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Alleanze trasversali, 'Pantalone' e trincee: così gli schieramenti dei partiti sul tampone gratuito

Viaggio negli umori della politica alla vigilia dell'obbligo del Green Pass nei luoghi di lavoro
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ROMA - “Né sui lavoratori, né sulle aziende”, scandisce Giorgia Meloni. “Il costo dei tamponi ricada interamente sullo Stato!”.

Matteo Salvini ripete anche lui "tamponi gratis!", ma con sano realismo lavora in realtà per averli a prezzi calmierati.

Quella di Meloni si può sintetizzare come la posizione 'paga pantalone'. Per Salvini lo Stato deve tirare fuori i soldi, ma solo in parte.

Fantasiosa la proposta che Giuseppe Conte aveva fatto nei giorni fa: “Noi abbiamo invocato e proposto il tampone gratis, quindi adesso bisogna vedere per quanto riguarda le dotazioni finanziarie”. Insomma, viva i test gratuiti se ci sono i fondi. Ieri sera, con un post, ha proposto invece di "calmierare il costo dei tamponi".

Serve un miliardo di euro da qui a dicembre per i tamponi gratuiti, ha calcolato Beppe Grillo. Il fondatore è per accollare tutto alle casse pubbliche. Cioè, a tutti noi che…

ROMA - “Né sui lavoratori, né sulle aziende”, scandisce Giorgia Meloni. “Il costo dei tamponi ricada interamente sullo Stato!”.

Matteo Salvini ripete anche lui "tamponi gratis!", ma con sano realismo lavora in realtà per averli a prezzi calmierati.

Quella di Meloni si può sintetizzare come la posizione 'paga pantalone'. Per Salvini lo Stato deve tirare fuori i soldi, ma solo in parte.

Fantasiosa la proposta che Giuseppe Conte aveva fatto nei giorni fa: “Noi abbiamo invocato e proposto il tampone gratis, quindi adesso bisogna vedere per quanto riguarda le dotazioni finanziarie”. Insomma, viva i test gratuiti se ci sono i fondi. Ieri sera, con un post, ha proposto invece di "calmierare il costo dei tamponi".

Serve un miliardo di euro da qui a dicembre per i tamponi gratuiti, ha calcolato Beppe Grillo. Il fondatore è per accollare tutto alle casse pubbliche. Cioè, a tutti noi che ci siamo vaccinati gratis.

Mancano 24 ore dall’ora x. Il Venerdì nero che rischia di paralizzare il Paese. Porti bloccati. Scaffali vuoti nei supermercati. Niente regali a Natale. Vendemmia a rischio. C'è chi paventa un Paese come in tempo di guerra. Il dibattito pubblico su come venire incontro ai lavoratori privi di Qrcode è al solito gladiatorio e sovreccitato. Con una confusione di posizioni notevole. E strane alleanze: il centrodestra spaccato, perché Forza Italia è sulla linea Draghi, e i grillini si sono saldati alla destra.

C’è poi il capitolo delle parti sociali. Per i sindacati, Maurizio Landini lo ripete da tempo, i tamponi devono essere a carico delle aziende. Confindustria non è d’accordo: “Paghi il dipendente che non si è voluto vaccinare”. Singole aziende hanno tuttavia sottoscritto accordi interni con i dipendenti No Vax, assumendosene il costo.

Il governo non recede. Come ha spiegato questa mattina il sottosegretario alla Sanità, Andrea Costa, al massimo concederà un abbassamento dei costi dei tamponi. Da domani si va al lavoro se si ha il Green Pass, o un tampone antigenico fatto entro un limite di 48 ore.

Che poi è la posizione condivisa da Pd, di Leu, di Italia viva, Carlo Calenda. “Far diventare il tampone gratuito significa dire sostanzialmente che chi si è vaccinato ha sbagliato” ha tagliato corto il ministro del Lavoro, Andrea Orlando. D’accordo anche un piccolo partito di centrodestra, come quello di Giovanni Toti, mentre Maurizio Lupi, presidente di Noi con l’Italia, ha tirato dal cilindro un’altra idea ancora: “Se ne facciano carico le imprese, ma lo Stato le aiuti aumentando il credito di imposta per le spese sanitarie”. Posizione aiuti di Stato, insomma.

Il dibattito è poi esploso sui tempi di validità di un tampone. Sabato mattina Salvini aveva proposto di estenderlo a 72 ore. È una proposta che fa rizzare i capelli agli esperti, perché già 48 ore rappresentano una convenzione piuttosto risicata. In quel lasso di tempo in teoria una persona risultata negativa al test  dovrebbe starsene chiusa in casa se vuol essere davvero sicura di non avere contratto il Covid. Salvini comunque sulle 72 ore ha cercato di far convergere i governatori leghisti. L’ex ministro pd Francesco Boccia ha telefonato ai cinque presidenti del centrosinistra per indurli a esprimere corale contrarietà a questa posizione, che rischiava di diventare senso comune nelle Regioni.

Il presidente veneto Zaia, in un’intervista a Repubblica, ha proposto i test fai da te nelle aziende. Dopo quella chiacchierata il Viminale ha fatto una circolare in cui apriva ai test gratis per i portuali di Trieste. Un varco nel quale si sono infilati subito Lega e Fratelli d'Italia. Il pertugio rischia di diventare una voragine. “Ci sono 17mila agenti di polizia non vaccinati”, ribadisce Salvini. (Per la Lamorgese sono meno della metà). A rischio, sostiene chi soffia sul fuoco, ci sarebbe quindi anche la sicurezza della collettività.

Resta da capire cosa faranno i riluttanti. La Fondazione Gimbe ha appena calcolato che l’effetto Green Pass è stato fin qui modesto. Le prime vaccinazioni sono scese a 50mila al giorno, dando ragione a chi sostiene che chi non si è protetto finora probabilmente non lo farà più.  Ma pure sottoporsi a un tampone tre volte alla settimana è faticoso. E c'è da capire, infine, se ci saranno sufficienti test per 3,5 milioni di lavoratori.  

Nessuno però ha ancora messo in conto la reazione di chi negli uffici e nelle aziende si ritroverà come vicino di scrivania un collega non vaccinato.