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Da domani Green Pass obbligatorio anche in Parlamento. La sanzione? Taglio di 250 euro al giorno per chi non ce l'ha

Dal 15 ottobre deputati e i senatori dovranno esibire il certificato verde. Trasgredire ha un costo: oltre alla decurtazione della diaria, pure la sospensione. Ma gli ex M5S di "Alternativa C'è" annunciano subito un ricorso alla Corte costituzionale
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Obbligo di certificazione verde per tutti i lavoratori del settore pubblico e privato. Certo, ma non solo. Da domani, 15 ottobre, infatti, anche deputati e senatori dovranno esibire il Green Pass per entrare in Parlamento. E monta la polemica alla vigilia di un venerdì che si preannuncia "nero". Quindi, mentre i lavoratori portuali di Trieste spingono per lo sciopero ad oltranza, anche una parte degli eletti in Aula annuncia battaglia contro un requisito che, oltre alla sospensione, costerà loro il taglio dello "stipendio" qualora ne risultassero sprovvisti. 

Nel decreto approvato lo scorso 17 settembre il governo aveva esteso l'obbligo di munirsi di lasciapassare a tutte le cariche elettive,…

Obbligo di certificazione verde per tutti i lavoratori del settore pubblico e privato. Certo, ma non solo. Da domani, 15 ottobre, infatti, anche deputati e senatori dovranno esibire il Green Pass per entrare in Parlamento. E monta la polemica alla vigilia di un venerdì che si preannuncia "nero". Quindi, mentre i lavoratori portuali di Trieste spingono per lo sciopero ad oltranza, anche una parte degli eletti in Aula annuncia battaglia contro un requisito che, oltre alla sospensione, costerà loro il taglio dello "stipendio" qualora ne risultassero sprovvisti. 

Nel decreto approvato lo scorso 17 settembre il governo aveva esteso l'obbligo di munirsi di lasciapassare a tutte le cariche elettive, comprese quelle di Montecitorio e Palazzo Madama. I rispettivi uffici di presidenza si sono adeguati alla norma prevedendo - è ufficiale - la sospensione e il taglio della diaria. Si trattrebbe di una decurtazione di circa 250 al giorno, pari alla cifra che gli eletti ricevono per partecipare alle votazioni. La sospensione prevista dalla delibera di Camera e Senato, dunque, si ripercuoterà anche sulla diaria dei parlamentari, percepita in base al tasso di partecipazione ai lavori dell'Aula. 

Tra parlamentari, però, la contrarietà non manca, il consenso non è affatto unanime e c'è chi annuncia battaglia (un dato certo su quanti sono i non vaccinati o comunque privi di pass lo si potrà calcolare dopo l'introduzione dell'obbligo). Perché se la maggior parte di loro - seppur contraria - si adeguerà alla nuove regole, c'è anche chi ha già annunciato che non intende esibire il certificato all'ingresso del palazzo. "Nessuno mi può impedire di entrare, dovranno preparare le forze dell'ordine", ha già fatto sapere il senatore Gianluigi Paragone, ex 5 stelle e ora leader del movimento Italexit. 

Non è un caso che siano proprio gli ex pentastellati i più intransigenti nei confronti del Green Pass. Con la svolta governista, infatti, il Movimento ha vissuto la fuoriuscita degli eletti rimasti affezionati alla vecchia linea, quella che abbracciava tesi antiscientifiche e posizioni No Vax. Gli ex grillini di Alternativa C'è, componente nata dopo il sì del M5s al governo Draghi, hanno annunciato il ricorso alla Corte costituzionale con l'obiettivo di colpire non solo la decisione presa da Camera e Senato ma anche l'intero impianto del decreto.