Latina, Damiano Coletta: "Io, sindaco civico di sinistra costretto a governare con la destra"
di Concetto Vecchio , di Concetto VecchioDamiano Coletta, lei è stato confermato sindaco di Latina, ma non ha la maggioranza. Come farà a governare?
"Confido nel senso di responsabilità dell'opposizione. Ci sono alcuni progetti già finanziati con i soldi del Pnnr, uno di 27 milioni, su cui servirà una convergenza. Incontrerò perciò presto i componenti del centrodestra".
La sua rimonta è stata inaspettata, però alla fine ha soltanto 11 consiglieri, l'opposizione 19. Senza la destra non andrà da nessuna parte.
"Lo so bene. E infatti bisognerà creare un governo sul modello di quello nazionale, di cui, come sindaco, potrò essere il garante vista la mia provenienza civica".
Non potrà prescindere dal supporto di Fratelli d'Italia e della Lega. Sarà mai possibile fare sintesi?
"Sì, se si riuscirà a costruire un patto di valori e di obiettivi, mettendo al centro il bene della citt&…
Damiano Coletta, lei è stato confermato sindaco di Latina, ma non ha la maggioranza. Come farà a governare?
"Confido nel senso di responsabilità dell'opposizione. Ci sono alcuni progetti già finanziati con i soldi del Pnnr, uno di 27 milioni, su cui servirà una convergenza. Incontrerò perciò presto i componenti del centrodestra".
La sua rimonta è stata inaspettata, però alla fine ha soltanto 11 consiglieri, l'opposizione 19. Senza la destra non andrà da nessuna parte.
"Lo so bene. E infatti bisognerà creare un governo sul modello di quello nazionale, di cui, come sindaco, potrò essere il garante vista la mia provenienza civica".
Non potrà prescindere dal supporto di Fratelli d'Italia e della Lega. Sarà mai possibile fare sintesi?
"Sì, se si riuscirà a costruire un patto di valori e di obiettivi, mettendo al centro il bene della città. Negli ultimi cinque anni ho svolto un lavoro di bonifica, ponendo in sicurezza il bilancio comunale. Ora bisogna procedere allo sviluppo, alla raccolta della semina".
"Durante la pandemia ho fatto un tavolo, "Latina per Latina, per ovviare all'emergenza sanitaria. Tutte le forze vi hanno collaborato. Propongo un accordo analogo, per i prossimi cinque anni"
Qual è il suo stato d'animo? Prevale più la gioia per una vittoria insperata o la delusione per non avere una maggioranza?
"La gioia. Perché la città ha scelto chi ha guardato al futuro con una progettualità sostenibile, credendo nel bene comune e nei giovani, bocciando chi prospettava un ritorno al passato. Gli elettori hanno votato per la continuità".
"Le difficoltà non mi spaventano. Sono un ex calciatore, allenato all'agonismo. E da cardiologo sono abituato alle emergenze".
Lei dopo il primo turno era indietro di 13 punti. Poi cos'è successo?
"Ci ho sempre creduto, perché avevo capito che gli elettori temevano un passo indietro rispetto ai valori di legalità, partecipazione e pari opportunità espressi negli ultimi cinque anni. Era un referendum tra due persone. Avevo buone sensazioni perché era stata apprezzata la mia gestione dell'emergenza Covid. Sono sempre stato vicino alla popolazione, con dirette Facebook quotidiane".
Il tracollo della destra però come lo spiega?
"Il mio avversario, Vincenzo Zaccheo, aveva fatto il massimo, grazie alle sette liste. E poi a un certo punto si è capito che quelli di destra non eletti non si sarebbero impegnati per lui. C'erano forti dissidi tra loro. Zaccheo non era gradito a tutti. Infatti aveva preso meno voti degli schieramenti".
La destra ha votato per lei?
"Una parte sicuramente. Ho avuto dalla mia parte gli elettori cinquestelle e i giovani. Ha contato anche il fatto che Zaccheo non ha mai acconsentito a un confronto con me. Neanche uno. Perfino in Rai ha lasciato vuota la sedia".
"Ha contato nel senso che la destra l'ha buttata sull'ideologia, dando l'impressione di rappresentare un mondo vecchio. Io parlavo di Latina, di visione, di futuro, e loro volevano intitolare il parco al fratello di Mussolini".
Per chi hanno votato i clan?
"Posso solo dire che il mio governo è andato nella direzione opposta a quella auspicata dai clan. Con me sono rimasti fuori dal palazzo. Non finirò mai di ringraziare la magistratura per il lavoro svolto in questi anni".
Le hanno coperto tutti i manifesti.
"Sì, non ne hanno lasciato libero manco uno. Si vedeva ovunque soltanto la faccia di Zaccheo. Ho detto ai miei di lasciare perdere. Così tutti si sarebbero accorti chi era dalla parte della legalità. E infatti gli elettori hanno capito benissimo".