Amicone, fondatore di "Tempi": il salvinismo è al capolinea e la destra a Milano vuole perdere
di Matteo Pucciarelli , di Matteo Pucciarelli"Basta con questo teatrino triste e stupido. Certe scene vogliono dire che anche il candidato si sente appeso come una giacca con le tasca vuote...", dice Luigi Amicone, fondatore e per anni direttore della rivista Tempi, vicina a Comunione e Liberazione, parlando delle amministrative di Milano e della corsa di Luca Bernardo. Alla questione ha dedicato un lungo e duro editoriale, "è stata una liberazione scriverlo".
La destra ha scelto di perdere, scrive lei. Perché?
"Non credo ai complotti ma agli interessi che si tengono insieme. La Regione è un po' fragile, non come quando c'era quel cattivone di Roberto Formigoni, forse di sfondo c'&eg…
"Basta con questo teatrino triste e stupido. Certe scene vogliono dire che anche il candidato si sente appeso come una giacca con le tasca vuote...", dice Luigi Amicone, fondatore e per anni direttore della rivista Tempi, vicina a Comunione e Liberazione, parlando delle amministrative di Milano e della corsa di Luca Bernardo. Alla questione ha dedicato un lungo e duro editoriale, "è stata una liberazione scriverlo".
La destra ha scelto di perdere, scrive lei. Perché?
"Non credo ai complotti ma agli interessi che si tengono insieme. La Regione è un po' fragile, non come quando c'era quel cattivone di Roberto Formigoni, forse di sfondo c'è un non darsi fastidio con il Comune di Milano, della serie 'va bene ve lo lasciamo...'. Poi vedo la parabola di Salvini: è un leader che non vuole crescere, vuole alimentare il voto da oppositore sui disagi che vedono tutti, ma quando è il momento di trovare una soluzione si tira indietro. E allora non sei un vero leader. Vedrete che infatti ci sarà un tracollo alle amministrative".
Il problema è l'eccesso di propaganda?
"Sei forte nei social, sei forti a denunciare i problemi, e poi? Guardi con la ministra Luciana Lamorgese: sta recitando, sennò se davvero fai la battaglia visto che sei nel governo trovi il mondo di cacciarla, se ci credi. Questa storia e questo modo di far politica deve finire e aggiungo che Giorgia Meloni rischia di fare la stessa fine, sta prendendo quella linea lì, leader che captano disagio e poi rimane tutto lì. In prospettiva menomale che c'è Mario Draghi che copre tutto con la sua autorevolezza, ma domani? Cosa facciamo? Ci mettiamo nelle mani degli ex capocurva?".
Lei si è ricandidato con Forza Italia per Palazzo Marino. Che segnali ulteriori di disfacimento vede nel dietro le quinte del centrodestra?
"Non c'è campagna elettorale. Non c'è un manifesto in giro. Di cosa stiamo parlando? La politica è svuotata completamente. Spero che questa elezione ponga fine alla storia dei candidati sindaci civici, foglie di fico dei leader incapaci che cercano chiunque venga dalla luna, ma che non abbia le mani in pasta con la rappresentanza e la mediazione degli interessi. In questo modo di pensare Salvini si è grillizzato e sta distruggendo la Lega stessa".
Anche nella Lega c'è malcontento reale quindi?
"Non in chiaro, ma l'ala di governo sa di avere un problema, ora vogliono mantenere l'unità del partito ma sanno che tutto questo è tempo perso. Credo che dopo le amministrative ci sarà un chiarimento interno a loro, e poi come coalizione perché la Lega deve capire cosa vuol fare".
Lei ha definito Bernardo un "appendino" per giacche: si è accorto di essere stato tirato in mezzo in una campagna senza sostegno?
"Il segnalo lo ha dato. Quale altro candidato si sarebbe messo a lavare i panni in pubblico a 15 giorni dal voto?".
Comunque: il salvinismo è al capolinea?
"Direi abbastanza. O Salvini si ritira in meditazione e si rende conto che non basta cambiare felpa ogni giorno per strappare i like, oppure il capolinea è dietro l'angolo. Di sicuro se si intestardisce è finito".
Il suo disagio è anche quello di Comunione e Liberazione?
"Dal punto di vista politico cielle è in diaspora, come si suol dire l'acqua è bassa per tutti".
Ma al ballottaggio contro Beppe Sala ci arriverete?
"Sarebbe grasso che cola. Se ci arriviamo è perché ci sono 13 candidati sindaco".