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"Bisogna cominciare a sparare" e "Green Pass come la schedatura di Hitler": chi sono l'assessore e la consigliera della Lega che imbarazzano Salvini

Matteo Salvini, leader della Lega (fotogramma)
A Voghera e a Vicenza, dove esponenti del Carroccio hanno pronunciato frasi shock. Il Pd chiede provvedimenti
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Quando si parla di migranti e Green Pass, pare proprio che certa Lega sia in grado di dare il meglio di sé. A Voghera, comune dell'assessore pistolero Massimo Adriatici, due settimane prima degli spari e dell'omicidio, una collega leghista inneggiava via chat alla difesa fai-da-te. Duecento chilometri più in là, a Vicenza, una consigliera comunale del partito di Salvini paragona il Green Pass alle schedature di Hitler. Le iperboli del Carroccio non sono una novità ma la gravità dei due casi fa sì che ci sia anche chi non ha alcuna voglia di ridere. È il caso del Pd, che ora chiede provvedimenti concreti alle istituzioni: al prefetto di Voghera e al governatore del Veneto Luca Zaia.

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Quando si parla di migranti e Green Pass, pare proprio che certa Lega sia in grado di dare il meglio di sé. A Voghera, comune dell'assessore pistolero Massimo Adriatici, due settimane prima degli spari e dell'omicidio, una collega leghista inneggiava via chat alla difesa fai-da-te. Duecento chilometri più in là, a Vicenza, una consigliera comunale del partito di Salvini paragona il Green Pass alle schedature di Hitler. Le iperboli del Carroccio non sono una novità ma la gravità dei due casi fa sì che ci sia anche chi non ha alcuna voglia di ridere. È il caso del Pd, che ora chiede provvedimenti concreti alle istituzioni: al prefetto di Voghera e al governatore del Veneto Luca Zaia.

Ma andiamo con ordine. A Voghera c'è un certo Giancarlo Gabba, prima assessore all'Urbanistica e ora alla Sicurezza in sostituzione di Adriatici (indagato per eccesso colposo di legittima difesa), che giusto due settimane prima della tragedia di piazza Meardi se n'è uscito con un intervento quasi profetico su una chat con i colleghi di partito. "Finché non si comincerà a sparare, sarà sempre peggio". Ora che la sindaca Paola Garlaschelli ha appuntato al suo petto la stella di sceriffo affidandogli la delega alla Sicurezza, quella chat è stata resa pubblica. Si parlava di assembramenti davanti a un Africa market e Gabba proponeva di risolvere la questione così, sparando. Alan Ferrari, vicepresidente dei senatori del Pd, interviene con decisione: "Di fronte a questo ennesimo episodio riteniamo che siano sempre più doverose e necessarie le dimissioni della sindaca di Voghera. La responsabilità politica del clima che si respira è tutta della Lega. Credo che non sia più possibile sopportare questa situazione. Con il consigliere regionale Giuseppe Villani incontreremo il prefetto per chiedere la convocazione urgente del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica".

Non va tanto meglio dalle parti di Vicenza, dove la frangia negazionista della Lega continua a scagliarsi con forza contro vaccini e Green Pass. Franca Mattiello, leghista di Monticello Conte Otto in procinto di entrare nel consiglio comunale di Vicenza nella squadra del sindaco Francesco Rucco, se n'è uscita con una esternazione di questo tipo in un gruppo sociale: "1933, Hitler istituisce il cosiddetto Ahnenpass, certificato genealogico. Serviva per accedere agli uffici pubblici, ai teatri, alla scuola, agli autobus, al lavoro, a viaggiare". Subito sotto: "2021, la storia si ripete, nonostante avessimo giurato di non lasciar più accadere una cosa". Inutile dire quanto questo indegno parallelismo abbia scandalizzato una certa parte della politica.

"Paragonare il Green Pass al certificato di razza ariana istituito da Hitler è semplicemente assurdo. Chi fa simili paragoni non dovrebbe stare nelle istituzioni", dice Giacomo Possamai, capogruppo del Pd in Regione Veneto. Il senatore dem Vincenzo D'Arienzo punta dritto al centro del potere leghista in Veneto: "È paradossale che lo dica una leghista mentre il suo compagno di partito, il presidente Luca Zaia, è tra quelli che approva l'uso del Green Pass. Una doppia faccia che ha stufato, condita dall'aberrante analogia con il criminale nazista. Zaia deve costringerla alle dimissioni. Diversamente, la sua azione sarà macchiata dal doppiogiochismo del suo partito".