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Renzi e Calenda "quasi amici" ma è duello per conquistare il centro

Matteo Renzi e Carlo Calenda 

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Il risultato del voto per il Campidoglio rimescola le carte di quell'area di elettorato alla quale puntano entrambi gli ex esponenti Pd
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ROMA - Il "fenomeno" Calenda rimescola le carte in quell'area centrista di cui Renzi si ritiene il dominus. Entrambi istrionici e fumantini, riformisti e liberali, fuoriusciti dal Pd e leader di due partiti - Azione e Italia Viva - accreditati nei sondaggi nazionali pre-amministrative a un punteggio calcolato sulle dita di una mano, eccoli riacquistare centralità grazie al risultato della "lista Calenda" per il Campidoglio. 

Ma sono già in competizione. Appena, appena tenuta sotto traccia anche se entrambi, prima Renzi e poi finalmente Calenda, hanno detto che voteranno il dem Gualtieri. A chi gli chiede se Carlo Calenda stia insidiando la leadership del centro, Renzi risponde "con Carlo vado d'accordo, assolutamente sì". Calenda dal canto suo dichiara che nel polo riformista, pragmatico e liberaldemocratico a cui intende lavorare non pensa ad accordi tra ceto politico. Girerà l'Italia ("Da Bolzano a Sira…

ROMA - Il "fenomeno" Calenda rimescola le carte in quell'area centrista di cui Renzi si ritiene il dominus. Entrambi istrionici e fumantini, riformisti e liberali, fuoriusciti dal Pd e leader di due partiti - Azione e Italia Viva - accreditati nei sondaggi nazionali pre-amministrative a un punteggio calcolato sulle dita di una mano, eccoli riacquistare centralità grazie al risultato della "lista Calenda" per il Campidoglio. 

Ma sono già in competizione. Appena, appena tenuta sotto traccia anche se entrambi, prima Renzi e poi finalmente Calenda, hanno detto che voteranno il dem Gualtieri. A chi gli chiede se Carlo Calenda stia insidiando la leadership del centro, Renzi risponde "con Carlo vado d'accordo, assolutamente sì". Calenda dal canto suo dichiara che nel polo riformista, pragmatico e liberaldemocratico a cui intende lavorare non pensa ad accordi tra ceto politico. Girerà l'Italia ("Da Bolzano a Siracusa"), avrà confronti con Carlo Cottarelli, Marco Bentivogli, anche con Emma Bonino. E Renzi? "Con Renzi il problema è che l'attività di leader politico non è conciliabile con quella di businessman. Ma in Italia viva ci sono persone di qualità come Elena Bonetti", dichiara il leader di Azione a La Stampa, forte del 20% di voti di lista con cui ha superato sia Fratelli d'Italia che il Pd a Roma. Una stoccata. Il leader di Italia Viva non raccoglie. Risponde in tv su La7: "Carlo è un po' così e cerca di fare qualche polemica anche con gli amici. È andato molto bene a Roma e lo abbiamo sostenuto convintamente". Però sui social circolano i numeri e le foto della superiorità renziana. Un esempio: i due consiglieri comunali largamente più votati della lista Calenda a Roma sono due giovani di Italia Viva, Valerio Casini e Francesca Leoncini. Sui social c'è la loro foto e un applauso: "Bravi". 

"Italia Viva è inspiegabilmente viva", ammette il leader. Che in privato ha confidato: se Azione, il partito di Calenda, voleva lanciare una Opa sull'area liberal democratica e riformista, ebbene non può farlo, non ha i numeri né la struttura. E qui i renziani offrono l'elenco dei loro risultati in giro per le amministrative. A Napoli la lista "Napoli viva" composta da renziani e forzisti in libera uscita, ha ottenuto il 5,6%. Azione con il suo simbolo lo 0,4%. A Milano nella lista dei riformisti per Sala la più votata è Lisa Noja di Iv. Comunque domenica nell'assemblea del partito, la questione della "competition is competition" con Calenda sarà affrontata. 

Dice Ettore Rosato, coordinatore di Italia viva e vice presidente della Camera: "Iv esce rafforzata e soddisfatta e con l'idea di un polo riformista ampio con le forze laiche, moderate e cattoliche che vanno da ministre di Forza Italia a +Europa". E Calenda? "Con lui per le elezioni romane abbiamo fatto un bellissimo lavoro: sarà co-protagonista del progetto, se vorrà". 

D'altra parte Renzi lo va ripetendo da tempo come un mantra, adesso con più forza convinto com'è che i populisti siano finiti e i 5Stelle in rapida dissoluzione "in 15 mesi": "L'area riformista, dai moderati che non vogliono Salvini e Meloni fino ai democratici che non vogliono morire grillini, è fortissima... e questo è fondamentale in vista del 2023. Noi con l'1% abbiamo preso più consiglieri comunali dei 5Stelle".

Da +Europa, tra i sostenitori di Calenda sindaco, l'appello "a una federazione per un'area liberaldemocratica", ribadisce Benedetto Della Vedova dopo un colloquio con Calenda. Il Pd è pronto a capitalizzare l'allargamento del centrosinistra in ogni direzione: da Conte a Calenda e Renzi, modello che ritiene vincente.