Clima, alluvioni e calore. Gli effetti del clima mettono a rischio le città italiane
Jaime D'Alessandro , Jaime D'AlessandroROMA - Due mesi in più di caldo intenso a Napoli con temperature oltre i 30 gradi, alluvioni a Roma, notti tropicali a Venezia con il livello dell'acqua che continua ad alzarsi. E la musica non sarà tanto diversa a Milano, Torino e Bologna. Il rapporto Analisi del Rischio. I cambiamenti climatici in sei città italiane, realizzato dal Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (Cmcc), spiega quel che potrebbe accadere da qui a fine secolo con un aumento di due gradi centigradi. Non è lo scenario peggiore, ci potremmo spingere ben oltre. Molto dipenderà dalle contromisure globali per arrestare le emissioni di gas serra e da quelle messe in campo dalle amministrazioni dei singoli centri urbani per mitigarne gli effetti.
ROMA - Due mesi in più di caldo intenso a Napoli con temperature oltre i 30 gradi, alluvioni a Roma, notti tropicali a Venezia con il livello dell'acqua che continua ad alzarsi. E la musica non sarà tanto diversa a Milano, Torino e Bologna. Il rapporto Analisi del Rischio. I cambiamenti climatici in sei città italiane, realizzato dal Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (Cmcc), spiega quel che potrebbe accadere da qui a fine secolo con un aumento di due gradi centigradi. Non è lo scenario peggiore, ci potremmo spingere ben oltre. Molto dipenderà dalle contromisure globali per arrestare le emissioni di gas serra e da quelle messe in campo dalle amministrazioni dei singoli centri urbani per mitigarne gli effetti.
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Rispetto agli allarmi lanciati dal Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici del 2017, stavolta è stata usata una lente di ingrandimento maggiore. "Questo perché gli ambienti urbani sono esposti", prosegue Spano. "La risoluzione del dato sul presente è di due chilometri quadrati e di otto sul futuro. Siamo in grado di distinguere lo stato attuale e avere un'idea di cosa ci aspetta nei singoli quartieri".
Agricoltura, turismo e immobiliare valgono rispettivamente circa il 12, 13 e 15 per cento del prodotto interno lordo italiano. Con un'estate che si allunga fino a coprire in certe aree quasi metà dell'anno, tutti e tre subiranno probabili decrescite. Il turismo nelle città d'arte, tanto per citare una voce che conta per tutti i centri citati, rappresenta il 25 per cento delle presenze nel nostro Paese. Con l'aumento delle temperature si verificherà uno spostamento verso latitudini e altitudini maggiori. I turisti provenienti dai climi temperati trascorreranno sempre più tempo nei loro Paesi.
"Crescerà la diseguaglianza fra sud e nord, essendo il meridione il più colpito", sottolinea Massimo Tavoli, professore di Economia del cambiamento climatico al Politecnico di Milano. "La riduzione del Pil potrebbe essere dell'8 o 10 per cento nello scenario peggiore. Già oggi, per l'inquinamento atmosferico, muoiono fra i 60 e gli 80mila cittadini all'anno. Ma siamo all'avanguardia nella manifattura, nell'ingegneria come nell'agroalimentare di alto livello. Si tratta di puntare sull'innovazione in una forma sostenibile".
Lo dicono e lo pensano in tanti, eppure quando il prezzo del gas naturale si punta il dito sulla transizione ecologica, l'unica che potrebbe liberarci dalla dipendenza dai combustibili fossili. "Questo è un primo passo. Di città ne analizzeremo altre" conclude Donatella Spano, convinta che nelle differenze il destino in questo caso sia comune e che la prima mossa necessaria sia spiegare quel che ci aspetta.