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M5S, Conte cerca al Nord il disgelo con le imprese

Giuseppe Conte, ex premier e presidente del Movimento 5 Stelle, con la candidata sindaco per Milano Layla Pavone  (agf)
Il leader del Movimento, accolto con freddezza dagli industriali, si riscatta nelle piazze lombarde. "L'effetto del nuovo corso non si vedrà subito"
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MILANO - Politicamente parlando sono sempre state e per ora restano terre aride per i 5 Stelle. Anche nel momento di massimo splendore del M5S, cioè tre anni fa, se proprio si voleva fare un appunto a quel travolgente 33 per cento si andavano a vedere le percentuali lì, in Lombardia e Veneto, dove si genera il grosso del Pil nazionale: anche dieci punti sotto. Figuriamoci oggi. Giuseppe Conte lo sa bene, "dobbiamo essere umili e non presuntuosi - dice infatti in piazza a Milano - se finora non siamo riusciti ad avere molti consensi evidentemente abbiamo sbagliato qualcosa". Il suo tour al Nord scandito da quattro-cinque tappe al giorno è degno di quello schiacciasassi da campagna elettorale che è Matteo Salvini e anche il bagno di selfie che gli è stato via via riservato somiglia molto allo stesso tipo di consenso che aveva benedetto l'allora astro nascente della Lega Nord. "Sono emozionato per questa accoglienza", ammette inf…

MILANO - Politicamente parlando sono sempre state e per ora restano terre aride per i 5 Stelle. Anche nel momento di massimo splendore del M5S, cioè tre anni fa, se proprio si voleva fare un appunto a quel travolgente 33 per cento si andavano a vedere le percentuali lì, in Lombardia e Veneto, dove si genera il grosso del Pil nazionale: anche dieci punti sotto. Figuriamoci oggi. Giuseppe Conte lo sa bene, "dobbiamo essere umili e non presuntuosi - dice infatti in piazza a Milano - se finora non siamo riusciti ad avere molti consensi evidentemente abbiamo sbagliato qualcosa". Il suo tour al Nord scandito da quattro-cinque tappe al giorno è degno di quello schiacciasassi da campagna elettorale che è Matteo Salvini e anche il bagno di selfie che gli è stato via via riservato somiglia molto allo stesso tipo di consenso che aveva benedetto l'allora astro nascente della Lega Nord. "Sono emozionato per questa accoglienza", ammette infatti l'avvocato.

A Treviglio, bassa bergamasca, curiosi e simpatizzanti lo aspettano al mercato agricolo, luogo del primo appuntamento. Comincia la processione per lo scatto con lo smartphone e per due parole, tanta è gente lì per caso che non resiste al fascino del volto noto e che tutto sommato piace, ma gli esercenti non fanno una piega e allora è Conte che va da loro: si ferma dal macellaio, dal salumiere, prende un caffè al bar e così via. "Come andiamo? Gli affari sono in ripresa?", chiede l'ex presidente del Consiglio. Quindi, piazza dopo piazza, dalla Brianza a Milano: le ragioni della piccola e media impresa e gli aiuti per tutelarla; il racconto sul superbonus al 110 per cento che genera lavoro ("siamo assolutamente per la proroga"); le vaccinazioni per non chiudere più, e "chiudere" qui è inteso come zero fatturare; una volata dai ragazzi che fanno impresa e inclusione sociale di Pizzaut. Conte insomma punta molto sull'economia, sul famoso Pil una volta indice di sviluppo contestato dal M5S e ora invece non più. Oggi, non per caso, sarà al Salone del Mobile, manifestazione simbolo del made in Italy, della Milano locomotiva e tutto il resto. "È falso dire che siamo contro lo sviluppo - ragiona - ma anzi guardiamo con attenzione alle punte più avanzate dell'innovazione digitale". Se negli industriali del Nord né il Movimento né il contismo hanno fatto breccia - a Cernobbio non è partito nemmeno un applauso per lui, e l'essere in collegamento e non di persona è una spiegazione parziale - non sembra essere un problema, perché l'obiettivo del leader 5 Stelle è parlare alla fascia intermedia, quel mondo imprenditoriale e artigiano che si sente schiacchiato da multinazionali e grande distribuzione. "Vogliono costruire 20, 30 supermercati qui, a quanti vogliono arrivare?", dice ad esempio durante il comizio improvvisato a Treviglio, e giù applausi.

L'oggettivo consenso personale che l'ex presidente del Consiglio sembra mantenere, non certo intaccato dalla contestazione di una trentina di No Vax nella sua visita a Desio, ha comunque l'effetto di rinfrancare quel che resta del Movimento. La scena classica del tour è questa, cittadina dopo cittadina: consiglieri regionali e parlamentari del posto in fila, in trepidante attesa dell'arrivo del leader, prima preoccupati della possibile accoglienza riservata dai concittadini, infine sollevati dopo la bella figura con il capo. E magari a darsi di gomito: finito il M5S, sarà il partito di Conte a salvarli tutti. Dopodiché a questo giro di amministrative nessuno si aspetta risultati mirabolanti per il Movimento 2050, anzi. "L'effetto del nuovo corso non si vedrà subito", mette le mani avanti il presidente del M5S a proposito della candidata di Milano Layla Pavone (nel presentarla Conte si è sbagliato e l'ha chiamata "Romano"), ma le stesse parole le aveva utilizzate qualche ora prima in televisione a proposito di Virginia Raggi. Per la rivoluzione, insomma, serve ancora tempo