No Green Pass, regole democratiche contro l’eversione: l’allarme di Mattarella
di Concetto Vecchio , di Concetto VecchioROMA - Fino all'altra sera Sergio Mattarella era convinto di poter rappresentare oggi e domani a Berlino, dove saluterà Angela Merkel e incontrerà il presidente Franz-Walter Steinmeier, un'Italia stabile, col vento in poppa, il Covid sotto controllo e un premier che gode della stima di buona parte del mondo. Quell'immagine resta, naturalmente, tuttavia l'assalto della teppaglia fascista alla sede della Cgil incrina giocoforza la rappresentazione, con tutto il suo carico di inquietudine che quel gesto drammatico reca con sé.
È stato passato il segno, è l'umore che prevale al Quirinale. Le immagini dell'irruzione hanno suscitato vivissima impressione nel Capo dello Stato. Sabato sera perciò Mattarella ha voluto subito chiamare Maurizio Landini per esprimergli la vicinanza di quella Repubblica "che si fonda sull'antifascismo", come ha ripetuto in più occasioni pubbliche. Ci sono poi dettagli rivelator…
ROMA - Fino all'altra sera Sergio Mattarella era convinto di poter rappresentare oggi e domani a Berlino, dove saluterà Angela Merkel e incontrerà il presidente Franz-Walter Steinmeier, un'Italia stabile, col vento in poppa, il Covid sotto controllo e un premier che gode della stima di buona parte del mondo. Quell'immagine resta, naturalmente, tuttavia l'assalto della teppaglia fascista alla sede della Cgil incrina giocoforza la rappresentazione, con tutto il suo carico di inquietudine che quel gesto drammatico reca con sé.
È stato passato il segno, è l'umore che prevale al Quirinale. Le immagini dell'irruzione hanno suscitato vivissima impressione nel Capo dello Stato. Sabato sera perciò Mattarella ha voluto subito chiamare Maurizio Landini per esprimergli la vicinanza di quella Repubblica "che si fonda sull'antifascismo", come ha ripetuto in più occasioni pubbliche. Ci sono poi dettagli rivelatori. Non è passata inosservata quella macchina della polizia messa a presidio del portone di palazzo Chigi: a significare simbolicamente la concreta minaccia alla democrazia.
Quella di sabato è vista come una ferita, per il richiamo tragico al Ventennio, e per la scelta dell'obiettivo, un corpo intermedio, al cui valore Mattarella ha dedicato più di un intervento nel suo settennato. Ovviamente, trapelava ieri dal Colle, non è in discussione il diritto costituzionale a manifestare, sempre legittimo anche in presenza di raduni anti scientifici (il suo pensiero pro vaccini il Presidente l'ha espresso in numerosissime occassioni), ma quel che è accaduto dopo la manifestazione è tecnicamente un fatto eversivo, di chi non riconosce le istituzioni, e che va affrontato e risolto con le leggi della democrazia. Ciò vale anche per lo scioglimento eventuale di Forza Nuova, il cui destino è nelle mani del governo, cui spetta dichiararlo fuorilegge una volta che in Parlamento sarà presentata la relativa mozione.
Il resto deve farlo la politica con la sua paziente tessitura. Nel senso che la repressione non può mai essere l'unica arma. Un mese fa, incontrando gli studenti di Conversano, in Puglia, il Presidente li aveva esortati a "impedire che il fascismo possa tornare". Ai pericoli autoritari Mattarella ha dedicato una parte non piccola delle sue energie. Ha contestato chi equiparava stoltamente "i due campi in conflitto". Si è detto contrario "ai colpi di spugna sulla storia", ricordando ogni volta che poteva che la Costituzione nasce "dalla Resistenza". "Dire che il fascismo ebbe alcuni meriti, ma fece due gravi errori - le leggi razziali e l'entrata in guerra - è un'alterazione inaccettabile, da respingere con determinazione", affermò nel gennaio 2018. Proprio in quei giorni Mattarella nominava Liliana Segre senatrice a vita. Insomma, è compito della politica, e non solo, esercitare la pedagogia repubblicana affinché si prosciughi nella società l'humus del ribellismo squadrista che strumentalizza la protesta contro il Green Pass.
Tutto questo avviene mentre il Capo dello Stato va in Germania. Nel 2015, appena eletto, Mattarella fece due viaggi: a Bruxelles e a Berlino. Nel segno dell'europeismo. E ora questa due giorni conclude idealmente il settennato (anche se altri viaggi, in Spagna e in Algeria attendono ancora il Presidente nelle prossime settimane), nel segno di un'Italia ritrovata: dopo anni turbolentissimi, i populisti sembrano in ritirata, l'Europa ha ritrovato lo slancio delle origini dopo la pandemia, e gli anti euro di casa nostra stanno al governo con Draghi. Non era scontato. Mattarella vi ha svolto un ruolo decisivo, alle prese con una legislatura turbolenta, con addirittura tre governi di natura diversa. I vecchi rapporti di forza nel Vecchio Continente sono stati però ripristinati, come dimostra il viaggio di ricucitura fatto a luglio a Parigi.
L'incontro con Angela Merkel è previsto per domani mattina. Poi in ambasciata, alla presenza di Steinmeier, ci sarà la premiazione dei Comuni vincitori del premio dei presidenti per la Cooperazione comunale tra Italia e Germania