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Referendum, i promotori della cannabis: "La politica smetta di creare ostacoli"

In una lettera i sostenitori della legalizzazione rispondo indirettamente alle limitazioni proposte dopo il boom di adesioni. "Le oltre 500.000 firme lampo dimostrano che tolti gli ostacoli la gente partecipa". E chiedono a Draghi di spostare al 31 ottobre la scandenza per consegnare le sottoscrizioni
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È una replica alle obiezioni avanzate negli ultimi giorni, quella messa nero su bianco dal comitato promotore della cannabis legale, fautore della racolta firme che in una sola settimana è riuscita ha raggiungere la soglia minima del mezzo milione: un record. "Che i referendum siano da sempre malvisti dalla politica dei partiti non è una novità", scrivono in una lettera Riccardo Magi, Marco Perduca, Leonardo Fiorentini e Antonella Soldo. Il comitato risponde alla critiche e chiede di posticipare al 31 ottobre il termine ultimo per depositare le sottoscrizioni: una proroga valida solo per i referendum su giustizia ed eutanasia, ma non per la cannabis. 

La campagna…

È una replica alle obiezioni avanzate negli ultimi giorni, quella messa nero su bianco dal comitato promotore della cannabis legale, fautore della racolta firme che in una sola settimana è riuscita ha raggiungere la soglia minima del mezzo milione: un record. "Che i referendum siano da sempre malvisti dalla politica dei partiti non è una novità", scrivono in una lettera Riccardo Magi, Marco Perduca, Leonardo Fiorentini e Antonella Soldo. Il comitato risponde alla critiche e chiede di posticipare al 31 ottobre il termine ultimo per depositare le sottoscrizioni: una proroga valida solo per i referendum su giustizia ed eutanasia, ma non per la cannabis. 

La campagna per la depenalizzazione era partita l'11 settembre scorso. Sulla scia del boom di adesioni alla campagna pro eutanasia, anche i sostenitori della cannabis legale avevano deciso di organizzare una raccolta firme per indire un referendum che punta a depenalizzare la coltivazione. Grazie alla firma online - valida da metà agosto -  la campagna, nel giro di appena sette giorni, è arriva a raggiungere la soglia minima delle 500 mila adesioni  Un risultato che ha sollevato il dibattito sulla necessità o meno di rendere più stringenti i requisiti per indire una consultazione o proporre una legge. "Se dal 2021 l'Italia ha ampliato la platea di chi certifica le firme e se esiste la firma digitale per proposte di legge d'iniziativa popolare e i referendum è perché la Repubblica italiana è stata trovata in violazione dei suoi obblighi internazionali derivanti dalla ratifica del Patto internazionale sui diritti civili e politici", è la replica dei promotori.

Una parte del Pd, attraverso il deputato Stefano Ceccanti, ha proposto di alzare a 800 mila la soglia minima di sottoscrizioni necessarie per indire un referendum. "Le oltre 500.000 firme lampo dimostrano che tolti gli ostacoli la gente partecipa, opporsi sarebbe un colpevole ritorno all'illegalità costituzionale". La lettera non cita le obiezioni avanzate negli ultimi giorni, ma parla indirettamente degli "irragionevoli ostacoli" - per usare le parole del Comitato dei Diritti Umani delle Nazioni Unite -  che hanno portato l'Italia alla "violazione dei suoi obblighi internazionali derivanti dalla ratifica del Patto internazionale sui diritti civili e politici". La colpa, secondo i promotori è di quelle "norme che invece che facilitare la piena applicazione dell'Articolo 75 della Costituzione hanno complicato la vita, e svuotato le tasche, di chi negli anni l'ha voluto far vivere".

Il comitato respinge le critiche al mittente e rilancia: "Torniamo quindi a chiedere al Presidente Draghi e al Presidente Mattarella che il referendum sulla cannabis, come gli altri presentati prima del 15 giugno scorso, goda dell'estensione al 31 ottobre per completare gli adempimenti previsti dalla legge per la consegna in Cassazione". La scadenza per la consegna delle firme, infatti, è attualmente fissata per il 30 settembre. Una data valida solo per il referendum per la cannabis. Giustizia e eutanasia hanno potuto usufruire della proroga a fine ottobre prevista a causa del Covid. Uno spostamento che servirebbe per mettere in sicurezza il risultato, nonostante la soglia minima del mezzo milione sia ormai stata raggiunta e superata.