Lega, Umberto Bossi compie 80 anni. Luci e ombre del 'Senatur'
di Matteo Pucciarelli , di Matteo PucciarelliIl compleanno è di quelli tondi, importanti, ma la festa per Umberto Bossi sarà di basso profilo. "A lui non piace molto questa idea d'avere 80 anni", dice chi lo conosce bene. Un gruppo di vecchi amici e compagni di partito oggi si collegherà con Gemonio, con la casa del Senatur dove ci saranno solo moglie e figli, dall'area feste di Cisano Bergamasco. L'ex ministro Roberto Castelli è uno degli organizzatori di questa reunion a distanza. Del resto lo stato di salute del fondatore della Lega non è dei migliori, l'età e gli acciacchi si fanno sentire e anche politicamente parlando Bossi avrebbe di che mordersi la lingua, non avendo mai condiviso la svolta nazionalista del Carroccio ad opera di Matteo Salvini.
Il compleanno è di quelli tondi, importanti, ma la festa per Umberto Bossi sarà di basso profilo. "A lui non piace molto questa idea d'avere 80 anni", dice chi lo conosce bene. Un gruppo di vecchi amici e compagni di partito oggi si collegherà con Gemonio, con la casa del Senatur dove ci saranno solo moglie e figli, dall'area feste di Cisano Bergamasco. L'ex ministro Roberto Castelli è uno degli organizzatori di questa reunion a distanza. Del resto lo stato di salute del fondatore della Lega non è dei migliori, l'età e gli acciacchi si fanno sentire e anche politicamente parlando Bossi avrebbe di che mordersi la lingua, non avendo mai condiviso la svolta nazionalista del Carroccio ad opera di Matteo Salvini.
Dopodiché nel vecchio cuore indipendentista della prima Lega sono in tanti ad amarlo ancora. "Può darsi che a causa della pandemia Umberto non abbia più il polso di quanto è ancora amato - dice ad esempio Daniela Cantamessa, che fu sua segreteria e dipendente della Lega Nord per 18 anni - Gli vorrei dire che non sarà mai dimenticato, ci ha fatto vivere emozioni irripetibili, siamo stati fortunati e privilegiati. Bossi ci ha insegnato a metterci il sentimento, cosa che adesso non esiste più né nella Lega né altrove". Venticinque anni fa il senatur dichiarava l'indipendenza della Padania ai piedi del Monviso e poi a Venezia dove riversò l'acqua del Po dentro l'ampolla, certo era più un sogno che la realtà, ma attorno a quell'epica - compresa la fondazione del Parlamento Padano, con un giovanissimo Salvini eletto nella lista dei Comunisti padani - sono cresciuti migliaia di militanti. "Ci sentivamo diversi dagli altri partiti, trascinati dalla forza e anche dall'umanità di Bossi", continua Cantamessa.
L'ex ministro Francesco Speroni è rimasto nella Lega a trazione sovranista, ma viene da assai lontano: fu il quarto eletto nella storia della vecchia Lega Lombardia (consiglio comunale di Albizzate, 1986). "Oltre al carisma, ricordo la sua semplicità: lo conobbi che viveva a Varese in un monolocale con la moglie e due figli, quando diventò senatore nel 1987 cambiò finalmente casa: un bilocale...", racconta. Bossi era un dipendente dell'Aci di Gallarate, preso dal demone della politica si era licenziato per poter organizzare il nascente partito. "Era mosso dalla passione, viveva per fare comizi, volantinaggi, viaggiare per fare politica - è il ricordo di Speroni - e quando entrammo in Parlamento diceva: 'prendete i soldi dello stipendio, tirate le banconote in aria, quelle che riuscite ad acchiappare con le mani senza farle cadere è per voi e tutto il resto va al partito'".
Una storia che non è stata solo rose e fiori, condita anche da sconfitte e dissapori - non per ultimi i fischi al suo indirizzo al congresso di Parma del 2017 -, dalla malattia e dagli scandali legati ai fondi del partito e che vide coinvolto l'allora tesoriere Francesco Belsito, oltre alla famiglia Bossi. Cose alle quali nessuno, né della vecchia né della nuova Lega, ha voglia di parlare. Salvini quest'oggi gli manderà un messaggio, assicura, perché "provo e proverò eterna gratitudine e rispetto per un grande uomo che ha messo la sua vita a disposizione della sua causa". Finisce così, insomma: con un sms.