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Covid, Orlando: “Per ora è giusto evitare l’obbligo vaccinale"

Il ministro del Lavoro: "La maggior parte dei non vaccinati è composta da persone che nutrono dubbi e perplessità, anche a causa di un dibattito pubblico e di una comunicazione che ha avuto momenti di confusione e contraddittorietà".
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Ministro Orlando, il Green Pass esteso a tutti i lavoratori è realtà. Pensa che il testo licenziato dal Consiglio dei ministri possa superare le riserve dei sindacati?
"Si sono fatti dei passi per ascoltare le ragioni del sindacato, il principio del tampone gratis avrebbe minato l'impalcatura della campagna vaccinale che è lo strumento chiave della lotta alla pandemia. La priorità è la sicurezza nei luoghi di lavoro e non possiamo permetterci nuove restrizioni in autunno".

Sul tema dei tamponi i sindacati dicono: non si può pagare per lavorare.
"Infatti il vaccino è gratis".

Sta dicendo che chi chiede i tamponi gratis sta offrendo una copertura ai No vax?
"Dico solo che c'è la possibilità di ottenere il Green Pass senza alcun costo e che, peraltro, il nostro decreto prevede un prezzo calmierato per i tamponi. Il sindacato ci ha chiesto perché non adottare l'obbligo vaccinale e …

Ministro Orlando, il Green Pass esteso a tutti i lavoratori è realtà. Pensa che il testo licenziato dal Consiglio dei ministri possa superare le riserve dei sindacati?
"Si sono fatti dei passi per ascoltare le ragioni del sindacato, il principio del tampone gratis avrebbe minato l'impalcatura della campagna vaccinale che è lo strumento chiave della lotta alla pandemia. La priorità è la sicurezza nei luoghi di lavoro e non possiamo permetterci nuove restrizioni in autunno".

Sul tema dei tamponi i sindacati dicono: non si può pagare per lavorare.
"Infatti il vaccino è gratis".

Sta dicendo che chi chiede i tamponi gratis sta offrendo una copertura ai No vax?
"Dico solo che c'è la possibilità di ottenere il Green Pass senza alcun costo e che, peraltro, il nostro decreto prevede un prezzo calmierato per i tamponi. Il sindacato ci ha chiesto perché non adottare l'obbligo vaccinale e noi abbiamo spiegato che, pur senza escluderlo, in questo momento preferiamo evitare una polarizzazione delle posizioni sul vaccino che sarebbe dannosa e controproducente".

Ma non è ipocrita la posizione di chi contesta o addirittura si oppone al Green Pass invocando al contempo l'obbligo vaccinale?
"Non penso sia il momento di alimentare altre polemiche. Il sindacato ha svolto un ruolo importante nel garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro. È il momento di spingere tutti insieme affinché la copertura vaccinale raggiunga i traguardi previsti. Il Green Pass consente una scelta ed evita una messa al bando di chi non si vaccina, un'esclusione che può creare un problema di marginalizzazione".

Ha dubbi sulla costituzionalità dell'obbligo?
"No, ma lo strumento del Green Pass traccia un solco meno profondo nella società".

Con il Green Pass esteso sperate anche di convincere i dubbiosi e gli scettici a vaccinarsi?
"Credo di sì. Escludo che i circa quattro milioni di lavoratori non ancora vaccinati siano tutti No Vax. Anzi, sono sicuro che questi siano una esigua minoranza. La maggior parte dei non vaccinati è composta da persone che nutrono dubbi e perplessità, anche a causa di un dibattito pubblico e di una comunicazione che ha avuto momenti di confusione e contraddittorietà".

La sorprende che Landini e Salvini siano arrivati al dibattito sull'estensione del Green Pass con posizioni simili?
"Landini è a favore dell'obbligo vaccinale, alcune posizioni coincidenti le considero un incidente della storia e sono certo che siano un evento eccezionale".

Nel provvedimento le sanzioni per i lavoratori non in regola nel privato scattano dopo il primo giorno, nel pubblico dopo cinque. Perché questa differenza?
"La norma tiene conto del fatto che c'è un mese di tempo per adeguarsi al decreto e viene declinata alle dimensioni dell'impresa".

È sicuro che le aziende siano in grado di gestire i controlli necessari?
"Ovviamente non posso escludere che si verifichino problemi logistici o burocratici, nel caso li affronteremo, ma come per tutte le misure anti-Covid abbiamo scelto la strada con meno complicazioni".

In Cdm c'è stata una divergenza sul tema della capienza delle sale per cinema e teatri. Il ministro Franceschini vuole tornare alla normalità, Speranza si è opposto. Lei da che parte sta?
"Condivido la posizione espressa da Franceschini. Il Green Pass serve appunto a tornare verso una situazione ordinaria. La necessità di procedere con cautela e la decisione di non ripristinare subito la capienza piena non hanno impedito di stabilire che a breve sarà fatta una valutazione per rivedere le regole di questo settore".

