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Elezioni, la partita delle comunali nelle mani degli indecisi

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Gli ultimi sondaggi prima del black out hanno certificato che quasi un elettore su due non ha ancora scelto cosa fare. Pregliasco e Masia: "Fattore chiave soprattutto a Roma". Diamanti: "Fenomeno ormai strutturale"
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ROMA - "Il futuro dei romani indecisi è nelle loro mani" ha spiegato l'altro giorno Simonetta Matone, la capolista della Lega a Roma. "Se saremo capaci di convincere gli indecisi vinceremo al primo turno", ha sostenuto Stefano Lo Russo, il candidato sindaco del centrosinistra a Torino. "Il nostro sforzo sarà a tappeto per persuadere quel 40 per cento di indecisi e su quelli faremo il sorpasso finale", ha annunciato ieri il leader del Pd Enrico Letta in Calabria. "Vedo Bruni come Tortu", ha aggiunto. Amalia Bruni, la bandiera di Pd e M5S. E a Napoli, Catello Maresca, il candidato sindaco per il centrodestra, ha ricordato che "più di un cittadino su due è indeciso in questo momento, credo che sia questo il dato più rilevante".

Ah, gli indecisi! Tutti li coccolano. Tutti sognano i loro voti. Quanto contano davvero? "Gli indecisi veri, quelli che effettivamente andranno a votare, sono grosso mod…

ROMA - "Il futuro dei romani indecisi è nelle loro mani" ha spiegato l'altro giorno Simonetta Matone, la capolista della Lega a Roma. "Se saremo capaci di convincere gli indecisi vinceremo al primo turno", ha sostenuto Stefano Lo Russo, il candidato sindaco del centrosinistra a Torino. "Il nostro sforzo sarà a tappeto per persuadere quel 40 per cento di indecisi e su quelli faremo il sorpasso finale", ha annunciato ieri il leader del Pd Enrico Letta in Calabria. "Vedo Bruni come Tortu", ha aggiunto. Amalia Bruni, la bandiera di Pd e M5S. E a Napoli, Catello Maresca, il candidato sindaco per il centrodestra, ha ricordato che "più di un cittadino su due è indeciso in questo momento, credo che sia questo il dato più rilevante".

Ah, gli indecisi! Tutti li coccolano. Tutti sognano i loro voti. Quanto contano davvero? "Gli indecisi veri, quelli che effettivamente andranno a votare, sono grosso modo il venti per cento, gli altri si asterranno", ridimensiona le aspettative il sondaggista Fabrizio Masia. Ma sono più di destra o di sinistra? "Direi che stavolta sono più destrorsi, e ciò favorisce il centrosinistra". Gianfranco Rotondi, il democristiano che a Milano appoggia Beppe Sala e a Roma Enrico Michetti, conferma: "Gli indecisi sono elettori non soddisfatti dell'offerta politica avanzata dal proprio schieramento, come sta avvenendo a Milano. Il centrodestra ha fatto scelte poco competitive", mette i punti sulle i Rotondi. "A Napoli Maresca è valido, ma fatica per l'assenza delle liste leghiste; a Roma la partita è aperta. Michetti andrà visto al ballottaggio. È li che capiremo quanto vale veramente".

Lorenzo Pregliasco, il direttore di You Trend, dice che indecisi avranno il loro peso soprattutto a Roma, dove "tre candidati, Gualtieri, Calenda e Raggi si giocano un posto per il ballottaggio"; a Torino "potrebbero fare la differenza nel secondo turno"; e infine gli indecisi decideranno se a Milano la partita si chiuderà già al primo turno". Pregliasco stima "l'area grigia" intorno al 40-50 per cento. E ricorda anche che alle ultime amministrative nel 2016 la percentuale dei votanti rimase al di sotto del 60 per cento. "La morfologia degli indecisi varia di città in città", ricorda Masia. "In genere non hanno una collocazione politica. La loro influenza sarà maggiore a Roma".

"Ma quelli che non sanno per chi votare sono da tempo un fenomeno strutturale", ricorda il politologo Ilvo Diamanti, che da esattamente vent'anni spiega i mutamenti della politica su Repubblica. "Ormai, nella dissoluzione dei partiti, non si vota più per appartenenza né per identità. Ci vuole un buon motivo per recarsi alle urne, e poi per votare. Ormai si sceglie il candidato e questo rende il voto più fluido, siamo dentro una grande instabilità elettorale, proprio perciò le campagne elettorali sono più importanti che mai. Contano molto e possono cambiare il corso della storia, anche perché il 15 per cento decide il giorno stesso la sua preferenza".

Chi è indietro nei sondaggi si ribella alla narrazione delle cifre. Come la sindaca uscente di Roma Virginia Raggi: "Avevano provato a raccontare che le elezioni erano ormai una storia chiusa per condizionare il voto degli indecisi, invece anche questa volta non ci sono riusciti. È un testa a testa nel quale noi cresciamo sempre di più e loro sono in difficoltà", ha scritto con toni da propaganda su Facebook. Parole simili le ha usate il candidato del centrodestra a Milano, Luca Bernardo. Santo indeciso pensaci tu!