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Caso Puigdemont, le reazioni all'arresto. Salvini: "L’Italia non si presti a vendette". Pd: "Vicenda grave"

(ansa)
Solidarietà al leader catalano. Per il leader leghista si tratta di "un fatto curioso. Fatichiamo a prendere i delinquenti italiani e poi fermiamo i parlamentari di altri Paesi. La sentarice dem Rojc: "Ciò non si addice alla patria del diritto"
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"L'Italia non si presti a vendette altrui". Matteo Salvini rispolvera l'anima autonomista della Lega. E dà un giudizio secco sull'arresto in Sardegna dell'ex presidente della Catalogna, Carles Puigdemont. "Non entro nel merito di vicende interne di altri stati, ma noi fatichiamo ad arrestare i delinquenti italiani e arrestiamo dei parlamentari di altri Paesi". Secondo Salvini si tratterebbe di un "fatto curioso, visto che anche altri paesi come la Germania hanno detto di no all'estradizione, perchè si tratta di un reato politico. Spero che non sia l'Italia a farsi protagonista di giustizia o vendette su richiesta di altri Paesi".

Nella Lega che ha assunto una dimensione nazionale, e ha abbandonato da tempo i propositi secessionisti, diversi eletti manifestano solidarietà a Puigdemont: "Dalla parte del popolo Catalano e del suo legittimo presidente Carles Puigdemont. Le idee non vanno a processo e il princ…

"L'Italia non si presti a vendette altrui". Matteo Salvini rispolvera l'anima autonomista della Lega. E dà un giudizio secco sull'arresto in Sardegna dell'ex presidente della Catalogna, Carles Puigdemont. "Non entro nel merito di vicende interne di altri stati, ma noi fatichiamo ad arrestare i delinquenti italiani e arrestiamo dei parlamentari di altri Paesi". Secondo Salvini si tratterebbe di un "fatto curioso, visto che anche altri paesi come la Germania hanno detto di no all'estradizione, perchè si tratta di un reato politico. Spero che non sia l'Italia a farsi protagonista di giustizia o vendette su richiesta di altri Paesi".

Nella Lega che ha assunto una dimensione nazionale, e ha abbandonato da tempo i propositi secessionisti, diversi eletti manifestano solidarietà a Puigdemont: "Dalla parte del popolo Catalano e del suo legittimo presidente Carles Puigdemont. Le idee non vanno a processo e il principio di autodeterminazione dei popoli non sarà mai sconfitto", scrive su Twitter l'eurodeputata Gianna Gancia.

Ancora più severo è il deputato della Lega Eugenio Zoffili, capogruppo in Commissione Affari esteri e comunitari e presidente della bicamerale Schengen: "Il fermo dell'europarlamentare e Presidente in esilio della Generalitat de Catalunya, Carles Puigdemont, rappresenta una gravissima ferita per lo stato di diritto italiano ed europeo". Zoffili sostiene che "la giustizia spagnola ha condannato Carles Puigdemont sulla base di un reato - il reato di sedizione - che non esiste in nessun ordinamento democratico e che rappresenta un capo di accusa palesemente persecutorio e di natura strettamente politica. È bene ricordare che il referendum del primo ottobre 2017 è stato deliberato da un organo legittimamente eletto, in piena coerenza con il mandato elettorale conferito dai cittadini catalani. Per questa ragione la Germania ha già negato l'estradizione in una circostanza analoga a quella che viviamo oggi. Lo stesso faccia la giustizia italiana: non sia complice di questa nuova inquisizione e respinga l'estradizione richiesta dalla Spagna, rimettendo al più presto in libertà un europarlamentare e un uomo politico che pacificamente ha sempre e solo testimoniato l'attaccamento ai valori di libertà e autodeterminazione dei popoli".

E si fanno sentire anche gli esponenti storici della Lega. Come Roberto Marcato, assessore regionale della giunta Zaia e uno dei fondatori della Lega Veneta: "Il principio di autodeterminazione dei popoli è sacro. È incomprensibile che in un'Europa moderna e di diritto non si dia la possibilità a un territorio di attuare quel principio. In Catalogna ci fu un referendum, non guerra civile. Ci sono stati degli arresti a seguito di una consultazione democratica. Violenze? Ricordo che chi ha preso le manganellate furono gli elettori, fra cui donne e anziani. E poi, diciamola tutta: un arresto eseguito in Sardegna, terra dove sono forti le istanze indipendentiste, sembra tanto un messaggio. Uno sfregio".

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Voci di solidarietà al leader catalano anche nel Pd: "Genera sgomento l'arresto sul suolo italiano di un europarlamentare che dovrebbe poter circolare liberamente: le manette a Puidgemont sono un fatto grave e un'immagine che non si addice alla patria del diritto", dice la senatrice Tatjana Rojc (Pd) espressione della minoranza slovena in Italia. "L'arresto di un parlamentare europeo catalano è un vulnus preoccupante, e inoltre colpisce profondamente il sentire del popolo sardo", dice la deputata sarda Romina Mura, anche lei esponente dem, presidente della commissione Lavoro della Camera.