Doppi incarichi e consulenze, Fuortes licenzia Ventura, autore storico della Rai
di Giovanna VitaleLicenziato per inadempimento. In Rai non si mette bene per i collezionisti di incarichi e consulenze in barba ai contratti d'esclusiva. Abituati a fare un po' come gli pare, finora gli autori dei programmi tv (e non solo loro) potevano tranquillamente saltare da un ruolo retribuito all'altro, dentro e fuori Viale Mazzini, senza temere di pagare dazio: anzi, gonfiando il portafogli di danaro e relazioni. Ma ora la pacchia sembra finita.
In ossequio al motto maoista del "colpirne uno per educarne cento", a farne le spese è stato l'inossidabile Marco Ventura, storico autore di UnoMattina, oltre che del settimanale economico Restart su Rai2. All'ex inviato di guerra del Giornale, già capo ufficio stampa esteri di Berlusconi - l'uomo che nella stagione gialloverde conquistò anche i galloni di consigliere per la comunicazione dell'allora presidente Rai Marcello Foa - l'ufficio legale di Viale Mazzini ha appena inviato la lette…
Licenziato per inadempimento. In Rai non si mette bene per i collezionisti di incarichi e consulenze in barba ai contratti d'esclusiva. Abituati a fare un po' come gli pare, finora gli autori dei programmi tv (e non solo loro) potevano tranquillamente saltare da un ruolo retribuito all'altro, dentro e fuori Viale Mazzini, senza temere di pagare dazio: anzi, gonfiando il portafogli di danaro e relazioni. Ma ora la pacchia sembra finita.
In ossequio al motto maoista del "colpirne uno per educarne cento", a farne le spese è stato l'inossidabile Marco Ventura, storico autore di UnoMattina, oltre che del settimanale economico Restart su Rai2. All'ex inviato di guerra del Giornale, già capo ufficio stampa esteri di Berlusconi - l'uomo che nella stagione gialloverde conquistò anche i galloni di consigliere per la comunicazione dell'allora presidente Rai Marcello Foa - l'ufficio legale di Viale Mazzini ha appena inviato la lettera con cui si avvia la risoluzione del contratto come autore della Tv di Stato.
La colpa? Aver assunto i primi di settembre l'incarico di consigliere per la comunicazione della presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, senza averlo preventivamente comunicato all'azienda per la quale lavora, percependo oltretutto la non trascurabile cifra di oltre 150mila euro l'anno. In ballo ci sarebbe pure una questione di opportunità, specie alla vigilia di una campagna elettorale difficile come quella alle porte. Un'altra mossa dell'ad Carlo Fuortes. Che unisce l'utile al dilettevole: tagliare il pletorico parco dei collaboratori Rai e "moralizzare" i costumi del servizio pubblico.