Covid, la sfida sui tamponi. Sindacati e imprese: gratis per i non vaccinati
di Rosaria Amato , di Rosaria AmatoROMA - La ritrovata armonia tra sindacati e Confindustria poggia su un presupposto tutt'altro che scontato, quello secondo il quale se il Green Pass diventa obbligatorio per i lavoratori deve essere la collettività a farsi carico del costo dei tamponi necessari a coloro che non possano o non vogliano vaccinarsi. Cgil, Cisl e Uil hanno sempre sostenuto che non si può chiedere in nessun caso ai lavoratori di affrontare i costi dei tamponi, e il presidente di Confindustria Carlo Bonomi nell'incontro di lunedì ha escluso altrettanto tassativamente che possano esserlo le imprese a farlo, considerate anche le spese affrontate finora per la sanificazione e le misure di sicurezza.
Solo la Confap…
ROMA - La ritrovata armonia tra sindacati e Confindustria poggia su un presupposto tutt'altro che scontato, quello secondo il quale se il Green Pass diventa obbligatorio per i lavoratori deve essere la collettività a farsi carico del costo dei tamponi necessari a coloro che non possano o non vogliano vaccinarsi. Cgil, Cisl e Uil hanno sempre sostenuto che non si può chiedere in nessun caso ai lavoratori di affrontare i costi dei tamponi, e il presidente di Confindustria Carlo Bonomi nell'incontro di lunedì ha escluso altrettanto tassativamente che possano esserlo le imprese a farlo, considerate anche le spese affrontate finora per la sanificazione e le misure di sicurezza.
Solo la Confapi, la federazione della piccola e media impresa che raccoglie circa 83 mila aziende, si è detta disponibile a farsi carico di parte di questa spesa, ma attraverso gli enti bilaterali, di cui fanno parte anche i sindacati, e solo fino a quando il green pass non diventi obbligatorio per l'accesso ai luoghi di lavoro. Se lo diventasse per legge, a questo punto per le organizzazioni imprenditoriali dovrebbe essere la stessa legge a stabilire diritti e doveri di lavoratori e aziende.
L'auspicio delle parti sociali, sia dal lato datoriale che da quello sindacale, è che con l'estensione del Green Pass arrivi anche una sorta di esonero per tutti i lavoratori non vaccinati. Ma il modello adottato finora dal governo non è questo: per gli insegnanti si è previsto l'esonero dal pagamento del tampone solo per le persone fragili. Nessun aiuto invece a chi non vuole vaccinarsi. Un modello che è estremamente probabile che venga adottato anche per i lavoratori della Pubblica Amministrazione, secondo fonti vicine al dossier.
Diventa difficile quindi a questo punto fare distinzioni tra lavoratori, a fronte di ulteriori estensioni dell'obbligo La maggioranza sta ancora discutendo la questione, ma l'orientamento è quello di non addossare a carico della collettività un costo sensibile di questa entità. Senza contare che i tamponi gratuiti per chi non si vuole vaccinare diventerebbero un disincentivo fortissimo alla vaccinazione.
Di questo sindacati e Confindustria sono consapevoli. Ecco perché Cgil, Cisl e Uil hanno sempre preferito schierarsi per l'obbligo vaccinale. "Se le parti sociali dovessero arrivare ad una richiesta condivisa di intervenire rendendo obbligatorio il vaccino, - ragiona il leader della Cgil Maurizio Landini - credo che questo sarebbe un punto importante di cui le forze politiche di governo dovrebbero tener conto".
Quanto a Bonomi, ha preso atto della assoluta indisponibilità dei sindacati ad arrivare all'obbligatorietà del Green Pass per accordo ("eravamo e restiamo contrari ad iniziative unilaterali perché molte incertezze legislative ed anche tante fughe in avanti di imprese non possono che determinare tensioni, contrapposizioni, trasformando i luoghi di lavoro in un campo di battaglia", sottolinea il leader della Cisl Luigi Sbarra), e ha preferito tornare su un terreno comune: "Dobbiamo iniziare un percorso insieme per trovare una soluzione - ha ribadito ieri nella conferenza stampa che ha concluso la due giorni di lavoro delle imprese italiane e tedesche - Le associazioni che rappresentano il Paese dal basso devono dare un contributo al governo".
La settimana scorsa i sindacati hanno chiesto al governo un incontro soprattutto per discutere del nodo sicurezza sui luoghi di lavoro. Ancora non c'è nessuna convocazione: la si attende per venerdì, al massimo per i primi giorni della prossima settimana. Se il governo dovesse continuare a seguire la strada dell'estensione graduale del Green Pass ad altre categorie di lavoratori, il nodo della discussione rimarrebbe quello dei tamponi. Una strada che però rischia di far saltare il rinnovato accordo tra imprese e sindacati.