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Green Pass: dal 15 ottobre obbligo per tutti i lavoratori, per chi è senza stipendio sospeso dopo il primo giorno

(reuters)
Ok del Cdm, ecco le misure: tamponi gratuiti per chi non può fare il vaccino, calmierati a 15 euro per gli altri fino al 31 dicembre. Certificato subito ai guariti dopo la prima dose di vaccino. Giorgetti ottiene l'estensione della validità dei test a 72 ore. Multe fino a 1500 euro.
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Green Pass obbligatorio per tutti i lavoratori, sia quelli della Pubblica amministrazione sia quelli del privato, a partire dal 15 ottobre. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri dopo il vertice tra i capidelegazione dei partiti al governo e la cabina di regia. Via libera anche al prezzo più basso per i tamponi: saranno gratuiti per chi è esonerato dal vaccino, calmierati a 8 euro sotto i 18 anni, a 15 euro per tutti gli altri, ma solo fino al 31 dicembre. "Chi deve fare il tampone per andare a lavorare ha diritto a un prezzo calmierato rispetto a chi deve andare al cinema", ha poi spiegato il ministro del Lavoro Andrea Orlando. Per le farmacie scatta l'obbligo di adeguarsi alla convenzione, che non sarà quindi più solo facoltativa come avvenuto finora.

ECCO LA BOZZA DEL DECRETO

Il premier Mario Draghi ha incontrato i capidelegazione delle forze di maggioranza. Erano presenti il ministro della Cultura Dario Franceschini (Pd), il minist…

Green Pass obbligatorio per tutti i lavoratori, sia quelli della Pubblica amministrazione sia quelli del privato, a partire dal 15 ottobre. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri dopo il vertice tra i capidelegazione dei partiti al governo e la cabina di regia. Via libera anche al prezzo più basso per i tamponi: saranno gratuiti per chi è esonerato dal vaccino, calmierati a 8 euro sotto i 18 anni, a 15 euro per tutti gli altri, ma solo fino al 31 dicembre. "Chi deve fare il tampone per andare a lavorare ha diritto a un prezzo calmierato rispetto a chi deve andare al cinema", ha poi spiegato il ministro del Lavoro Andrea Orlando. Per le farmacie scatta l'obbligo di adeguarsi alla convenzione, che non sarà quindi più solo facoltativa come avvenuto finora.

ECCO LA BOZZA DEL DECRETO

Il premier Mario Draghi ha incontrato i capidelegazione delle forze di maggioranza. Erano presenti il ministro della Cultura Dario Franceschini (Pd), il ministro della Salute Roberto Speranza (Leu), la ministra degli Affari Regionali Maria Stella Gelmini (Fi), il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D'Incà (M5S), il ministro per lo Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti (Lega) e la responsabile delle Pari Opportunità Elena Bonetti. (Iv). Da quanto emerso, durante la capidelegazione non ci sono stati problemi con la Lega, che sul Green Pass aveva espresso - attraverso il segretario Matteo Salvini - più di un dubbio. Tuttavia, in Consiglio dei ministri, Giancarlo Giorgetti ha chiesto l'estensione della validità del tampone molecolare per 72 ore invece delle 48 attuali.

Lo scontro su cinema e teatri

C'è stato invece uno scontro tra il ministro della Cultura Dario Franceschini e quello della Salute Roberto Speranza. Franceschini aveva chiesto che - adesso che c'è l'obbligo di Green Pass - teatri, cinema, musei, possano tornare alla capienza normale. Richiesta che arriva in realtà da tutto il mondo della cultura. Speranza si è però opposto e il presidente del Consiglio si è schierato dalla sua parte. C'è solo un generico impegno del governo a riconsiderare la questione capienza di cinema e teatri a ottobre in un'ottica più generale. Tutti i protocolli di sicurezza andranno rivisti alla luce del Green Pass obbligatorio - anche quelli che riguardano gli altri luoghi di lavoro - e il presidente del Consiglio vuole agire in modo organico, senza tralasciare alcun settore. Ma per farlo c'è bisogno di capire quale sarà la situazione epidemiologica dopo l'apertura delle scuole.

Cariche elettive

L'estensione del Green Pass dovrebbe valere anche per le cariche elettive, sarà necessario esibirlo per entrare nei consigli comunali o a Palazzo Chigi. Gli organi costituzionali però - Camera, Senato e Corte Costituzionale - non possono essere obbligati per decreto. Ci dovrebbe essere un invito del governo ad adeguarsi entro una certa data. Probabile che Montecitorio, Palazzo Madama e Consulta lo facciano nei prossimi giorni in autonomia.

Ai guariti subito dopo la prima dose

I guariti dal Covid non dovranno più attendere 15 giorni dalla prima dose di vaccino anti-Covid per avere il Green Pass, ma lo otterranno subito dopo la prima somministrazione. L'articolo 4 comma 3 modifica infatti la normativa attuale sostituendo il passaggio in cui si affermava che la certificazione era valida "dal quindicesimo giorno successivo alla somministrazione" con le parole "dalla medesima somministrazione".

Colf, partite Iva e volontariato

Colf e baby sitter, ma anche Partite Iva e lavoratori che offrono i loro servizi occasionalmente, come idraulici ed elettricisti. A quanto si apprende da fonti di governo, il decreto che il governo si appresta a varare per tutti i lavoratori, nessuno escluso. Dunque anche categorie che potevano sembrare fuori dall'obbligo di passaporto vaccinale in realtà dovrebbero essere incluse nel pacchetto di misure in arrivo per l'estensione del Green Pass. Ad esempio, chi presta servizio in una mensa della Caritas dovrà essere munito di certificazione verde al pari di un cameriere in un ristorante,

Chi controlla chi e come

L'obbligo di Green Pass vale per l'ingresso sul luogo di lavoro. Se il dipendente si accorda per lo Smart working, che gli viene concesso, non deve necessariamente esserne fornito. Il datore di lavoro è tenuto a controllare, pena una sanzione, ma non è stata ancora stabilita una modalità univoca (ad esempio all'ingresso o a campione). Su questo sono in arrivo delle linee guida.

Sospensione e sanzioni

"La retribuzione non è dovuta dal primo giorno di assenza". Lo precisa un aggiornamento pubblicato poco dopo la mezzanotte del comunicato stampa del Consiglio dei ministri. Lo stop allo stipendio scatta, spiega la nota, fin dal primo giorno per i lavoratori del pubblico e del privato che non abbiano il certificato verde. Nel pubblico chi non ha Green pass è ritenuto "assente ingiustificato" e dopo il quinto giorno di assenza il rapporto di lavoro è sospeso. Nel privato invece il lavoratore è assente senza diritto alla retribuzione fino a presentazione del pass. Nessuna conseguenza disciplinare e niente licenziamenti, in entrambi i casi.

Diverse le disposizioni per le aziende con meno di 15 dipendenti. Dopo il quinto giorno di mancata presentazione del Green Pass, il datore di lavoro può sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione.

È prevista una multa da 600 a 1.500 euro per chi si introduce sul luogo di lavoro senza Green Pass o con una falsificazione. I datori di lavoro, invece, che non verificano il rispetto delle regole, o che non abbiano predisposto le modalità di verifica, dovranno pagare una sanzione da 400 a 1.000 euro.