma per molti saliti sul carro vincente del Movimento negli anni scorsi, un autentico biglietto della lotteria, cavalcare complottismi, isterie e il 'politicamente scorretto' - altra abusata dizione per descriversi 'scomodi' - rappresenta un piccolo investimento: chi ha detto che il piccolo ma rumoroso moto di protesta non possa ritrasformarsi in un futuro successo elettorale?