Scontri Roma, domani gli interrogatori degli arrestati di Forza Nuova: rischiano tra gli 8 e i 15 anni di carcere
di Andrea Ossino , di Andrea OssinoI fascicoli d'inchiesta su quanto accaduto sabato scorso nella Capitale aumentano di ora in ora, mentre i nomi di esponenti di Forza Nuova vengono iscritti sul registro degli indagati, sulle denunce delle forze dell'ordine e sulle richieste di convalida di arresto firmate dalla procura di Roma. L'ultimo atto è stato formalizzato. I magistrati romani hanno chiesto di prolungare la permanenza in carcere di sei delle dodici persone fermate dopo l'assalto al più grande e antico sindacato italiano, la Cgil. Il leader romano di Forza Nuova Giuliano Castellino, il suo mentore Roberto Fiore, la new entry Pamela Testa, la vecchia gloria dei Nar Salvatore Aronica, il volto di "io apro" Biagio Passaro e Salvatore Lubrano sono dietro le sbarre. Attendono di essere interrogati.
I fascicoli d'inchiesta su quanto accaduto sabato scorso nella Capitale aumentano di ora in ora, mentre i nomi di esponenti di Forza Nuova vengono iscritti sul registro degli indagati, sulle denunce delle forze dell'ordine e sulle richieste di convalida di arresto firmate dalla procura di Roma. L'ultimo atto è stato formalizzato. I magistrati romani hanno chiesto di prolungare la permanenza in carcere di sei delle dodici persone fermate dopo l'assalto al più grande e antico sindacato italiano, la Cgil. Il leader romano di Forza Nuova Giuliano Castellino, il suo mentore Roberto Fiore, la new entry Pamela Testa, la vecchia gloria dei Nar Salvatore Aronica, il volto di "io apro" Biagio Passaro e Salvatore Lubrano sono dietro le sbarre. Attendono di essere interrogati.
Domani si troveranno faccia a faccia con il gip e sperano di riuscire a respingere le accuse contestate: invasione di edifici, istigazione a delinquere, devastazione e saccheggio. È proprio quest'ultimo reato a preoccupare maggiormente le difese degli indagati. Potrebbe costare ai protagonisti dell'indagine dagli 8 ai 15 anni di carcere. E, paradossalmente, è un'accusa che trova le sue fondamenta in regi decreti e codici emessi proprio in quell'epoca fascista tanto decantata da Fiore e i suoi adepti. "Ho parlato con il mio assistito. Risponderà alle domande. È estremamente sereno e tranquillo perché con ragionevolezza si potranno dimostrare elementi oggettivi che sottolineano l'estraneità ai fatti", dice l'avvocato di Aronica, Paolo Colosimo.
Nel frattempo le indagini vanno avanti. La polizia e la Digos di Roma acquisiscono filmati, li analizzano e li spediscono in tutta Italia. Perché se i rivoltosi provengono da Nord a Sud dello "Stivale", occorre la collaborazione di tutte le forze dell'ordine. In questo modo è più facile individuare i facinorosi che hanno preso parte agli scontri. Le segnalazioni sono numerose. Tra i denunciati a piede libero appaiono anche i nomi di altri esponenti del partito di estrema destra: il capo ultrà del Verona Luca Castellini, il leader palermitano Massimiliano Ursino e l'esponente di punta di Arezzo, Lorenzo Franceschini, il "Ciclone".
Vengono da tutta Italia, gravitano intorno a Forza Nuova, dalla cui sede è partito quel manipolo di 50 persone che si è posto alla testa di un corteo ampio e agguerrito: 1500 facinorosi pronti a invadere i luoghi della democrazia. Sui portale forzanuova.eu, adesso chiuso, appaiono scritte definite dagli inquirenti "apologetiche", le stesse che hanno portato l'iscrizione nel registro degli indagati di altri 4 militanti.
Gli elementi sono diversi. E non è escluso infatti che a breve gli inquirenti possano ipotizzare e contestare reati ben più gravi, in relazione a uno scontro che ha tutta l'aria di essere stato organizzato, frutto di una strategia. Non a caso nel pool di magistrati che si apprestano a lavorare sulla vicenda verrà inserito anche un pm che si occupa di terrorismo.