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Mattarella in Germania, il saluto di Steinmeier all'amico presidente: "Serve un’Italia forte"

Il presidente della Repubblica tedesco, Frank-Walter Steinmeier (afp)
Per il presidente tedesco in occasione della visita del capo di Stato: "È un convinto europeista e garantisce un Paese partner affidabile in Europa"
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BERLINO - "'Noi non potremo avere perfetta vita senza amici', si dice nella Divina Commedia di Dante. In politica non si trovano tanto spesso amici. Maggiore è, pertanto, la gioia che provo nell'aver trovato un amico in Sergio Mattarella. Un presidente con i medesimi principi, per cui la democrazia e lo Stato di diritto, l'equilibrio sociale e la forza della ragione non sono concetti astratti, ma responsabilità vissuta". Che la sintonia tra Frank-Walter Steinmeier e Sergio Mattarella sia sempre stata straordinaria, non è un mistero. Che nel tempo si sia trasformata in un'amicizia lo testimoniano queste affettuose parole che il presidente della Repubblica tedesco ha voluto rivolgergli alla vigilia della visita di Mattarella a Berlino. E che Steinmeier ha consegnato in esclusiva a Repubblica.

Mattarella è per Steinmeier anche "un amico che è al cento per cento un convinto europeista - e che garantisce che l'Itali…

BERLINO - "'Noi non potremo avere perfetta vita senza amici', si dice nella Divina Commedia di Dante. In politica non si trovano tanto spesso amici. Maggiore è, pertanto, la gioia che provo nell'aver trovato un amico in Sergio Mattarella. Un presidente con i medesimi principi, per cui la democrazia e lo Stato di diritto, l'equilibrio sociale e la forza della ragione non sono concetti astratti, ma responsabilità vissuta". Che la sintonia tra Frank-Walter Steinmeier e Sergio Mattarella sia sempre stata straordinaria, non è un mistero. Che nel tempo si sia trasformata in un'amicizia lo testimoniano queste affettuose parole che il presidente della Repubblica tedesco ha voluto rivolgergli alla vigilia della visita di Mattarella a Berlino. E che Steinmeier ha consegnato in esclusiva a Repubblica.

Mattarella è per Steinmeier anche "un amico che è al cento per cento un convinto europeista - e che garantisce che l'Italia rimanga un partner affidabile e forte in Europa. L'Europa in futuro ha bisogno più che mai di questa Italia forte - e la Germania e l'Italia hanno bisogno l'una dell'altra". Nei suoi frequenti viaggi in Italia in questi anni, il presidente tedesco non si è mai dimenticato di visitare i luoghi tragici delle stragi naziste, di chiedere scusa alle vittime delle Fosse Ardeatine, di Sant'Anna di Stazzema, di Marzabotto, di Civitella o di Fivizzano. E in entrambi i presidenti è forte la consapevolezza che la storia serva anche ad affrontare con lucida e severa vigilanza i fatti orribili di questi giorni, i rigurgiti neri che possono sempre tornare a ferire il presente. In quelle occasioni, e in particolare durante la visita a Fivizzano del 2019 Steinmeier è anche rimasto impressionato dall'amore degli italiani per Mattarella, dai lunghi applausi con cui tanti cittadini lo accoglievano.

Anche nei momenti più difficili dei rapporti tra Italia e Germania, come durante il governo Conte I, quando la Lega al governo picconava quotidianamente Merkel e i 5Stelle assediavano il Quirinale, gli scambi tra i due capi di Stato sono sempre riusciti a mantenere salda una relazione tra due indispensabili membri dell'Ue. È un legame che potrà essere arricchito dalla cooperazione tra Comuni lanciata dai due presidenti. Per Steinmeier, infatti, l'Europa "non viene costruita solo nelle capitali e a Bruxelles. Viene costruita nella città e nei Comuni che pensano e agiscono oltrepassando i confini. Nel momento più difficile della pandemia ho istituito con il presidente Mattarella un "premio dei Presidenti per la cooperazione comunale fra Germania e Italia". La risonanza è stata enorme. Si sono candidati oltre 140 Comuni. Questo dimostra quanto sia vivace il nostro partenariato. Sono molto felice di poter onorare con questo premio, assieme al presidente Mattarella, cinque gemellaggi particolarmente innovativi e sostenere così la convivenza italo- tedesca in Europa".