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Comunali Bologna, Elly Schlein: “Ora pronti a vincere con il nuovo centrosinistra. Questo voto è un test nazionale"

Ellly Schlein 
La vicepresidente dell'Emilia Romagna: "Renzi, Calenda e Bonino decidano da che parte stare- Salvini dimezzato, usa le comunali per le guerre interne"
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"Domenica e lunedì andranno a votare 12 milioni di persone e noi ci prepariamo a vincere. La storia della destra destinata a trionfare, alle amministrative e alle politiche, ce la siamo lasciata definitivamente alle spalle". Elly Schlein, vicepresidente dell'Emilia Romagna, il volto più convincente della sinistra ecologista, ha pochi dubbi sull'esito elettorale.

Da cosa le deriva tanto ottimismo?
"Mentre noi da mesi ci stiamo preoccupando di costruire un fronte progressista ed ecologista per dare una prospettiva al Paese sulle grandi sfide per il futuro, Salvini e Meloni stanno usando il voto nelle città per fare le primarie del centrode…

"Domenica e lunedì andranno a votare 12 milioni di persone e noi ci prepariamo a vincere. La storia della destra destinata a trionfare, alle amministrative e alle politiche, ce la siamo lasciata definitivamente alle spalle". Elly Schlein, vicepresidente dell'Emilia Romagna, il volto più convincente della sinistra ecologista, ha pochi dubbi sull'esito elettorale.

Da cosa le deriva tanto ottimismo?
"Mentre noi da mesi ci stiamo preoccupando di costruire un fronte progressista ed ecologista per dare una prospettiva al Paese sulle grandi sfide per il futuro, Salvini e Meloni stanno usando il voto nelle città per fare le primarie del centrodestra. Una competizione tutta interna per stabilire chi dovrà essere il leader, trascurando totalmente i problemi dei cittadini e del Paese".

Noi chi, scusi? Il centrosinistra che corre alle comunali ha geometrie variabili e perimetro incerto: i guai del centrodestra basteranno a risolvere il rebus sull'identità e i confini della vostra coalizione?
"Con le amministrative si è avviato un percorso che parte dai territori e prepara la strada a una proposta forte e condivisa, anche a livello nazionale. L'unità di per sé non è un valore, lo diventa se e quando si coniuga una coerenza di progetto con una visione di futuro. È accaduto a Bologna, dove siamo riusciti a organizzare, attorno a una candidatura credibile e seria come quella di Matteo Lepore, un disegno chiaro per la città che tiene insieme il contrasto alle diseguaglianze e la necessità di una vera transizione ecologica. Aggregando un campo più ampio di quelli visti altrove, grazie anche al fondamentale contributo della nostra Coalizione civica Coraggiosa, che ha saputo unire la sinistra e si è aperta alla società. Guidata da una leader giovane e femminista come Emily Clancy".

Sta dicendo che il nuovo centrosinistra dovrà partire dal programma, anziché dalle sigle di partito? Una sorta di Unione 2.0, sperando che non faccia la stessa fine?
"Mi pare superata l'epoca in cui i leader si chiudevano in una stanza per stabilire a tavolino questo a te quell'altro a me. Una coalizione coesa, in grado di sfidare e battere le destre alle politiche, si costruisce sui temi: giustizia sociale, lavoro di qualità e vera transizione ecologica. Su queste tre urgenze tante persone che hanno votato Pd, le liste della sinistra ecologista e M5S la pensano già allo stesso modo".

Ma non è sufficiente, per vincere servono anche i moderati: Renzi, Calenda, Bonino... Ce la farete a portarli dalla vostra parte?
"Sono loro che devono decidere una volta per sempre da che parte stare, non si possono avere ambiguità tra il campo progressista e quello del centrodestra. Faccio un esempio. L'altro giorno, ospiti della Cgil, è emersa per la prima volta la convergenza di tre aree politiche - rappresentate da me, Letta e Conte - sul salario minimo: un tema decisivo in un Paese in cui ci sono 2,5 milioni di lavoratori poveri. Serve una legge sulla rappresentanza che elimini i contratti pirata e rafforzare quelli collettivi; è ineludibile fissare una soglia retributiva sotto la quale non si tratta più di lavoro, ma di sfruttamento. Penso ci si possa ragionare anche con le forze moderate".

E chi potrebbe essere il federatore di questa larga coalizione? Letta, Conte, un papa straniero?
"Lasciamo alla destra i litigi su chi deve fare il capo a scapito dell'interesse collettivo. Letta ha inaugurato una stagione coraggiosa di dialogo sui temi, tanto col M5S quanto con la sinistra ecologista. Ora bisogna aprirsi di più alle persone, alle associazioni e alle mobilitazioni. I partiti, da soli, non bastano".

La crisi della Lega e di Salvini quanto peserà sul risultato di lunedì?
"Sono giorni difficili per Salvini, che ormai è un leader dimezzato, non tanto per i noti fatti di cronaca, ma per l'inadeguatezza mostrata dinnanzi alle sfide globali: diseguaglianze ed emergenza climatica. Dopodiché noi abbiamo fatto una campagna tutta incentrata sul futuro delle nostre città e del Paese anziché contro gli avversari, anche perché gli avversari non c'erano, tanto sono divisi i loro leader. E' la prima tornata elettorale in cui il centrodestra si presenta così frantumato, quasi imbarazzato dai propri candidati".

E del caso Morisi cosa pensa?
"Io rispetto le indagini così come le fragilità. Le Bestie le lasciamo a loro, ma l'ipocrisia di Salvini è insopportabile. Per anni ha inquinato il dibattito pubblico facendo degli ultimi e dei deboli il capro espiatorio del Paese. Ricordo ancora le parole su Stefano Cucchi. Ha sempre soffiato sul disagio delle persone, senza offrire soluzioni concrete ma cercando di aizzarle contro il nemico di turno: migranti, persinone Lgbtqi, intellettuali. Poi però quando si tratta dei suoi amici, si fanno due pesi e due misure".