Legge elettorale, Ceccanti: "Serve il proporzionale con premio di maggioranza"
di Gabriele Bartoloni , di Gabriele BartoloniIl Rosatellum è la legge elettorale con cui è stato eletto il Parlamento nel 2018. Per un terzo maggioritaria e per due terzi proporzionale, "potrebbe portare il Parlamento a non avere una maggioranza o addirittura ad avere una eccessiva". Parla di Stefano Ceccanti, costituzionalista e deputato del Pd
Onorevole Ceccanti, quale sarebbe la legge elettorale più adatta in questo momento?
"Io personalmente punterei su un sistema proporzionale con premio di maggioranza, che possa portare chi prende il 40 percento dei voti a un numero di seggi non superiore al 55 per cento. Questo garantirebbe la legittimazione di una maggioranza e contemporaneamente la bloccherebbe a un livello di seggi tale da non conferirle un potere sproporzionato. Sicuramente sarebbe più ragionevole rispetto alla legge che abbiamo ora".
Il Rosatellum è la legge elettorale con cui è stato eletto il Parlamento nel 2018. Per un terzo maggioritaria e per due terzi proporzionale, "potrebbe portare il Parlamento a non avere una maggioranza o addirittura ad avere una eccessiva". Parla di Stefano Ceccanti, costituzionalista e deputato del Pd
Onorevole Ceccanti, quale sarebbe la legge elettorale più adatta in questo momento?
"Io personalmente punterei su un sistema proporzionale con premio di maggioranza, che possa portare chi prende il 40 percento dei voti a un numero di seggi non superiore al 55 per cento. Questo garantirebbe la legittimazione di una maggioranza e contemporaneamente la bloccherebbe a un livello di seggi tale da non conferirle un potere sproporzionato. Sicuramente sarebbe più ragionevole rispetto alla legge che abbiamo ora".
Perché?
"Il Rosatellum potrebbe portare il Parlamento a non avere una maggioranza o addirittura ad avere una eccessiva. Al contrario, con un premio di maggioranza sarebbe possibile predeterminare il numero massimo di seggi da attribuire allo schieramento vincitore".
Cosa intende per "maggioranza eccessiva"?
"Con la legge attuale una forza politica potrebbe aggiudicarsi anche il 60 per cento dei seggi, avvicinandosi alla possibilità di leggere da sola i giudici costituzionali".
Senza un impianto maggioritario i partiti non sarebbero incentivati a coalizzarsi dopo e non prima del voto?
"Auspico un premio di maggioranza alla coalizione, che permetterebbe ai partiti di correre ognuno per sé e, allo stesso tempo, di coalizzarsi prima delle elezioni. Questo, secondo me, sarebbe un punto di equilibrio ragionevole tra chi intende presentarsi con una coalizione unita prima del voto e chi, al contrario, preferisce una corsa più in solitaria".
Tra le forze politiche ci sono varie posizioni sulla legge elettorale. Possibile arrivare ad un compromesso unanime?
"Serve un accordo più largo possibile. Va costruita una legge che abbia un senso per il sistema nel suo complesso e non in funzione dell'interesse immediato di qualcuno".
Quando se ne inizierà a parlare? Il rischio è quello di arrivare al termine della legislatura senza una legge adeguata
"È giusto che se ne parli dopo l'elezione del presidente della Repubblica. Bisogna evitare a tutti i costi una spaccatura del Parlamento che non farebbe altro che restituire ai cittadini l'immagine di un uso partigiano delle istituzioni".