Quando gli avvocati non possono bastare più, quando il "marcare visita" ha esaurito ogni angolino plausibile dello scibile medico, Silvio Berlusconi fa da sé. E non gli resta altro che lanciare il suo stesso corpo contro la magistratura. Il suo è un corpo stanco, malato e anziano, ma da sempre disposto al combattimento. Ed è auto-rappresentato dal medesimo Berlusconi come un corpo ancora solido: un corpo e una mente dunque pronti a combattere la battaglia sull'ultima e irraggiungibile frontiera, quella della possibilità di diventare presidente della Repubblica.
Gliel'hanno fatto credere gli alleati: la possibilità di accedere al Quirinale è il miraggio sull'orizzonte piatto di una vita …
Quando gli avvocati non possono bastare più, quando il "marcare visita" ha esaurito ogni angolino plausibile dello scibile medico, Silvio Berlusconi fa da sé. E non gli resta altro che lanciare il suo stesso corpo contro la magistratura. Il suo è un corpo stanco, malato e anziano, ma da sempre disposto al combattimento. Ed è auto-rappresentato dal medesimo Berlusconi come un corpo ancora solido: un corpo e una mente dunque pronti a combattere la battaglia sull'ultima e irraggiungibile frontiera, quella della possibilità di diventare presidente della Repubblica.
Gliel'hanno fatto credere gli alleati: la possibilità di accedere al Quirinale è il miraggio sull'orizzonte piatto di una vita che è stata molto intensa. Era uno dei suoi tre desideri, espressi ad alta voce da giovane e in parte mantenuti: costruire città, diventare il più ricco imprenditore, diventare presidente della Repubblica. Due su tre ce l'ha fatta, ma a 85 anni Berlusconi si ritrova non tra gli agognati corazzieri, ma tra i più plausibili carabinieri, ancora imputato e immerso nel catastrofico processo Ruby-ter.
In questa sua strenua resistenza si materializza il rispettabile dolore dell'animo di un uomo che è stato potentissimo, che è ancora ricco e molto amato. E ai suoi fedelissimi, quelli che Giuseppe D'Avanzo definiva "corifei e turiferari", forse il fondatore di Forza Italia appare in questo momento simile a Enrico Toti, il coraggioso bersagliere ciclista che lanciò contro i nemici la stampella.
Uno, Berlusconi è stato condannato per una gigantesca frode fiscale sulla compravendita dei diritti cinematografici, scontando la pena ai servizi sociali. Due, ha risarcito cospicuamente in sede civile Carlo De Benedetti per il metodo con il quale il re della tv commerciale riuscì a prendere il controllo della Mondadori (sentenza comprata dal suo "avvocatone" Cesare Previti, condannato in via definitiva).
Tre, quando Berlusconi è stato al governo, ha tentato con una serie di "leggi ad personam" di far deragliare i processi o di rendere inefficaci le leggi a difesa del cittadino medio. Quattro, non s'è mai - ma proprio mai - fatto interrogare, preferendo rilasciare o leggere in aula dichiarazioni difensive, spesso sugli stessi stile e tono da Marchese del Grillo dell'ultimissima: "Non posso accettare tale decisione", e cioè la perizia del tribunale, "lesiva della mia storia e della mia onorabilità. Si proceda, dunque, in mia assenza alla celebrazione di un processo, che neppure sarebbe dovuto iniziare".
Berlusconi giudice di se stesso si assolve sempre, non difendendosi però "nel" processo, ma "dal" processo, in attesa della prescrizione. I suoi protestano e lo vorrebbero senatore a vita. Parlano di "offese all'uomo di Stato", di "vulnus (ferita, ndr) alla difesa", di "mancanza di rispetto", di "metodi stalinisti". In aula, per la verità, come dice il presidente del tribunale di Milano Roberto Bichi "nè la difesa né il pm hanno proposto osservazioni sul quesito peritale". Ormai, come lo stesso Berlusconi ha compreso, siamo però all'inevitabile: "Si proceda (...) nella consapevolezza - dice - che anche successivamente verrà riconosciuta la assoluta correttezza del mio comportamento e sarò assolto da ogni accusa".
Il morale è alto e l'ottimismo non cede. Certo - questo il tema politico - diventa difficile per le destre fargli credere che, così come sono messe le cose, possa illudersi di succedere a Sergio Mattarella un Berlusconi accusato di corrompere i testimoni. Che avesse una vera chance, non era realistico. Adesso, perizia o non perizia, non è realistico che lui stesso ci possa credere. Non più.