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Veneto, Zaia apre un bunker-museo: le guide indosseranno la divisa della Wehrmacht

Un'mmagine del bunker inaugurato Zaia.foto è di Roberto Rizzotto pubblicata da Zaia sul suo profilo Facebook 
Il presidente leghista annuncia l'apertura al pubblico di un rifugio usato durante la Seconda guerra mondiale all'interno delle terme di Recoaro, in provincia di Vicenza. E i dipendenti useranno le divise tedesche
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"Visita su prenotazione accompagnati da guide in divisa della Wehrmacht", le forze armate tedesche attive durante il nazismo. La proposta, a dir poco singolare, arriva dal governatore del Veneto, il leghista Luca Zaia, che sulla sua pagina Facebook pubblicizza il restaurato bunker usato durante la seconda guerra mondiale all'interno del compendio termale delle Regie Fonti di Recoaro, in provincia di Vicenza.

Dopo lunghi lavoro di ripristino, il sito storico è ora accessibile e Zaia lo propone ai visitatori con un post ricco di particolari. Scrive: "Durante l'ultimo anno della Seconda Guerra Mondiale, l'intero compendio termale di Recoaro fu scelto come quartier generale del federmaresciallo Albert Kesselring, comandante supremo delle forze tedesche in Italia. Proprio all'interno di uno dei bunker costruiti presso le Fonti, pesantemente colpite dai bombardamenti alleati dell'aprile del 1945, si stabilirono le premesse per la cessazione dei con…

"Visita su prenotazione accompagnati da guide in divisa della Wehrmacht", le forze armate tedesche attive durante il nazismo. La proposta, a dir poco singolare, arriva dal governatore del Veneto, il leghista Luca Zaia, che sulla sua pagina Facebook pubblicizza il restaurato bunker usato durante la seconda guerra mondiale all'interno del compendio termale delle Regie Fonti di Recoaro, in provincia di Vicenza.

Dopo lunghi lavoro di ripristino, il sito storico è ora accessibile e Zaia lo propone ai visitatori con un post ricco di particolari. Scrive: "Durante l'ultimo anno della Seconda Guerra Mondiale, l'intero compendio termale di Recoaro fu scelto come quartier generale del federmaresciallo Albert Kesselring, comandante supremo delle forze tedesche in Italia. Proprio all'interno di uno dei bunker costruiti presso le Fonti, pesantemente colpite dai bombardamenti alleati dell'aprile del 1945, si stabilirono le premesse per la cessazione dei conflitti, che portarono pochi giorni dopo alla resa incondizionata ratificata a Caserta".

"La riqualificazione del bunker - prosegue il presidente del Veneto - , terminata a inizio estate, consente al visitatore di fermare il tempo per un'esperienza storico-culturale innovativa. Si esplorano gli ambienti del bunker attraverso visori multimediali che utilizzano la realtà virtuale, panelli espositivi". Poi arriva la chiosa finale. Destinata quasi certamente a sollevare polemiche. "La visita - avvisa Zaia - è su prenotazione e si è accompagnati da guide in divisa d'epoca della Wehrmacht. Presente anche un check point di accesso tedesco". Seguono informazioni su giorni e orari. Il bunker "ritrovato" sarà aperto "sabato e domenica dal 30 settembre e in occasione della Festività della Madonna di Monte Berico dall'8 settembre". E' poi indicato il sito sul quale prenotarsi e un numero di cellulare da contattare.

Gli studi storici sulla cosiddetta "Soluzione finale" - il piano concepito dai tedeschi per eliminare gli ebrei d'Europa - hanno messo in luce il ruolo operativo e decisivo della Wehrmacht, che - tra le altre cose - fornì alle Einsatzgruppen (Unità Mobili di Sterminio o Squadre della morte) i mezzi di trasporto e gli approvvigionamenti necessari e partecipò attivamente al massacro degli ebrei, dei civili sovietici e, soprattutto, di tanti prigionieri di guerra dell'Armata Rossa.

Nel corso degli anni Ottanta e Novanta gli storici si sono posti l'obbiettivo di esplorare i crimini commessi dall'esercito tedesco contro prigionieri di guerra, ebrei e civili e mettere in discussione il mito della "Wehrmacht pulita", estranea alla guerra razziale nazista, un mito che si era formato sin dall'immediato dopoguerra, attraverso la parziale memorialistica militare che rappresentava l'esercito come un ostaggio del regime.