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Multilateralismo e difesa europea nel discorso di Mattarella ai Capi di Stato dell'Ue

Le parole del Presidente della Repubblica al vertice del gruppo Arraiolos. "Unione incompleta, serve costruire credibilità nelle relazioni internazionali"
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Sergio Mattarella oggi è tornato a invocare la difesa comune europea. E a ribadire l'importanza strategica del multilateralismo. L'Unione si pone infatti in piena complementarietà con la Nato. Un discorso ancora una volta potentemente europeo, in sintonia con la presidente Ue von der Leyen. Vi si coglie la necessità di combattere le tentazioni sovraniste mai sopite, ma è anche una presa di posizione, nel passaggio sul'unione economica, contro i paesi frugali contrari alla modifica del patto di Stabilità: la battaglia campale dei prossimi mesi a Bruxelles, il cui destino dipenderà anche da chi uscirà vincitore a Berlino alle prossime elezioni tedesche. L'Europa faccia sentire la sua voce nel mondo, è la sintesi del pensiero del Quirinale.

Sergio Mattarella oggi è tornato a invocare la difesa comune europea. E a ribadire l'importanza strategica del multilateralismo. L'Unione si pone infatti in piena complementarietà con la Nato. Un discorso ancora una volta potentemente europeo, in sintonia con la presidente Ue von der Leyen. Vi si coglie la necessità di combattere le tentazioni sovraniste mai sopite, ma è anche una presa di posizione, nel passaggio sul'unione economica, contro i paesi frugali contrari alla modifica del patto di Stabilità: la battaglia campale dei prossimi mesi a Bruxelles, il cui destino dipenderà anche da chi uscirà vincitore a Berlino alle prossime elezioni tedesche. L'Europa faccia sentire la sua voce nel mondo, è la sintesi del pensiero del Quirinale.

Parole nette, pronunciate durante la conferenza dei Capi di Stato aderenti al gruppo Arraiolos. Quattordici leader non esecutivi sono oggi a Roma, tra cui il presidente tedesco Steinmeier, che ha pubblicamente elogiato Mattarella per avere esercitato una leadership per l'Unione. "Nessuna costruzione può sopravvivere mantenendo a lungo strutture edificate parzialmente con grandi lacune: queste ultime trascinerebbero nel vuoto anche le parti costruite" ha ammonito Mattarella a proposito della difesa europea. "Credo che si possa dire che l'Unione non può restare nelle attuali condizioni: o si completa il suo edificio o si rischia che venga meno, con tutto ciò che ci ha consegnato, di pace, di diritti, di prosperità. Questa esigenza richiama anche la definizione di una politica estera comune e lo sviluppo congiunto di capacità nel settore di sicurezza e difesa".  E la presidente von der Leyen oggi ha ribadito concetti analoghi.

Meno multipolarità, quindi, e più multilateralismo. Quest'ultimo ha subito un'erosione, causata dalla globalizzazione. C'è il rischio, denuncia Mattarella, di una corsa al ribasso, che rischia di intaccare libertà e diritti. Perciò s'impongono le riforme. È un appello accorato quello del Quirinale. Un monito urgente. Siamo a punto di svolta, spiega. "Lo  dobbiamo alle nuove generazioni".  I prossimi mesi si annunciano decisivi: un'Europa solidale, forte, credibile può definitivamente mandare in soffitta i populismi. In Italia è già successo. Ora resta da completare l'opera nel vecchio Continente.

"Il caso Afghanistan - come pochi anni addietro il caso, tuttora aperto, della Siria - ha plasticamente raffigurato una Unione incompleta che ha bisogno ineludibile di costruire - e aggiungo rapidamente - una propria autonoma credibilità nell'ambito delle relazioni internazionali" ha detto il Capo dello Stato. Difesa comune quindi, ma complementare alla Nato. L'orizzonte ideale resta quello dell'atlantismo, a dispetto degli errori.

È la conferma di un europeismo che Mattarella ha sempre praticato nel suo Settennato. L'altra stella polare è la cooperazione internazionale, resa ancora più necessaria dal diffondersi del Covid. "L'Europa, spiega il Presidente, deve essere un attore protagonista e non un comprimario nella comunità internazionale".

Le crisi - sanitarie e politiche - impongono insomma una discontinuità. Mattarella lo ripete da molto tempo. La cesura dev' essere politica, nella difesa e di ripensamento sul piano dei bilanci. È una battaglia di democrazia da cui dipende la sopravvivenza dell'Europa.