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No Green Pass, il Pd al governo: "Sciolga Forza Nuova per decreto". Ecco il testo della mozione

Le capigruppo Malpezzi e Serracchiani: "Sono movimenti di chiara ispirazione fascista, vanno fermati. L'assalto alla Cgil e l'escalation di violenza in occasione delle manifestazioni contro il Green Pass  giustificano l'intervento urgente"
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Il Partito democratico ha depositato in Senato e alla Camera - prime firmatarie, le capogruppo Simona Malpezzi  e Debora Serracchiani - la mozione con cui si chiede al governo di "dare seguito al dettato costituzionale in materia di divieto di riorganizzazione del disciolto partito fascista" provvedendo "allo scioglimento di Forza Nuova e di tutti i movimenti politici di chiara ispirazione neofascista artefici di condotte punibili ai sensi delle leggi attuative della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione repubblicana". Un testo su cui si spera possano convergere tutti i partiti presenti in Parlamento. "Ci auguriamo che tutte le forze politiche autenticamente democratiche sottoscrivano la nostra mozione", auspicano infatti Sarracchiani e Malpezzi, rendendo noto che verrà sollecitata la calendarizzazione immediata in aula. "È arrivato il momento di finirla con le ambiguità nei confronti del fascismo", s…

Il Partito democratico ha depositato in Senato e alla Camera - prime firmatarie, le capogruppo Simona Malpezzi  e Debora Serracchiani - la mozione con cui si chiede al governo di "dare seguito al dettato costituzionale in materia di divieto di riorganizzazione del disciolto partito fascista" provvedendo "allo scioglimento di Forza Nuova e di tutti i movimenti politici di chiara ispirazione neofascista artefici di condotte punibili ai sensi delle leggi attuative della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione repubblicana". Un testo su cui si spera possano convergere tutti i partiti presenti in Parlamento. "Ci auguriamo che tutte le forze politiche autenticamente democratiche sottoscrivano la nostra mozione", auspicano infatti Sarracchiani e Malpezzi, rendendo noto che verrà sollecitata la calendarizzazione immediata in aula. "È arrivato il momento di finirla con le ambiguità nei confronti del fascismo", spiegano. "Crediamo che qualunque forza politica che ambisca a governare il Paese debba sottoscrivere, senza se e senza ma, questo atto parlamentare che non fa altro che ribadire ciò che è scritto a chiare lettere nella Costituzione: la nostra Repubblica è antifascista".

La descrizione dei fatti

La richiesta parte dalla descrizione di quanto accaduto sabato scorso, in occasione della manifestazione nel centro di Roma contro l'obbligo del Green pass per i lavoratori  (che entrerà in vigore il 15 ottobre) quando "per l'intero pomeriggio e fino a tarda sera - si legge nella mozione - soggetti appartenenti a Forza Nuova e ad altre organizzazioni di estrema destra hanno tentato di assaltare le istituzioni, dando luogo a duri scontri con la polizia, a numerosi episodi di violenza e di vandalismo culminati con il grave danneggiamento della sede della Cgil, dove alcuni manifestanti hanno fatto irruzione al piano terra devastando diverse stanze". Prosegue poi con la denuncia dei presunti responsabili: "I leader di Forza Nuova, Roberto Fiore e Giuliano Castellino, erano a capo di quei manifestanti che si sono staccati dal corteo proprio per assaltare la sede della Cgil, dopo aver minacciato dal palco con le parole "Stasera ci prendiamo Roma" ed essersi diretti verso Palazzo Chigi". E conclude con il triste polletino della giornata: "Al momento sono dodici le persone arrestate per i suddetti fatti, fra i quali Roberto Fiore, Giuliano Castellino e Luigi Aronica, un esponente dei Nar, per numerosi reati fra i quali violenza e resistenza a pubblico ufficiale, lesioni aggravate, danneggiamento aggravato, devastazione e saccheggio. Trentotto i feriti tra agenti di polizia, finanzieri, giornalisti e passanti".

La reazione delle istituzioni

Quindi si ricorda che, "come dichiarato dalla Ministra dell'interno Lamorgese, si è trattato di atti di violenza con un'"inquietante carica eversiva", in cui erano evidenti la matrice neofascista, la premeditazione nella scelta degli obiettivi e l'utilizzo della violenza quale "metodo" di azione politica per realizzare un attacco alla democrazia, alle istituzioni e ai sindacati che della democrazia rappresentano un importante presidio". Perciò i parlamentari del Pd chiedono al governo di agire in fretta: "Si tratta solo - scrivono - dell'ultimo di decine di inquietanti episodi di violenza, verificatisi e intensificatisi negli ultimi anni, riconducibile a partiti e movimenti di estrema destra che si organizzano sui social network per infiltrarsi in manifestazioni organizzate allo scopo di alimentare la tensione sociale e compiere atti di violenza e vandalismo". Azioni frutto di un'escalation "dall'evidente matrice fascista, troppo spesso derubricate a gesti di pochi e isolati individui violenti, con la volontà di minimizzare in modo colpevole, ambiguo e irresponsabile l'ispirazione di queste organizzazioni politiche all'eredità del Ventennio fascista e l'uso della forza e della violenza come "metodo" di azione politica in radicale contrapposizione con l'identità antifascista della Costituzione repubblicana".

Il richiamo alla Costituzione

È la nostra Carta fondamentale a giusitificare, secondo il Pd, l'intervento del governo. Nel testo della mozione si richiama infatti la "XII disposizione transitoria e finale della Costituzione" che "vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista". A cui si richiama la Legge Scelba approvata nel 1952 allorché all'art.1 specifica: "Si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista".

Da questo assunto derivano le due possibilità di messa al bando delle organizzazioni neofasciste previste dal successivo art.3: una a seguito di sentenza della magistratura, in esito alla quale "il ministro dell'interno, sentito il Consiglio dei Ministri, ordina lo scioglimento e la confisca dei beni dell'associazione, del movimento o del gruppo"; l'altra per iniziativa del governo che provvede con decreto legge "nei casi straordinari di necessità e di urgenza" e sempre che ricorra "taluna delle ipotesi previste nell'articolo 1".

I precedenti

"Sono tre, nel nostro Paese, i casi di movimenti politici sciolti in virtù della c.d. legge Scelba", prosegue la mozione:"Il caso di Ordine Nuovo, sciolto nel 1973, quello di Avanguardia Nazionale, sciolto nel 1976, e quello più recente del Fronte nazionale, sciolto nel 2000, a tutela della legalità democratica e repubblicana sancita dalla Costituzione", E siccome è "fuor di dubbio che Forza Nuova sia un'organizzazione politica di estrema destra che si ispira al fascismo, come stabilito da una sentenza della Corte di Cassazione (sezione V penale, 8 gennaio 2010, sentenza n. 19449)" che ribadisce l'ispirazione fascista del movimento fondato da Roberto Fiore, Forza nuova va sciolta subito perché "quanto avvenuto il 9 ottobre scorso a Roma rientra chiaramente tra le fattispecie previste dalla legge Scelba, ovvero l'uso della violenza quale metodo di lotta politica, il propugnare la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione, la denigrazione della democrazia e delle sue istituzioni".