Caso Puigdemont, il ministero della Giustizia: "La competenza è dei giudici. Non è un caso di estradizione"
di Liana Milella , di Liana MilellaROMA - Non sarà via Arenula a decidere il destino dell'ex presidente della Catalogna Carles Puigdemont. Il ministero della Giustizia guidato da Marta Cartabia ha utilizzato parte della mattinata per "studiare" approfonditamente il dossier dell'europarlamentare. E adesso può dire, con una nota ufficiale, di "non avere alcun ruolo decisionale nella procedura relativa al mandato d'arresto europeo, come quello che riguarda il caso di Carles Puigdemont". Via Arenula precisa infatti che "la procedura è interamente rimessa all'autorità giudiziaria, sia per la convalida dell'arresto, sia per quanto attiene alla decisione finale sulla consegna o meno della persona arrestata". La ragione è semplice, si tratta di una procedura diversa da quella prevista per le su cui invece l'ultima parola spetta proprio al ministero della Giustizia, come dimostra più di un caso recente.
ROMA - Non sarà via Arenula a decidere il destino dell'ex presidente della Catalogna Carles Puigdemont. Il ministero della Giustizia guidato da Marta Cartabia ha utilizzato parte della mattinata per "studiare" approfonditamente il dossier dell'europarlamentare. E adesso può dire, con una nota ufficiale, di "non avere alcun ruolo decisionale nella procedura relativa al mandato d'arresto europeo, come quello che riguarda il caso di Carles Puigdemont". Via Arenula precisa infatti che "la procedura è interamente rimessa all'autorità giudiziaria, sia per la convalida dell'arresto, sia per quanto attiene alla decisione finale sulla consegna o meno della persona arrestata". La ragione è semplice, si tratta di una procedura diversa da quella prevista per le su cui invece l'ultima parola spetta proprio al ministero della Giustizia, come dimostra più di un caso recente.
Il punto di partenza
Già dalla prima mattina, fonti di via Arenula hanno chiarito che era in corso un focus soprattutto sui presupposti giuridici che possano effettivamente giustificare il passo dell'Italia. Precisando che comunque il documento da cui partire è il passaggio dell'ordinanza con cui il 30 luglio scorso il vicepresidente del Tribunale generale della Corte di giustizia dell'Unione europea ha respinto la richiesta di sospensione della revoca dell'immunità parlamentare del leader indipendentista catalano. Una decisione che richiede il requisito dell'urgenza. Nella sua ordinanza, proprio sul punto dell'urgenza, la Corte di giustizia del Lussemburgo scriveva che "non vi è motivo di ritenere che le autorità giudiziarie belghe o le autorità di un altro Stato membro possano eseguire i mandati d'arresto europei emessi nei confronti dei deputati e consegnarli alle autorità spagnole".
La ricostruzione dettagliata
Ma ecco, sempre secondo la dettagliata ricostruzione fatta dal ministero della Giustizia, le tappe giuridiche della questione.
23 Marzo 2018 - la Spagna emette un mandato d'arresto europeo per Carles Puigdemont.
25 marzo 2018 - Puigdemont viene arrestato in Germania, sulla base del mandato di cattura emesso dal Tribunale Supremo spagnolo, per i reati di "rebeliòn" e "malversaciòn de caudales pùblicos" (in base agli articoli 432 e 252 del codice penale spagnolo).
12 luglio 2018 - L'autorità tedesca- al termine dell'iter giudiziario - nega la consegna di Puigdemont alla Spagna per il delitto di rebeliòn e la concede invece per l'altro reato. Secondo l'autorità giudiziaria tedesca, il comportamento tenuto da Puigdemont durante il percorso politico istituzionale, che ha portato al referendum del 1 ottobre 2017 sull'indipendenza della Catalogna, sarebbe penalmente irrilevante, secondo l'ordinamento tedesco, che non contempla il reato di "rebeliòn". Di conseguenza, il mandato d'arresto europeo non può essere eseguito perché mancherebbe il requisito della doppia incriminabilità (il fatto contestato deve costituire reato sia nell'ordinamento dello Stato richiedente, che in quello dello Stato richiesto).
19 luglio 2018 - Il Tribunale supremo spagnolo decide di revocare il mandato d'arresto europeo, rifiutando l'esecuzione di una consegna per il solo reato di "malversaciòn".
26 maggio 2019 - Carles Puigdemont viene eletto europarlamentare e per questo diventa beneficiario dell'immunità parlamentare. A fronte di questo, l'autorità giudiziaria belga sospende la procedura relativa al mandato d'arresto europeo.
14 ottobre 2019 - La Spagna emette un nuovo mandato d'arresto europeo per i medesimi fatti, con una parziale diversa qualificazione. Viene contestato il reato di sediciòn, previsto dagli articoli 544 e 545 del codice penale spagnolo, al posto del reato iniziale di rebeliòn.
9 marzo 2021 - Il Parlamento europeo revoca l'immunità parlamentare a Puigdemont, perché i fatti oggetto del processo penale risalgono al 2017, quindi sono antecedenti la sua elezione a europarlamentare.
19 maggio 2021 - Puigdemont propone ricorso al Tribunale dell'Ue a Lussemburgo, presso la Corte di Giustizia Ue, che ha competenza specifica sulle azioni iniziate da persone fisiche o giuridiche, nei confronti di atti adottati dalle istituzioni dell'Unione, per l'annullamento della decisione di revoca dell'immunità parlamentare.
26 maggio 2021 - Puigdemont chiede allo stesso Tribunale dell'Unione europea di Lussemburgo un provvedimento di sospensione dell'esecuzione della revoca dell'immunità parlamentare.
2 giugno 2021 - Il vicepresidente dello stesso Tribunale di Lussemburgo accoglie la richiesta di sospensione dell'esecuzione della decisione di revoca dell'immunità parlamentare.
30 luglio 2021 - Con ordinanza, il vicepresidente del Tribunale dell'Unione europea di Lussemburgo respinge la richiesta di sospensione della revoca dell'immunità parlamentare. "Non vi è motivo di ritenere - scrive nell'ordinanza, al paragrafo 56 - che le autorità giudiziarie belghe o le autorità di un altro Stato membro possano eseguire i mandati d'arresto europei emessi nei confronti dei deputati e consegnarli alle autorità spagnole". E al paragrafo 60 aggiunge che in caso invece di arresto sarebbe stato possibile presentare una nuova domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento di revoca dell'immunità parlamentare.