Al tavolo del Consiglio dei ministri c'era la Lega favorevole all'estensione del Green Pass, fuori la Lega che protesta e che strizza l'occhio ai No Vax. A quale Lega crede?
"Non entro nel merito del dibattito in casa altrui ma è evidente che c'è un pezzo del gruppo dirigente leghista che ha scelto di investire nel governo e un altro pezzo che è impegnato nell'inseguimento delle posizioni di Meloni. Io spero solo che questa divisione non abbia riflessi sulla tenuta del governo e che non produca altri sotterfugi come il no a voto segreto in Parlamento a provvedimenti approvati all'unanimità in Cdm ".

Letta ha speso parole di elogio per il modo di Giorgetti di stare al governo.
"Le condivido. Al di là delle ovvie differenze su molti temi, la condotta di Giorgetti è apprezzabile".

Giorgetti è anche il primo avversario del suo decreto anti-delocalizzazioni. A che punto è il provvedimento?
"Ci stiamo lavorando insieme, si sono fatti passi avanti, ma è inutile negare che tra noi e la Lega ci sono posizioni diverse. In un Paese normale non dovrebbe sorprendere che tra forze così distanti ci sia convergenza nella lotta al virus e diversità d'approccio su questioni sociali ed economiche".

La bozza della sua legge è accusata di scoraggiare gli investimenti delle imprese in Italia.
"Non conosco investitori seri che si scoraggiano per il divieto di licenziare con un whatsapp. Alle aziende interessa una giustizia rapida, una burocrazia snella. E la flessibilità mi pare abbondantemente assicurata da una normativa che in qualche occasione ha persino ecceduto. Vogliamo difendere il tessuto industriale italiano da fenomeni predatori".

Ma c'è un problema di costi per chi lascia l'attività in Italia. Quello può essere un disincentivo.
"I costi previsti non sono per chi decide di lasciare l'Italia, facoltà che in una economia di mercato non è certo in discussione, ma per chi lascia senza un percorso ordinato e senza garantire a lavoratori e imprese dell'indotto di organizzarsi contro il rischio di chiusure improvvise".

Bonomi, presidente di Confindustria, ha detto che lei è un ministro contro le imprese. Si aspettava più solidarietà dal governo dopo l'attacco?
"Non mi curo delle polemiche. Faccio il mio lavoro, so di dover svolgere un ruolo cruciale ed esposto in una fase come questa. La mia bussola resta una sola: evitare che gli effetti della crisi pandemica siano pagati dai lavoratori e dai più deboli. Proprio oggi l'Ue ha dato l'ok a un intervento di 1,24 miliardi a disposizione delle imprese per assumere giovani under 36 a tempo indeterminato attraverso la decontribuzione".

Soddisfatto dell'accordo Amazon-sindacati firmato al tavolo del suo ministero?
"Molto soddisfatto. È nei settori di grande trasformazione che vanno poste le basi per ridefinire la modalità delle relazioni industriali con il sindacato. Ho convocato un tavolo dopo la mobilitazione dei lavoratori in modo anche un po' irrituale, con un'azienda che per il suo nome può dare un imprinting a tutto il comparto e che in molti Paesi ha teorizzato e praticato il rapporto con i singoli lavoratori e non con le rappresentanze. Andava verificato se la sua presenza comportava l'esportazione del modello presente in quei Paesi o la condivisione di quello europeo. Mi pare che la partita si sia orientata sulla seconda ipotesi. Un fatto positivo per chi vuole conciliare modernizzazione ed equità".

Le amministrative di ottobre rischiano di destabilizzare il governo?
"Io mi auguro che le amministrative rafforzino il Pd e quindi il governo, perché il nostro è l'unico partito che ha tenuto la barra dritta sulla pandemia, sull'Europa, sulle misure sociali. Se viene premiata questa coerenza, il governo non può che beneficiarne. Mi pare questo il tema, e non la competizione interna a chi è più draghiano".

Bettini, suo autorevole collega di partito, si è sfilato dalla competizione. Anzi, suggerisce di eleggere Draghi al Quirinale allo scopo di votare subito dopo.
"Il mio segretario ha chiesto una moratoria sul tema Quirinale e non sarò io a violarla. Dico solo che ci troviamo in una situazione eccezionale e il Pd ha l'opportunità in questa fase di mettere a punto il messaggio da rivolgere al Paese quando si concluderà questa esperienza di governo".

E quando deve concludersi questa esperienza?
"Mi pare un altro tema coperto dalla moratoria".