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Referendum, Ceccanti (Pd): "Portare le firme a 800mila e ritoccare il quorum"

Stefano Ceccanti, deputato del Pd 
Il deputato del Pd propone anche un controllo preventivo della Corte Costituzionale dopo le 100 mila firme. Sull'eutanasia: "Gli esiti del quesito sono difficilmente conciliabili con la Costituzione"
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Aumentare le sottoscrizioni minime e rivedere il quorum. Stefano Ceccanti, costituzionalista e deputato del Pd, spegne gli entusiasmi sul boom di adesioni arrivate dopo il via libera alla firma digitale. Sulla cannabis non si esprime: "Non ho ancora visto il quesito", dice.  Sull'eutanasia, invece, dichiara di non aver fimato il referedum per un motivo ben preciso: "Gli esiti concreti sono difficilmente conciliabili con la Costituzione". Il dem ha anche depositato una proposta di legge per anticipare il controllo della Consulta dopo le prime centomila firme. Un modo "per evitare la frustrazione di molti sottoscrittori", sostiene. 

Ceccanti, qual è la sua proposta?
È un bene togliere gli ostacoli burocratici alla partecipazione, ma bisogna dire che si possono raccogliere firme anche su proposte che poi potrebbero non ottenere il via libera dalla Corte costituzionale. Dunque, prima di raccoglierne a migliaia, sarebbe auspicabile…

Aumentare le sottoscrizioni minime e rivedere il quorum. Stefano Ceccanti, costituzionalista e deputato del Pd, spegne gli entusiasmi sul boom di adesioni arrivate dopo il via libera alla firma digitale. Sulla cannabis non si esprime: "Non ho ancora visto il quesito", dice.  Sull'eutanasia, invece, dichiara di non aver fimato il referedum per un motivo ben preciso: "Gli esiti concreti sono difficilmente conciliabili con la Costituzione". Il dem ha anche depositato una proposta di legge per anticipare il controllo della Consulta dopo le prime centomila firme. Un modo "per evitare la frustrazione di molti sottoscrittori", sostiene. 

Ceccanti, qual è la sua proposta?
È un bene togliere gli ostacoli burocratici alla partecipazione, ma bisogna dire che si possono raccogliere firme anche su proposte che poi potrebbero non ottenere il via libera dalla Corte costituzionale. Dunque, prima di raccoglierne a migliaia, sarebbe auspicabile che il controllo della Corte avvenisse dopo la prime 100 mila firme, onde evitare il cestinamento di molte adesioni e la conseguente frustrazione dei sottoscrittori. La proposta che ho depositato va in questa direzione.

La possibilità di firmare online sta aprendo un dibattito sulla necessità di rivedere la quota di firme necessaria per chiedere un referendum. Lei cosa ne pensa?
La popolazione è aumentata di molto rispetto al periodo in cui è stata fissata la quota del mezzo milione. Per questo sarebbe necessario alzare la soglia minima da 500 a 800 mila. Contemporaneamente, però, bisogna rivedere il quorum, renderlo mobile. L'ideale sarebbe fissarlo al 50 per cento più 1 di coloro che hanno votato alle ultime elezioni politiche, in modo tale che tenga conto anche dell'astensionismo.

Cannabis e eutanasia. Cosa ne pensa dei due quesiti?
Non ho ancora visto quello sulla cannabis. Sull'eutanasia invece c'è un problema: il quesito va a depenalizzare l'omicidio del consensitene, non del malato. Se i promotori hanno voluto lanciare il referendum per fare pressione sul Parlamento va bene, ma bisogna dire che gli esiti concreti sono difficilmente conciliabili con la Costituzione. 

Perché?
C'è il rischio di aprire a forme di abuso. Un conto è restare nei paletti della sentenza emanata dalla Corte costuitizionale, un conto è pensare di depenalizzare l'omicidio del consenziente. Così si passa da un estremo all'altro. Per questo ho deciso di non firmare il referendum

Senza il referendum però non c'è il rischio che il tema cada nel vuoto?
Il risultato che produrrebbe il quesito non sarebbe accettabile, ma condivido l'esigenza di arrivare ad una legge. In Parlamento è stato depositato un testo molto equilibrato ed è auspicabile che ottenga il via libera prima del referendum.