Comunali Milano, Lupi: “Una campagna con errori. Matteo sbaglia a inseguire Meloni”
di Emanuele Lauria , di Emanuele Lauria"Beh, non è stata una campagna elettorale assistita da una buona stella...". Maurizio Lupi, presidente di Noi con l'Italia, è uno che il centrodestra lo frequenta da 25 anni. Ha i titoli, insomma, per commentare la corsa a ostacoli della coalizione, fra liti, gaffe, scandali, pubbliche sconfessioni dei candidati. L'ultimo incidente ieri mattina, con il forfait di Giorgia Meloni che ha vanificato il tentativo dei leader di fare una conferenza stampa congiunta dopo oltre tre mesi.
Non ha la sensazione che qualcosa sia andata storta in questa campagna elettorale?
"Non siamo stati assistiti da una buona stella, è vero. Stamattina (ieri, ndr) si è proprio verificato
un episodio sfortunato, Salvini e Meloni non sono riusciti a incastrare gli orari. Che vuole,
ci si mette pure Alitalia".
"Beh, non è stata una campagna elettorale assistita da una buona stella...". Maurizio Lupi, presidente di Noi con l'Italia, è uno che il centrodestra lo frequenta da 25 anni. Ha i titoli, insomma, per commentare la corsa a ostacoli della coalizione, fra liti, gaffe, scandali, pubbliche sconfessioni dei candidati. L'ultimo incidente ieri mattina, con il forfait di Giorgia Meloni che ha vanificato il tentativo dei leader di fare una conferenza stampa congiunta dopo oltre tre mesi.
Non ha la sensazione che qualcosa sia andata storta in questa campagna elettorale?
"Non siamo stati assistiti da una buona stella, è vero. Stamattina (ieri, ndr) si è proprio verificato
un episodio sfortunato, Salvini e Meloni non sono riusciti a incastrare gli orari. Che vuole,
ci si mette pure Alitalia".
Salvini è apparso piuttosto nervoso. Non pare averla presa benissimo.
"È il capitano, sente la sfida più degli altri...".
Quanto pensa che inciderà il caso Morisi sull'esito del voto?
"Mi auguro che non incida. Credo, però, che questa vicenda ponga un grande tema: se insegui il consenso prescindendo dalle bontà delle proposte, se indugi nella descrizione dell'altro come male assoluto, finisce che la realtà ti si ritorce contro. Questo vale per la Bestia come per la propaganda dei 5S, di cui sono stato bersaglio. Il Covid ha cambiato tutto, la politica deve cambiare. E Draghi, grazie a Dio, ha introdotto un nuovo modo di fare, basato sulla concretezza, sul merito, sul risultato, sui toni bassi".
Salvini l'ha capito?
"Salvini ha accettato la sfida del governo e la sta pure pagando. Ma deve essere conseguente fino in fondo, non inseguire temi che non ci sono più: la questione dell'immigrazione oggi viene vista in un altro modo, la gente sente il problema dell'economia, della scuola, della transizione ecologica, del lavoro. Anche la battaglia contro il Green Pass è persa in partenza: gli italiani hanno già scelto, scaricando 90 milioni di certificati. Ecco, forse, più del caso Morisi rischiamo di scontare questa ambiguità. Ma siamo una coalizione, noi moderati possiamo riequilibrare i pesi della proposta politica. Questa è la sfida".
In realtà, sembra che questo lavoro, dentro la Lega lo stia facendo Giorgetti.
"Non so la Lega dove vada, Giorgetti spinge verso il recinto del Ppe, Zaia dice che in un grande partito due componenti diverse possono coesistere. Dico solo che la coalizione oggi è troppo spostata a destra e se sei troppo a destra non governerai mai l'Italia".
Letta afferma: al centrodestra manca un federatore.
"Enrico è stato il mio presidente del Consiglio, è un amico. Ma a guardare la pagliuzza negli occhi degli avversari non si vede la trave nel proprio. In ogni caso credo che Salvini abbia una scelta davanti: o fa il leader di coalizione o fa il leader del suo partito. Berlusconi è stato un grande capo dello schieramento, sapeva valorizzare la pluralità anche a scapito di Forza Italia. Salvini ha fatto la scelta giusta entrando nel governo Draghi. Poi si è messo a rincorrere Meloni: ma non è quello il suo compito politico".
Giorgetti ha demolito i vostri candidati a Roma e Milano.
"È come fare harakiri. Prima delle designazioni si è discusso e si è fatta una sintesi delle proposte. Ora andiamo avanti verso il voto".
Si è parlato molto delle gaffe di Bernardo, dalla pistola in ospedale alla richiesta di soldi per la campagna.
"Guardi, il vero errore è stato il ritardo nella scelta dei candidati. Abbiamo indugiato troppo in una sorta di X Factor: quando punti sui civici, devi avere tempo per prepararli alla sfida. Ma siamo qui, siamo in campo, e siamo in condizione di andare al ballottaggio: se ci riusciamo a Milano, Roma e Napoli è già un successo".
Qualche errore è stato commesso anche nel corso della campagna.
"Sì, errori comunicativi. E chi non li fa? Ma sono peccati veniali".
Il centrodestra si ritroverà compatto anche per il Quirinale?
"Credo di sì. Anzi, auguro intese più larghe, che comprendano anche l'attuale opposizione. Un modello Draghi per sostenere il nuovo inquilino del Colle. Certo, serve un nome che esprima al meglio l'unità nazionale".
Magari lo stesso Draghi?
"Vedremo. Se son rose, fioriranno...".