Green Pass, il governo rallenta. La Lega vota ancora con Fdi
di Emanuele Lauria , di Emanuele LauriaROMA - L'ultimo strappo della Lega fa fibrillare la maggioranza alla Camera e spinge Draghi a rallentare sull'estensione del Green Pass: oggi il consiglio dei ministri ne allargherà l'obbligo solo al personale delle Rsa, delle mense scolastiche e delle ditte di pulizia. Il governo procede con prudenza. Si va avanti per step.
È l'effetto di un pressing sempre più serrato del Carroccio che parte da Montecitorio, dove si esamina la conversione in legge di provvedimenti già varati da Chigi a fine luglio: i deputati di Matteo Salvini tentano di far saltare con il voto segreto l'obbligo del certificato per i minorenni dopo aver provato martedì ad abolirne l'uso nei ristoranti al chiuso. L'operazione non riesce, perché i due emendamenti presentati da Fdi alla fine non passano ma la posizione della Lega diventa un caso. Il partito di via Bellerio si compatta su una linea che è la medesima di quella dei cugini di Des…
ROMA - L'ultimo strappo della Lega fa fibrillare la maggioranza alla Camera e spinge Draghi a rallentare sull'estensione del Green Pass: oggi il consiglio dei ministri ne allargherà l'obbligo solo al personale delle Rsa, delle mense scolastiche e delle ditte di pulizia. Il governo procede con prudenza. Si va avanti per step.
È l'effetto di un pressing sempre più serrato del Carroccio che parte da Montecitorio, dove si esamina la conversione in legge di provvedimenti già varati da Chigi a fine luglio: i deputati di Matteo Salvini tentano di far saltare con il voto segreto l'obbligo del certificato per i minorenni dopo aver provato martedì ad abolirne l'uso nei ristoranti al chiuso. L'operazione non riesce, perché i due emendamenti presentati da Fdi alla fine non passano ma la posizione della Lega diventa un caso. Il partito di via Bellerio si compatta su una linea che è la medesima di quella dei cugini di Destra ma contraria a quella del governo che sostiene: una novantina i deputati che si esprimono per la soppressione di due parti non secondarie del provvedimento in vigore, con il via libera di Salvini. "Non facciamo nulla che il segretario non sappia o non voglia", dice Claudio Borghi, ex presidente della commissione Bilancio e fiero rappresentante dei No pass. Quanto ai numeri, Borghi non ha dubbi: "Il consenso agli emendamenti di Fdi, da parte nostra, è stato pressoché unanime, se si considerano le assenze. Siamo un partito leninista...". La corda viene tirata sino alla minaccia di un'astensione al momento del voto finale: tutto appeso a una trattativa con Chigi sugli ordini del giorno che recepiscano alcune proposte leghiste. L'incognita vivrà fino a oggi. Anche se difficilmente, in ultimo, il Carroccio non accenderà luce verde.
Salvini, d'altronde, sostiene di aver avvertito Draghi delle mosse leghiste a Montecitorio. Non solo. Il senatore milanese rivendica la bontà della propria azione: "Se alzare i toni ci permette di avere dei risultati, allora vuol dire che stiamo facendo il nostro mestiere". Dice in sostanza che l'azione della Lega sta mitigando gli atti anti-Covid di Palazzo Chigi: "Ho parlato con Draghi, non risulta nessuna estensione di Green Pass a tutti i lavoratori del pubblico e del privato: questo mi conforta". Il capo della Lega assicura pure che l'obbligo vaccinale "non arriverà in discussione".
Ci tiene, Salvini, a far sapere che il suo partito condiziona il governo. Ma nella maggioranza è il caos. La Lega, da un lato, si distingue dagli alleati anche sul secondo decreto Green Pass all'esame della Camera, quello che estende l'obbligo del lasciapassare nelle scuole, università e nei trasporti a lunga percorrenza: i deputati del Carroccio disertano la seduta della commissione Cultura che esamina il decreto. E in commissione Giustizia altra spaccatura: viene adottato il testo base per la coltivazione a casa della cannabis ma la Lega, assieme a Fdi e Forza Italia, si sfila.
È il Green Pass ad accendere maggiormente gli animi. Con Enrico Letta sempre all'attacco di Salvini e della sua "ambiguità": "Ha ampiamente superato il limite. Sta votando contro Draghi". Il segretario del Pd ravvisa il pericolo della ritrovata armonia fra Lega e Fdi: "Con Salvini e Meloni sempre più uniti bisogna che dall'altra parte ci sia una larga coalizione". "La Lega chiarisca la sua posizione", gli fa eco il leader dei 5S Giuseppe Conte. Mentre Matteo Renzi definisce "assurda" la posizione dei sovranisti. Salvini replica così: "A sinistra sono disperati perché sanno che perdono con almeno 20 punti di distacco". La campagna elettorale è già nel vivo.