Regionali in Calabria, la sfida delle piazze a Reggio va al centrosinistra
di Alessia Candito , di Alessia CanditoPer le prossime regionali calabresi, i pronostici parlano tutti di una vittoria comoda del centrodestra. Ma nella penultima sera di campagna elettorale, a Reggio Calabria la sfida delle piazze la porta a casa il centrosinistra. A distanza di meno di un chilometro a Reggio Calabria si "pesano" il candidato governatore di Forza Italia, Fdi, Lega e Coraggio Italia, Roberto Occhiuto, e quella del centrosinistra, Amalia Bruni. Con lui, ci sono coordinatore nazionale di Fi, Antonio Tajani e il ministro per la Semplificazione, Renato Brunetta, accanto a sé Bruni ha voluto l'ex premier, Giuseppe Conte. E non c'è partita.
Piazza indipendenza, dove il centrosinistra ha convocato i candidati di tutte le sue liste, è piena. "Mi dicono che siete seimila" dice Amalia Bruni dal palco. "Duemila non di più", dicono prudenti dal Pd. Una cosa a metà fra le due stime, valuta chi è passato per la piazza. Numeri ballerin…
Per le prossime regionali calabresi, i pronostici parlano tutti di una vittoria comoda del centrodestra. Ma nella penultima sera di campagna elettorale, a Reggio Calabria la sfida delle piazze la porta a casa il centrosinistra. A distanza di meno di un chilometro a Reggio Calabria si "pesano" il candidato governatore di Forza Italia, Fdi, Lega e Coraggio Italia, Roberto Occhiuto, e quella del centrosinistra, Amalia Bruni. Con lui, ci sono coordinatore nazionale di Fi, Antonio Tajani e il ministro per la Semplificazione, Renato Brunetta, accanto a sé Bruni ha voluto l'ex premier, Giuseppe Conte. E non c'è partita.
Piazza indipendenza, dove il centrosinistra ha convocato i candidati di tutte le sue liste, è piena. "Mi dicono che siete seimila" dice Amalia Bruni dal palco. "Duemila non di più", dicono prudenti dal Pd. Una cosa a metà fra le due stime, valuta chi è passato per la piazza. Numeri ballerini, ma il dato è che la gente c'è.
Del resto, Conte alla piazza piace, con chi si affolla sotto palco sa dialogare, incassa le critiche quando arrivano e le anestetizza. Riesce a far scivolare via o dimenticare quelli che ai governi - di segno opposto - che ha guidato vengono rimproverati come "peccati capitali".
Da premier del governo giallorosso, è suo il sigillo sul "decreto Calabria 2", che ha inasprito ulteriormente la tutela imposta alla sanità calabrese, come sulla nomina del commissario Guido Longo, entrambe note dolentissime in regione. Ma ugualmente Conte riesce a promettere la fine del commissariamento senza che nessuno batta ciglio. In caso di vittoria, annuncia investimenti sul porto, fiscalità di vantaggio per chi investe al Sud, parla delle opportunità che il recovery plan rappresenta e che va sfruttata. "Se mettete una X sbagliata perpetuiamo le vecchie logiche, quindi pensateci bene: stavolta la X non può essere concessa solo perché c'è l'amico, il conoscente o chi vi ha tirato per la giacca, quando la mettete - è il suo appello - pensate ai vostri figli e ai vostri nipoti". Sul palco è one-man-show e alla candidata governatrice Amalia Bruni non sembra dispiacere. È stata lei a chiedergli di tornare per il rush finale della campagna elettorale e si mostra soddisfatta del risultato. "Dobbiamo costruire tutti insieme la 'Nuova Calabria' - afferma - Sceglieteci e mandiamo a casa la destra più becera d'Italia".
Meno di un chilometro più a sud, dall'altra parte del centro cittadino, la coalizione guidata da Roberto Occhiuto si conta. La piazza è piena, ma i numeri sono decisamente più bassi. Candidati, notabilato di partito, supporter, qualche curioso. Lavoro, sviluppo, questione meridionale ancora irrisolta. I temi sono comuni, a volte le proposte anche - entrambi gli schieramenti parlano alle aziende, promettendo fiscalità premiale al Sud - il coordinatore forzista Tajani rilancia anche il ponte sullo Stretto. "Noi continueremo a batterci perché si faccia, perché Reggio Calabria possa essere una città non isolata, ma un passaggio verso la Sicilia". Nonostante sia uno dei padri e principali supporter della necessità di una "flessibilità del mercato del lavoro", il ministro Brunetta promette "stiamo bandendo centinaia di migliaia di posti di lavoro per rinnovare la pubblica amministrazione in tutto il Paese. La Calabria ha bisogno di giovani, di giovani nella burocrazia, di efficienza, qualità, dei migliori. Ho detto in tutti i miei incontri "basta precariato", non voglio più sentire questa parola". E sogna, dice, una Calabria come l'Irlanda.
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L'ultima parola spetta ad Occhiuto, che nelle urne si deve ancora misurare, ma molti chiamano già presidente. E come tale sembra intervenire. "Un uomo solo non può cambiare la Calabria. Ma io cambierò la Calabria, perché non sono solo" promette. "Nella formazione delle nostre liste abbiamo tenuto altissima l'asticella dell'attenzione anche rinunciando a qualche candidatura che ci avrebbe fatto prendere qualche voto in più. Le nostre sono liste pulite" assicura e l'obiettivo è "governare la Calabria in continuità con l'opera di Jole Santelli". Che però era sempre stata attenta a sottolineare "io la mano sul fuoco non la metto per nessuno, anche perché negli ultimi giorni di campagna elettorale succede di tutto".