✕

Scontri Roma, oggi la manifestazione della Cgil a piazza San Giovanni. Il Pd ci sarà, Lega e FdI no

Il raduno alle 16 convocato con Cisl e Uil dopo l'assalto alla sede nazionale del sindacato di Landini durante il corteo della scorsa settimana dei No Green Pass. Prevista una grande mobilitazione, tra le adesioni quella di Letta, Conte e Italia viva
3 minuti di lettura

Laddove il Primo Maggio si tiene il tradizionale Concertone della Festa del lavoro, oggi ci si ritroverà contro ogni forma di fascismo. A convocare la manifestazone alle 16 a piazza San Giovanni a Roma è stato il segretario della Cgil Maurizio Landini, con Cisl e Uil, dopo gli scontri di Roma e l'assalto alla sede nazionale del sindacato durante la manifestazione dei No Green Pass. Una protesta che arriva dopo una lunga settimana di accuse lanciate da Fratelli d'Italia e Lega: nel mirino, la gestione dell'ordine pubblico durante il corteo non autorizzato dei No Vax e dopo le polemiche relative alla mozione del Pd sullo scioglimento di Forza Nuova e di tutti i movimenti di chiara ispirazione fascista. Mozione a cui la destra non ha aderito e che sarà esaminata il 20 ottobre alla Camera.

Laddove il Primo Maggio si tiene il tradizionale Concertone della Festa del lavoro, oggi ci si ritroverà contro ogni forma di fascismo. A convocare la manifestazone alle 16 a piazza San Giovanni a Roma è stato il segretario della Cgil Maurizio Landini, con Cisl e Uil, dopo gli scontri di Roma e l'assalto alla sede nazionale del sindacato durante la manifestazione dei No Green Pass. Una protesta che arriva dopo una lunga settimana di accuse lanciate da Fratelli d'Italia e Lega: nel mirino, la gestione dell'ordine pubblico durante il corteo non autorizzato dei No Vax e dopo le polemiche relative alla mozione del Pd sullo scioglimento di Forza Nuova e di tutti i movimenti di chiara ispirazione fascista. Mozione a cui la destra non ha aderito e che sarà esaminata il 20 ottobre alla Camera.

L'appello alla mobilitazione

La manifestazione, "libera, lontana dalle sirene dei partiti e della politica", partirà all'insegna dello slogan "Mai più fascismi". In un messaggio i segretari generali delle tre confederazioni sindacali spiegano che l'assalto alla Cgil è stato "un attacco a tutto il sindacato confederale italiano, al mondo del lavoro e alla nostra democrazia. Chiediamo che le organizzazioni neofasciste e neonaziste siano messe nelle condizioni di non nuocere sciogliendole per legge". Inoltre, Cigl, Cisl e Uil richiamano "tutti i cittadini e le forze sane e democratiche del Paese a mobilitarsi e a scendere in piazza" oggi.

Il Pd e l'assenza di Lega e FdI

Tra le certezze della manifestazione di oggi c'è la già annunciata assenza di Giorgia Meloni e Matteo Salvini: entrambi i leader di destra hanno deciso di non aderire all'appello della Cgil per una grande mobilitazione. "Ha ragione Salvini. La manifestazione convocata dalla Cgil è di parte. Dalla parte della Costituzione. Dalla parte della democrazia e della libertà nata antifascista, e che vuole restare tale. E ci resterà", attacca su Twitter il deputato del Pd Filippo Sensi. Proprio gli esponenti dem saranno invece in piazza oggi. Del resto nei giorni scorsi è stato lo stesso segretario dem, Enrico Letta, a invocare "un'ampia partecipazione di tutti i partiti", sottolineando che il Pd sarà in piazza "senza simboli, come cittadini italiani che pensano che la nostra Costituzione con il pilastro dell'antifascismo sia la più bella del mondo".

Ma Letta non sarà il solo leader a prendere parte alla mobilitazione. Ci saranno anche Giuseppe Conte (con molti esponenti 5 Stelle), il ministro di LeU Roberto Speranza e il portavoce di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni. Prevista anche la partecipazione di Italia viva e del candidato dem al ballottaggio delle comunali di Roma, Roberto Gualtieri.

Le adesioni

Le adesioni non sono mancate neanche dai movimenti e dalle associazioni antifasciste. In prima linea a Roma ci sarà oggi l'Anpi, per "far sentire la forza della democrazia". Il co-portavoce nazionale di Europa Verde, Angelo Bonelli, fa sapere che prenderà parte alla manifestazione a sostegno della Cgil "in forte opposizione al riemergere di rigurgiti fascisti nella nostra società". E l'associazione Libera sarà in piazza "per ribadire che il fascismo che riemerge è il sintomo di una democrazia malata e di una politica che non è più servizio per il bene comune".

Al fianco di Landini, della Cisl e della Uil si schierano anche i giornalisti. Odg, Fnsi e Usigrai per "il ritorno inquietante della sigla delle Brigate Rosse, l'assalto alla sede della Cgil, salotti tv trasformati in tribunali del popolo e inchieste ad orologeria. Dalla stampa alla piazza - si osserva - è preoccupante l'escalation di linguaggio e clima d'odio. La manifestazione sia occasione di presidio democratico per tutti i giornalisti italiani contro tutti i totalitarismi di destra e di sinistra".

Si preannuncia, dunque, una manifestazione con una grande partecipazione, considerando anche che sono previsti pullman dei sindacati da diversi regioni, tra cui Toscana, Emilia Romagna e Lombardia. Ci saranno anche i lavoratori del Teatro La Scala di Milano, aderenti a Fistel-Cisl, una delegazione dell'Acli e della Uisp,  e il presidente di Confapi, Maurizio Casasco, spiega: "Le nostre aziende rappresentano quel mondo del lavoro e della produzione che vuole ripartire in sicurezza per crescere e per far crescere l'intero Paese. Siamo con tutte (e sono tante) le persone che vogliono costruire e non distruggere, che credono nella democrazia e nello stesso tempo nel diritto di esprimere pacificamente le proprie opinioni e anche il loro dissenso".

La polemica

Ma anche chi solleva polemiche. "Io avevo aderito alla manifestazione immediatamente - ha detto Carlo Calenda, leader di Azione a Tagadà su La7. "Ora - ha aggiunto -  mi trovo non più solo quello ma una piattaforma politica e sociale, secondo me completamente sbagliata, che non può esserci se si vuole fare una grande manifestazione di tutti, dove dovrebbero esserci anche i rappresentanti della destra".