Riforma fiscale: dalla dote per i giovani alla flat tax, i partiti divisi sulle tasse
di Gabriele Bartoloni , di Gabriele BartoloniNon sarà facile per il premier Draghi trovare una sintesi sulla riforma fiscale. Con la nota di aggiornamento al Def si capirà lo spazio di manovra entro cui si potrà muovere l'esecutivo. Il rischio è che la coperta sia troppo stretta per coprire le richieste dei partiti che compongono la maggioranza. Posizioni distanti, che vanno dalla patrimoniale rilanciata dalla sinistra, fino alla flat tax voluta dal centrodestra. Progressività contro proporzionalità, passando per la proposta a tre aliquote del Movimento 5 Stelle.
Pd e sinistra, progressività e tassa sulla ricchezza
Il Partito democratico negli ultimi mesi ha deciso di lanciare una patrimoniale in controtendenza con la posizioni assunte negli ultimi anni. La proposta non ha suscitato grande entusiasmo all'interno del partito, diviso tra un'area più radicale e una più liberal. La proposta in parte è riuscita a ricucire l'asse con Sinistra itali…
Non sarà facile per il premier Draghi trovare una sintesi sulla riforma fiscale. Con la nota di aggiornamento al Def si capirà lo spazio di manovra entro cui si potrà muovere l'esecutivo. Il rischio è che la coperta sia troppo stretta per coprire le richieste dei partiti che compongono la maggioranza. Posizioni distanti, che vanno dalla patrimoniale rilanciata dalla sinistra, fino alla flat tax voluta dal centrodestra. Progressività contro proporzionalità, passando per la proposta a tre aliquote del Movimento 5 Stelle.
Pd e sinistra, progressività e tassa sulla ricchezza
Il Partito democratico negli ultimi mesi ha deciso di lanciare una patrimoniale in controtendenza con la posizioni assunte negli ultimi anni. La proposta non ha suscitato grande entusiasmo all'interno del partito, diviso tra un'area più radicale e una più liberal. La proposta in parte è riuscita a ricucire l'asse con Sinistra italiana che, nel frattempo, ha lanciato una campagna per proporre al Parlamento una legge che intende istituire una tassa progressiva - dal 0,2 al 2% - sui grandi patrimoni a partire da 500mila euro. L'iniziativa è stata sottoscritta anche da alcuni esponenti del Pd, come Matteo Orfini e l'eurodeputato Massimiliano Smeriglio. Un'ala del Pd che sarebbe ben disposta a sostenere una tassa sulla ricchezza, tanto da spingere Enrico Letta a puntare su una proposta che, per ora, non ha fatto altro che creare malumori alla parte moderata del partito. Nelle intenzioni del segretario ci sarebbe quella di aumentare la tassa di successione sui grandi patrimoni per finanziare una dote di 10 mila euro a testa per la cosiddetta "generazione Covid": la fascia di età compresa tra 13 e 18 anni di età. Dopo l'annuncio iniziale, l'argomento è scomparso dai radar del dibattito pubblico, ma è entrato ufficialmente tra le proposte del Pd sulla riforma fiscale insieme alla garanzia di un regime fiscale progressivo su cui si abbatte l'ostilità di Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia.
Centrodestra, diviso su Draghi ma unito sul fisco
Da diversi anni a questa parte la flat tax è diventata il cavallo di battaglia del centrodestra, spinta in primo luogo dalla Lega di Salvini, ma rilanciata con entusiasmo anche da Fi e FdI. Un mantra la cui intensità cresce man mano che si avvicina il periodo della legge di bilancio. Difficilmente, però, Draghi riuscirà a soddisfare le pretese del centrodestra. Per questo le proposte elaborate vanno in una direzione meno radicale, che vede la tassa piatta solo come fine ultimo auspicabile e non come obiettivo da realizzare nel breve periodo.
Si parla di una riduzione dell'Irpef a tre aliquote e di una "flat tax incrementale" valida solo sui redditi aggiuntivi. Forza Italia che si lancia nell'idea di una tassa piatta "per il ceto medio": una misura "di passaggio - si legge - verso il regime di flat tax vera e propria" da realizzare "quando il centrodestra andrà al governo". Tutto rimandato, insomma. Nel frattempo si pensa ad un alleggerimento del carico fiscale e ad una riedizione della pace fiscale che preveda "la rateizzazione" delle somme dovute "senza sanzioni ed interessi", si legge tra le proposte del Carroccio
Movimento 5 Stelle e Italia Viva
Il centrodestra non è il solo a prevedere un accorpamento della tassazione sui redditi. Anche l'idea del Movimento 5 Stelle quella è di portare le aliquote Irpef da 5 a 3. Questo lo schema: 23 per cento per i redditi fino a 25mila euro, 33 per il redditi da 25.001 a 55mila euro e la terza aliquota da 43 per cento oltre i 55mila euro. Una riduzione che si accompagnerebbe alla volontà di riordinare la giungla delle detrazioni fiscali.
Difficilmente ai 5 stelle piacerà l'edizione renziana del reddito di cittadinanza. Italia Viva infatti vorrebbe escludere dalla tassazione una soglia di reddito corrispondente a quanto serve "per sopravvivere". Insomma: uno sconto sulle tasse invece di una somma di denaro trasferita sul conto del beneficiario Un modo - si legge - "per dare maggiore progressività al sistema pur senza aumentare il numero delle aliquote e degli scaglioni".