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Difesa, la svolta operativa del governo: nominati i nuovi comandanti

Al vertice l’ammiraglio Cavo Dragone, pilota ed ex capo delle forze speciali. Alla Marina Credendino e all’Aeronautica Goretti. Tutti ufficiali con lunghe esperienze nelle missioni estere
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Cambiano quasi tutti i comandanti delle forze armate e al vertice della Difesa si insedia l'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone. Una candidatura sostenuta dal ministro Lorenzo Guerini, intorno a cui si è concretizzato il concerto di presidenza del Consiglio e Quirinale che hanno modificato il limite di età per i capi di Stato maggiore. Cavo Dragone rappresenta anche un'altra eccezione, rispetto alle nomine degli scorsi governi, perché non ha mai fatto parte di gabinetti o staff ministeriali: la sua è una carriera tutta operativa, lontana dai palazzi della politica.

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Pilota di elicotteri e di aerei a decollo verticale, nell'autunno 200…

Cambiano quasi tutti i comandanti delle forze armate e al vertice della Difesa si insedia l'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone. Una candidatura sostenuta dal ministro Lorenzo Guerini, intorno a cui si è concretizzato il concerto di presidenza del Consiglio e Quirinale che hanno modificato il limite di età per i capi di Stato maggiore. Cavo Dragone rappresenta anche un'altra eccezione, rispetto alle nomine degli scorsi governi, perché non ha mai fatto parte di gabinetti o staff ministeriali: la sua è una carriera tutta operativa, lontana dai palazzi della politica.

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Pilota di elicotteri e di aerei a decollo verticale, nell'autunno 2001 ha personalmente condotto su un caccia Harrier il primo bombardamento contro i talebani in Afghanistan, segnando l'ingresso dell'Italia nella "guerra globale al terrorismo". Poi, dopo il comando della portaerei Garibaldi, è diventato il numero uno del Comsubin, i celebri incursori subacquei della Marina, e successivamente di tutte le forze speciali, coordinando le iniziative più delicate contro lo Stato Islamico in Iraq. Il passo successivo è stato il Comando Operativo Interforze, la struttura nella base di Centocelle che dirige tutte le attività, dentro e fuori i confini nazionali.

L'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone 

Capo di Stato maggiore della Marina dal 2019, Cavo Dragone è noto per le maniere dirette e poco diplomatiche. Sulla scrivania tiene il casco di volo con il soprannome "The Duke" e nel curriculum istituzionale ha voluto scrivere: "Anche se con un po' di ruggine, si pregia del titolo di cintura nera di 1° Dan di Karate stile Shotokan". E l'ammiraglio, ex numero uno di tutti gli incursori, ora avrà come vice Carmine Masiello, ex generale della Folgore veterano delle spedizioni internazionali più difficili.

Al vertice della Marina è stato nominato Enrico Credendino, molto noto a livello europeo per la direzione dell'operazione Sophia: si è trattato del più importante dispositivo militare mai creato dalla Ue, che ha pattugliato il canale di Sicilia per soccorrere i migranti e combattere gli scafisti. La flotta di Sophia è stata poi bloccata anche per volontà del primo governo Conte, con Matteo Salvini all'Interno: oggi l'attività prosegue in forma ridotta con l'operazione Irini. Infine all'Aeronautica arriva Luca Goretti, attuale numero due e altro generale di lunga esperienza: pilota di cacciabombardiere Tornado, ha preso parte al primo conflitto del Golfo nel 1991, a quelli di Bosnia e del Kosovo.

Come si vede, le scelte del governo Draghi hanno privilegiato la vocazione più operativa dei nostri militari, che si è imposta negli scenari internazionali e nel contributo al contrasto della pandemia. L'esecutivo invece non si è ancora pronunciato sulla sostituzione di Luciano Portolano, che da due settimane ha lasciato la poltrona del Comando Operativo Interforze: una scelta che aumenta le voci sulla possibilità che nei prossimi mesi l'incarico sia affidato al generale Francesco Paolo Figliuolo, una volta completato il programma di vaccinazione.