Caso Morisi, Grimoldi (ex Lega lombarda): "Tempi e modi dell'indagine singolari, troppo vicini al voto. Supereremo questa prova"
di Emanuele Lauria , di Emanuele LauriaPaolo Grimoldi è l'ex segretario della Lega lombarda. È salito sul Carroccio nel 1991, ha vissuto l'epopea bossiana, la breve parentesi di Maroni e l'ascesa di Salvini. "Supereremo anche questa prova", dice. Con un pragmatismo nordico che lo porta a esprimere stima per Luca Morisi e anzi ad alzare pesanti sospetti su tempi e modi dell'indagine per droga che coinvolge l'ex spin doctor del segretario.
Morisi, per lei, è una vittima?
"Non ho quasi mai lavorato con lui, ma lo ritengo un ragazzo intelligente. Se consideriamo i risultati ottenuti, se annotiamo che anche grazie alla sua comunicazione la Lega è salita dal 4 al 35 per cento non si può certo affermare che non sappia fare il suo mestiere".
Nulla da imputargli?
"Mi chiede se ha sbagliato? Ha sbagliato eccome. E lo ha ammesso".
Non crede che questa vicenda sollevi anche dei dubbi su un modo di fare politica attraverso i social che passa dalla d…
Paolo Grimoldi è l'ex segretario della Lega lombarda. È salito sul Carroccio nel 1991, ha vissuto l'epopea bossiana, la breve parentesi di Maroni e l'ascesa di Salvini. "Supereremo anche questa prova", dice. Con un pragmatismo nordico che lo porta a esprimere stima per Luca Morisi e anzi ad alzare pesanti sospetti su tempi e modi dell'indagine per droga che coinvolge l'ex spin doctor del segretario.
Morisi, per lei, è una vittima?
"Non ho quasi mai lavorato con lui, ma lo ritengo un ragazzo intelligente. Se consideriamo i risultati ottenuti, se annotiamo che anche grazie alla sua comunicazione la Lega è salita dal 4 al 35 per cento non si può certo affermare che non sappia fare il suo mestiere".
Nulla da imputargli?
"Mi chiede se ha sbagliato? Ha sbagliato eccome. E lo ha ammesso".
Non crede che questa vicenda sollevi anche dei dubbi su un modo di fare politica attraverso i social che passa dalla demonizzazione degli avversari ma anche dei più deboli?
"Senta, se vogliamo dire che non ci sono immigrati che stuprano, diciamolo pure. Ma siccome non è così, ben venga chi amplifica fatti di cronaca che accadono, che sono realtà".
Non tutti la pensano così.
"Le ripeto: contano i risultati".
Quanto peserà questa vicenda sulla performance elettorale della Lega?
"Non lo so ma mi lasci dire che la tempistica e le modalità di questa indagine sono perlomeno singolari. Siamo a sei giorni dal voto, appunto, e bisogna riflettere sul fatto che tutto nasce dalla perquisizione di un'auto. Io, alla guida della mia auto, sono stato fermato decine di volte: non è che mi abbiamo controllato la vettura per capire se avessi droga...".
Un complotto.
"Questo lo dice lei".
Beh, Salvini afferma che Morisi è un capro espiatorio.
"Non ho letto quello che afferma Salvini, mi sono fatto le mie idee consultando Dagospia".
Un lunedì nero, per il segretario, fra l'indagine sul suo fedelissimo e la sconfessione di Giorgetti.
"Nella Lega c'è libertà di opinione".
Senta, ma stiamo parlando di un dirigente autorevole del suo partito che dice che i candidati sostenuti dalla Lega, a Roma e a Milano, non hanno chance di vittoria.
"Stiamo parlando di civici di centrodestra. Non so quanto siano candidati di Salvini. So che io, da segretario regionale, poche volte ho potuto imporre un mio nome alla coalizione, si finisce sempre per fare sintesi delle proposte in campo. Comunque, siamo in campagna elettorale. Certo, non per vincere".
Lei non vede una Lega spaccata?
"La Lega è una e lo dimostrerò anche stavolta. Il Green pass? Le assenze in parlamento sono da attribuire alla circostanza che molti di noi sono in campagna elettorale. Poi, per carità, possono esserci sensibilità diverse. Non so se Salvini pensi a un congresso federale dopo il voto. Di certo dovranno celebrarsi i congressi locali: ma per un problema organizzativo, non politico".