Riformista e diciottenne, Theo Guatta è il candidato sindaco più giovane d'Italia: "Io in campo contro la destra"
di Gabriele Bartoloni , di Gabriele BartoloniParla come se la politica la masticasse da anni. Merito, forse, dei talk show che ha cominciato a seguire dopo essere stato rapito dal Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti: "Una rappresentazione concreta di come è possibile risollevare le sorti della città portando benessere e speranza". Così nasce la passione di Theo Guatta. Classe 2003, studente di liceo classico e liberal all'americana, ha deciso di scendere in campo per Guidizzolo, paese di 5mila abitanti in provincia di Mantova. Guatta è il candidato sindaco più giovane di questa tornata amministrativa. "Intendiamo rappresentare l'elettorato che va dal centrodestra moderato fino alla sinistra", è l'obiettivo. Perché c'è il progressismo alla Obama e il riformismo di Beppe Sala all'orizzonte del giovane candidato. Il prossimo 3 e 4 ottobre dovrà sfidare il sindaco Stefano Meneghelli e la sua ex vice Laura Azzini.
Parla come se la politica la masticasse da anni. Merito, forse, dei talk show che ha cominciato a seguire dopo essere stato rapito dal Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti: "Una rappresentazione concreta di come è possibile risollevare le sorti della città portando benessere e speranza". Così nasce la passione di Theo Guatta. Classe 2003, studente di liceo classico e liberal all'americana, ha deciso di scendere in campo per Guidizzolo, paese di 5mila abitanti in provincia di Mantova. Guatta è il candidato sindaco più giovane di questa tornata amministrativa. "Intendiamo rappresentare l'elettorato che va dal centrodestra moderato fino alla sinistra", è l'obiettivo. Perché c'è il progressismo alla Obama e il riformismo di Beppe Sala all'orizzonte del giovane candidato. Il prossimo 3 e 4 ottobre dovrà sfidare il sindaco Stefano Meneghelli e la sua ex vice Laura Azzini.
LO SPECIALE ELEZIONI AMMINISTRATIVE
Guatta, perché ha deciso di candidarsi?
"La politica non è solo una grande passione, ma anche uno strumento fondamentale per far sì che il benessere dei cittadini venga realizzato. Per questo ho deciso di mettermi in gioco per Guidizzolo".
Cosa risponde a chi crede che sia troppo giovane per fare il sindaco?
"È successo spesso. Da una parte credo sia normale, ma ho sempre cercato e di dimostrare il contrario. Nella nostra lista ci sono sia molti giovani che persone più adulte, la cui esperienza credo sia preziosa e fondamentale".
Quando è iniziata la passione per la politica?
"Quando per la prima volta vidi il Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti, nel palazzo pubblico di Siena: una rappresentazione concreta di come è possibile risollevare le sorti della città portando benessere e speranza. Avevo 14 anni e per me fu una sorta di folgorazione. Da lì in poi ho cominciato a leggere, ad informarmi sui quotidiani e a guardare i talk show in televisione".
Cosa ha intenzione di fare concretamente per Guidizzolo?
"Al primo posto c'è l'economia. Credo che l'apparato aziendale italiano debba essere valorizzato e promosso. Qui a Guidizzolo abbiamo industrie piccole e grandi che rappresentano un'eccellenza. È necessario sburocratizzare, diminuire la pressione fiscale e prevedere degli incentivi per la digitalizzazione, ma anche puntare sull'ambiente e organizzare iniziative culturali che si pongano come punto d'incontro tra cittadini e imprese".
Alle elezioni sfiderà due liste di centrodestra. Cosa la differenzia dagli altri due candidati?
"Noi intediamo rappresentare in maniera molto plurale l'elettorato che va dal centrodestra moderato fino alla sinistra, al contrario dei miei sfidanti che sono supportati da due liste di destra-destra".
Che rapporto ha con loro?
"Buonissimo. Nonostante la divergenza di opinione è fondamentale che ci sia rispetto reciproco sul piano personale. Quando parlo di anti populismo e anti sovranismo intendo anche questo".
Dove si colloca politicamente?
"Mi paragonerei ai liberal statunitensi, ma preciso che non sono iscritto a nessun partito. Diciamo che devo ancora trovarne uno, visto che nessuno per ora è stato in grado di rappresentare appieno le mie idee".
Però nella sua lista ci sono molti esponenti del Pd, giusto?
"Sì, ritengo che oggi sia tra i partiti più seri e istituzionalmente validi".
Quali sono i suoi riferimenti dal punta di vista politico?
"Provo molta ammirazione per Cavour, Alcide De Gasperi e Luigi Einaudi. Per quanto riguarda i leader attuali, invece, i miei punti di riferimento sono Barack Obama, Mario Draghi e Justin Trudeau".
Spesso si raccontano le nuove generazione come disinteressate e distanti dalla politica. È così?
"Mi sono candidato proprio per dimostrare il contrario, per dire che i giovani ci sono e vogliamo far sì che l'Italia sia un Paese migliore. Per farlo io ho deciso di partire dalla comunità perché credo che per i giovani appassionati di politica debbano partire da un impegno effettivo e concreto".
L'attuale classe dirigente fa parte di un'altra generazione rispetto alla sua. Come pensa stia governando?
"Bisogna fare una distinzione. Personalmente sono molto soddisfatto di quello che sta facendo Draghi, ma allo stesso tempo non mi convince affatto la destra sovranista e quella moderata. Apprezzo personalità molto personalità come Carlo Calenda e Beppe Sala. Il nome della mia lista, Riformisti per Guidizzolo, prende ispirazione da loro".
Dopo il liceo continuerà a studiare?
"Sì, all'università mi piacerebbe studiare economia e commercio per poi applicare queste conoscenze in ambito politico, visto che ho intenzione di continuare su questa strada".
Qualora venisse eletto riuscirebbe a conciliare lo studio con la politica?
"Certo, con la scuola ho sempre conciliato diversi impegni in ambito sportivo e musicale. Per me la politica è una grande passione, sicuramente riuscirò a portare avanti entrambe le cose".