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Green Pass, i giudici onorari protestano: "Noi cacciati se non l’abbiamo, unici in Italia"

Ennesimo schiaffo per la magistratura onoraria. Nel decreto misura drastica contro di loro: sospensione e revoca dell'incarico in mancanza di certificazione verde. Barone: "Trattati come paria". Cavassa: "L'ennesima doppia beffa. Per i colleghi ordinari solo un illecito disciplinare"
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"Trattati ancora una volta come dei paria". "Beffati anche sul Green Pass". Sono furibondi i circa 5mila giudici e vice procuratori onorari italiani. Una categoria chiave per far funzionare la giustizia, che conta 5mila persone, ma da sempre precaria, nonostante ormai le sentenze della Consulta e della Corte del Lussemburgo, e da ultimo la pronuncia della Commissione Ue che ha invitato l'Italia a mettere in regola questi lavoratori. Ma cosa è successo stavolta? Ancora un brutto sgarbo nel decreto sul Green pass.

Andiamo a vedere i fatti. Diventa pubblico il decreto che regola il Green Pass. Le toghe onorarie vanno a leggere il passaggio che riguarda il mondo della giustizia. E s…

"Trattati ancora una volta come dei paria". "Beffati anche sul Green Pass". Sono furibondi i circa 5mila giudici e vice procuratori onorari italiani. Una categoria chiave per far funzionare la giustizia, che conta 5mila persone, ma da sempre precaria, nonostante ormai le sentenze della Consulta e della Corte del Lussemburgo, e da ultimo la pronuncia della Commissione Ue che ha invitato l'Italia a mettere in regola questi lavoratori. Ma cosa è successo stavolta? Ancora un brutto sgarbo nel decreto sul Green pass.

Andiamo a vedere i fatti. Diventa pubblico il decreto che regola il Green Pass. Le toghe onorarie vanno a leggere il passaggio che riguarda il mondo della giustizia. E scoprono che il decreto distingue le sanzioni per i magistrati di ogni categoria regolarmente assunti e i giudici onorari. I "paria" appunto, come loro stessi si definiscono. Perché il decreto è chiaro: i magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari, gli avvocati e i procuratori dello Stato, i componenti delle commissioni tributarie non potranno accedere agli uffici se, a richiesta, non esibiscono il Green Pass. Se violano la regola c'è un'assenza ingiustificata e per i magistrati parte una procedura disciplinare.

Ma che succede invece per i giudici onorari? Scatta subito "la sospensione dell'incarico" finché il magistrato non esibisce il certificato. Ma se entro 30 giorni il certificato continua a non esserci ciò "comporta la revoca dell'incarico". In una parola, questo lavoratore già precario viene cacciato. Un'anomalia bella e buona perché questo non avviene per gli altri lavoratori, e che ovviamente è una conseguenza dello stato di precarietà di fondo che caratterizza da sempre il rapporto di lavoro di queste figure professionali.  

I giudici onorari leggono l'articolo, non credono a quello che leggono, si consultano e protestano duramente. Olga Rossella Barone, giudice onorario a Napoli e presidente del Coordinamento magistratura giudici di pace, che ha appena annunciato lo sciopero dal 16 al 26 settembre della sua categoria, non nasconde l'amarezza per quello che considera l'ennesimo "sfregio" e reagisce con parole dure: "Ci sarebbe da riflettere sul fatto che tra le categorie di coloro che non accettano di vaccinarsi c'è una categoria che appare più paria delle altre. Solo per noi, a differenza degli altri giudici, come unica sanzione dopo un mese senza Green Pass è prevista la decadenza e la revoca dell'incarico. In pratica il magistrato onorario sarebbe l'unico lavoratore a perdere il posto di lavoro. E per giunta questo accade proprio mentre noi scioperiamo e chiediamo un inquadramento come dei veri ed effettivi lavoratori quali siamo".

Parole altrettanto dure da Monica Cavassa, vice procuratore onorario a Milano, componente della Consulta della magistratura onoraria e che ha fatto parte del gruppo di lavoro istituito dalla Guardasigilli Marta Cartabia per riscrivere l'assetto della stessa magistratura onoraria, presieduta dal presidente della Corte di Appello di Brescia Claudio Castelli. Cavassa parla di "ennesima e doppia beffa per i magistrati onorari". E spiega il perché: "Siamo gli unici lavoratori per i quali è previsto il licenziamento se privi di Green pass, una conseguenza discriminatoria rispetto al trattamento riservato ai magistrati professionali".

Ma non basta, perché Cavassa ricorda che "se, anche muniti di Green Pass, risultiamo positivi perché esposti al contatto quotidiano con l'utenza non vaccinata che entra negli uffici giudiziari, siamo costretti in quarantena senza alcun ristoro economico, mentre ciò non avviene per i dipendenti e i magistrati professionali". Conclude Cavassa: "Questa è l'ennesima conseguenza aberrante dello status riservatoci da anni, in attesa perenne della giusta riforma che non arriva mai". Riforma a cui dovrà mettere mano la ministra Cartabia, non appena avrà chiuso i capitoli delle riforme del processo civile e penale, nonché del Csm.